lunedì 25 novembre 2013

Il colore rosso contro la violenza sulle donne

Il 25 novembre Giornata Mondiale per dire no agli abusi di genere. In Italia lo 'sciopero' femminile



Il colore rosso contro la violenza sulle donne
Un grido di dolore che si tinge di rosso. Il colore dell'energia e della passione è il simbolo della Giornata mondiale per l'eliminazione della violenza contro le donne istituita dall'Onu nel 1999, che si celebra ogni anno il 25 novembre.
Una violenza che ha molte sfaccettature, in tutto il mondo: abusi sessuali e fisici che possono sfociare nell'omicidio, maltrattamenti, mutilazioni genitali femminili, segregazione, discriminazioni sul lavoro e nella società, sfruttamento del corpo, privazioni economiche, per tenere le donne in stato di sottomissione.
Nel nostro Paese il focus è il femminicidio, fenomeno che non accenna a placarsi. In Italia fra il 2000 e il 2012 sono state uccise oltre 2.200 donne, 171 all'anno: il 75% dei delitti, 125 ogni 365 giorni, è avvenuto in famiglia o nell'ambito di relazioni affettive.
Tante le iniziative nel Bel Paese: spettacoli teatrali, concerti, dibattiti, incontri, lungo tutto lo Stivale, da Nord a Sud. Fino allo sciopero delle donne, lanciato da gruppi di attiviste femministe che denunciano "l'immobilismo delle istituzioni" - nonostante la recente legge contro il femminicidio - rispetto alla violenza contro le donne: consiste in forme simboliche di sospensione dal lavoro abbreviata o con modalità di astensione più estese, che possono essere decise dalle lavoratrici che aderiscono all'iniziativa. Drappi e stoffe scarlatte fuori da balconi e finestre, e tanti appuntamenti da Udine a Catania, passando per Milano, Roma, Napoli. Nella Capitale in programma un corteo, rigorosamente vietato, però, agli uomini.
Una linea di pensiero non condivisa da una delle figure femminili più in vista del Paese, Laura Boldrini: "La violenza è un problema maschile che ricade sulle donne", sottolinea la presidente della Camera, che spiega come il fenomeno si combatte investendo su educazione e prevenzione. La terza carica dello Stato ricorda poi il conto economico della violenza di genere: 17 miliardi di euro in Italia, "in termini di supporto medico, psicologico, assistenza giudiziaria, polizia e mancata produttività sul lavoro". I dati sono emersi con la recente indagine 'Quanto costa il silenzio?', realizzata da Intervita Onlus con il patrocinio del Dipartimento per le Pari Opportunità.
Numerose anche le iniziative delle istituzioni: dal Campidoglio, a Roma, che si illumina di rosso, alla campagna 'Riconosci la violenza', sempre del Dipartimento per le Pari Opportunità, sui media fino a metà dicembre. Protagoniste, coppie di uomini e donne abbracciati; ma lui ha il volto oscurato da un rettangolo nero, con scritti slogan rivolti a ogni donna: da "Non sposare un uomo violento. I bambini imparano in fretta", fino a "Hai un solo modo per cambiare un fidanzato violento. Cambiare fidanzato".

sabato 23 novembre 2013

Il Racconto del Sole di Lorenzo Colombo - Ep. 09 "Miracoli"




Questa è l'opera magna del Sole.
Una volta stabilizzato il Sole è entrato nella fase più lunga e placida della propria esistenza, fornendo energia in modo continuo ai suoi pianeti, e in particolare alla Terra.

Questa ha continuato nel percorso intrapreso alla fine dell'eone Archeano, quando si solidificò la crosta, si condensarono gli oceani e un paio di fulmini generarono delle molecole chiamate "amminoacidi". Il vento solare forniva e fornisce tutt'ora anche un comodissimo scudo contro le radiazioni della galassia, formando nel suo moto attorno al centro della Galassia un'onda di prua come di una nave che attraversa il mare, chiamata eliopausa.

Ciò che c'è prima di essa appartiene al Sole, ciò che c'è dopo è interstellare.

Il miracolo è davvero incredibile, perché la Terra in questo periodo di stabilità prolungata ha lanciato un pezzettino di sé stessa oltre all'eliopausa. Araldo dell'umanità, buon viaggio Voyager 1!!!

Come sta vivendo questa fase la nostra stella?

Le reazioni di fusione di cui abbiamo parlato all'inizio di questo percorso avvengono con ritmo costante nel suo nucleo, che costituisce il 25% del raggio del Sole e più del 30% della sua massa. A una temperatura di 15.000.000 di gradi e una pressione di 340 miliardi di atmosfere quattro atomi di idrogeno vengono convertiti in elio, con un piccolo eccesso di massa che viene convertita in energia dalla famosa equazione di Einstein.

Ogni secondo 620 milioni di tonnellate di idrogeno diventano 614 milioni di tonnellate di elio, mentre la massa mancante diventa energia. Quanta? Molta: 3,8x10^26 watt, altro che lampadine.

Lo strato successivo è la zona RADIATIVA (e non radioattiva, fate attenzione!). Tra il 25% e il 70% del raggio solare l'energia prodotta dal nucleo è trasmessa per irraggiamento, cioè radiazione, attraverso il denso gas, da cui il nome. Quasi tutta la restante massa della stella è concentrata qua.

Sopra la zona radiativa, per il restante 30% di spessore, c'è la zona convettiva, molto più rarefatta. Qui la trasmissione dell'energia appunto cambia modalità, passando alla convezione (come l'acqua bollente in una pentola). La transizione tra le due zone è detta "tachocline". Questo perché fino alla zona radiativa il Sole ruota su sé stesso come un corpo rigido, mentre la zona convettiva ruota in modo differenziale, più velocemente all'equatore rispetto ai poli.

È probabilmente in questa zona che le violente interazioni e frizioni tra i due strati generano la dinamo solare, cioè il potente campo magnetico della stella e il ciclo di attività undecennale.

Sopra alla zona convettiva c'è la fotosfera. Il Sole è un corpo gassoso e quindi non possiede una superficie solida: la fotosfera è il punto sotto al quale il gas diventa opaco alla radiazione. Sopra è trasparente, sotto è opaca, per ragioni di temperatura e densità, per cui si vede una superficie che emette luce, appunto "foto-sfera". È la sede dell'attività superficiale del Sole che questa pagina si prefigge di trattare quasi quotidianamente. Macchie, facole, brillamenti, filamenti, eruzioni, archi di gas eccetera... la sua temperatura è di circa 5.600-5.800 K, e varia dai 4.200 K della penombra delle macchie ai 10.000 K delle facole.

Sopra alla fotosfera inizia la vera e propria "atmosfera solare", divisa in cinque parti. La parte inferiore, o minimo di temperatura, è una zona leggermente più fredda della fotosfera. Poi c'è la cromosfera, in cui la temperatura sale fino a 20.000 K e l'elio si ionizza. Attenzione al concetto di temperatura: i gas dell'atmosfera solare sono molto rarefatti, e questi valori di temperatura indicano semplicemente l'energia cinetica delle particelle, per un umano sarebbe comunque freddo come lo spazio profondo!

Sopra a una zona di transizione, in cui la temperatura cresce ancora più rapidamente, c'è la famosa Corona, quella che si vede durante le eclissi totali. In questo ambiente avvengono le riconnessioni magnetiche e il rilascio delle Eruzioni Coronali di Massa (CME). È estremamente rarefatta e le temperature salgono fino a più di 2.000.000 K, probabilmente per le violente interazioni tra particelle cariche e campo magnetico solare.

L'ultimo strato è l'eliosfera, cioè i gas che avvolgono tutto il sistema solare fino a Plutone e oltre, alla magnetopausa.
Questo è il nostro Sole adesso, ed è il Sole che stiamo studiando e che ci condiziona nell'immediato. Sappiamo ancora molto poco, soprattutto della reale periodicità del suo ciclo di attività e della sua interazione con il sistema Terra, e praticamente nulla del suo comportamento sulla lunga scala temporale. Ma non tutto è oro quello che luccica...

(continua...)
— con Lorenzo Rínon Laitauron Colombo

martedì 19 novembre 2013

Verso la maturità- (Un altra puntatata sulla storia del sole- Trovi le altre sfogliando i post)



- Verso la maturità -

Man mano che matura e si calma una stella come il Sole "impara" ad utilizzare le sue risorse di carburante, diventando sempre più efficiente nella conversione.

La nostra stella cominciò quindi a scaldarsi ed a illuminare meglio il sistema solare, allargando la fascia abitabile. L'effetto serra che preservava Terra e Marte fu la fine di Venere: con l'aumento di luminosità del Sole il pianeta cominciò a scaldarsi ferocemente, fino all'evaporazione totale dei suoi oceani. Il vapore acqueo è un gas serra ancora più potente, e si pensa che la temperatura al suolo salì oltre i 1500 °C, abbastanza da riportare l'intero pianeta allo stato liquido! Nei miliardi di anni successivi il vapore acqueo venne dissociato e perso, l'ossigeno si attaccò al carbonio ed eccovi l'infernale Venere attuale.

La Terra invece aveva sviluppato un meccanismo di autodifesa: la vita e il campo magnetico. Quel poco di ossigeno che si cominciò a produrre andò a costituire uno strato di ozono e quindi una inversione di temperatura, la stratosfera. Così facendo il vapore acqueo era intrappolato nella bassa troposfera, e non era in grado di sfuggire nello spazio, mentre il campo magnetico lo proteggeva dalla dissociazione.

Cosa che purtroppo il poco massiccio Marte non è riuscito a fare. Tempo un miliardo di anni dalla sua formazione e i suoi oceani erano dissipati, il campo magnetico scomparso e la sua atmosfera abrasa dal vento solare, in una lenta morte planetaria mentre l'interno si raffreddava e il vulcanismo si spegneva.

I pianeti esterni invece se ne sono sempre un po' lavati le mani del Sole. Massicci a sufficienza da possedere veri e propri cortei di "pianetini" a loro volta, la fredda e lontana stella al centro ha giocato un ruolo minore nella loro storia ed evoluzione. Oltre alla fascia degli asteroidi interna, la "frost line", tutto tace da miliardi di anni, nei lenti moti dei giganti gassosi. Le cose però cambieranno...

È in questo periodo di maturazione del Sole, 3,8 miliardi di anni fa, che i giganti esterni decidono di fare le pulizie di primavera. Le risonanze orbitali instauratesi tra Saturno e Giove destabilizzano le orbite, fino a tradursi nella migrazione di Nettuno verso un'orbita più esterna a quella di Urano (sì, si era formato più internamente!) e nel riarrangiamento complessivo del sistema solare esterno. Ciò porta alla destabilizzazione della fascia esterna degli asteroidi e comete, in un vero e proprio bombardamento ai danni di pianeti rocciosi interni.

I crateri lunari che chiamiamo "mari" si sono formati in questo periodo turbolento, così come la spaventosa craterizzazione di Mercurio, Marte e delle lune dei quattro Giganti.

(...continua)
— con Lorenzo Rínon Laitauron Colombo

martedì 12 novembre 2013

Rifiuti: acqua tossica nel Napoletano

Sequestrati a Caivano pozzi per l'irrigazione e terreni dove si coltivano molte verdure



Rifiuti: acqua tossica nel Napoletano
Acqua contaminata dai veleni vicino ai campi di zucchine, broccoli, cicoria e altri ortaggi. La procura di Napoli che indaga sui rifiuti tossici nella cosiddetta 'Terra dei Fuochi' ha messo sotto sequestro 13 pozzi per l'irrigazione e 15 fondi agricoli a Caivano, nella provincia partenopea, per una superficie di 43 ettari.
Dalle analisi sui campioni di acqua prelevati sono emerse quantità oltre i limiti di legge di sostanze nocive per l'ambiente e la salute: manganese, solfati, arsenico, fluoruri e cloroformio: questa sostanza, altamente cancerogena, era presente oltre 100 volte il massimo consentito.
Le analisi ora andranno avanti, per capire l'origine dell'inquinamento della falda acquifera. Le verdure prodotte dalle 13 aziende agricole che coltivano sui terreni sequestrati non saranno messe in vendita.

domenica 10 novembre 2013

I 10 luoghi più radioattivi del pianeta


scorie

NON SOLO LUOGHI CONSIDERATI APOCALITTICI.Ma anche posti apparentemente incontaminati figurano in questa inquietante classifica dei dieci luoghi più radioattivi del pianeta. Tra essi anche il Mar Mediterraneo. Nonostante il terremoto del 2011 e le preoccupazioni per Fukushima abbiano riportato la minaccia della radioattività di nuovo nella coscienza pubblica, molte persone non si rendono ancora conto che la contaminazione è un pericolo che riguarda tutto il mondo. I radionuclidi figurano tra le prime sei minacce tossiche, come indicato da un rapporto del 2010 del Blacksmith Institute, una organizzazione non governativa che si occupa di inquinamento. Potreste restare sorpresi dalla posizione di alcuni dei luoghi più radioattivi al mondo – e quindi dal numero delle persone che vivono nel terrore per gli effetti che le radiazioni possono avere su di loro e sui loro figli.
hanford10- Hanford, USA
Il sito di Hanford, a Washington, era parte integrante del progetto di bomba atomica degli USA, avendo prodotto plutonio per la prima bomba nucleare e per la bomba “Fat Man”, usata a Nagasaki. Durante la Guerra Fredda, il sito intensificò la produzione, fornendo plutonio per la maggior parte delle 60.000 armi nucleari americane. Anche se dismesso, contiene ancora due terzi del volume delle scorie altamente radioattive del paese – circa 53 milioni di litri di scorie liquide, 25 milioni di metri cubi di rifiuti solidi e 200 chilometri quadrati di acque contaminate al di sotto dell’area, che lo rendono il sito più contaminato degli Stati Uniti. La devastazione ambientale di quest’area dimostra che la minaccia della radioattività non è semplicemente qualcosa che può arrivare con un attacco missilistico, ma può nascondersi nel cuore del proprio stesso paese.
scorie9- Il Mediterraneo
Da anni, la ‘Ndrangheta è accusata di aver usato il mare come un luogo comodo per sversare rifiuti pericolosi – scorie radioattive comprese – tariffando il sevizio e intascando i profitti. Legambiente sospetta che circa 40 navi cariche di rifiuti tossici e radioattivi siano scomparse nelle acque del Mediterraneo dal 1994. Se queste accuse fossero vere, dipingerebbero il quadro preoccupante di un quantitativo sconosciuto di scorie nucleari nel Mediterraneo il cui vero pericolo sarà davvero compreso quando le centinaia di barili si deterioreranno o se in qualche modo dovessero aprirsi. La bellezza del Mar Mediterraneo potrebbe davvero nascondere una catastrofe ambientale in corso.
costa-somala8- La costa Somala
L’organizzazione mafiosa italiana appena citata non ha condotto i suoi loschi affari solo nei propri confini. Vi sono anche accuse che le acque e il suolo somalo, non protetti dal governo, siano stati usati per l’affondamento o l’interramento di scorie nucleari e metalli tossici – tra i quali 600 barili di rifiuti tossici e nucleari, e rifiuti ospedalieri radioattivi. Infatti, secondo il Programma Ambiente delle Nazioni Unite, i barili arrugginiti contenenti scorie trascinati sulle coste somale durante lo Tsunami del 2004 sarebbero stati scaricati in mare già negli anni ’90. La Somalia è un’anarchica terra desolata, e gli effetti di queste scorie sulla popolazione impoverita potrebbero essere addirittura peggiori di ciò che questa gente ha già sperimentato.
scorie7- Mayak, Russia
Il complesso industriale di Mayak, nel nord-est della Russia, ha un impianto nucleare da decenni, e nel 1957 è stato teatro di uno dei peggiori incidenti nucleari del mondo. Fino a 100 tonnellate di scorie radioattive furono rilasciate in seguito ad una esplosione che contaminò un’area enorme. L’esplosione è stata tenuta segreta fino agli anni ’80. A partire dagli anni ’50, le scorie della centrale venivano scaricate nell’area circostante e nel Lago Karachay. Ciò ha portato alla contaminazione della riserva d’acqua sulla quale migliaia di persone fanno affidamento ogni giorno. Gli esperti ritengono che Karachay è forse il luogo più radioattivo del mondo, e oltre 400.000 persone sono state esposte alle radiazioni provenienti dall’impianto in seguito a diverse serie di incidenti accaduti – tra i quali incendi e micidiali tempeste di sabbia. La bellezza naturale del Lago Karachay nasconde i suoi inquinanti mortali, e i livelli di radiazione nei punti in cui le scorie radioattive scorrono nelle sue acque sono sufficienti ad uccidere un uomo nell’arco di un’ora.
sellafield6- Sellafield, UK
Situata sulla costa occidentale dell’Inghilterra, Sellafield era originariamente una struttura che produceva plutonio per le bombe nucleari, ma in seguito si è indirizzata verso l’ambito commerciale. Sin da quando è diventata operativa, centinaia di incidenti si sono verificati nell’impianto, e circa due terzi degli edifici stessi sono ora classificati come rifiuti nucleari. L’impianto rilascia giornalmente qualcosa come 8 milioni di litri di scorie contaminate nel mare, rendendo il Mare d’Irlanda il mare più radioattivo del mondo. L’Inghilterra è famosa per le sue distese verdi e per i suoi paesaggi ondulati, ma, annidata nel cuore di questa nazione industrializzata c’è una struttura tossica, soggetta ad incidenti, che vomita scorie pericolose negli oceani del mondo.
scorie5. Complesso Chimico Siberiano, Russia 
Mayak non è l’unico sito contaminato in Russia; la Siberia ospita un complesso chimico che contiene scorie nucleari accumulatesi per oltre quattro decadi. I rifiuti liquidi sono accantonati in piscine non coperte e container mal tenuti conservano oltre 125.000 tonnellate di rifiuti solidi, mentre lo stoccaggio sotterraneo è potenzialmente a rischio di perdita nelle acque sotterranee. Pioggia e vento hanno diffuso la contaminazione nella natura e nella zona circostante. Vari incidenti minori hanno portato alla perdita di plutonio e ad esplosioni che hanno diffuso radiazioni. Sebbene il paesaggio innevato abbia un aspetto puro ed immacolato, i fatti parlano chiaro sui veri livelli di inquinamento riscontrati nell’area.
scorie4- Il Poligono, Kazakistan 
Un tempo, luogo dove l’Unione Sovietica effettuava i suoi test atomici, oggi quest’area fa parte del nuovo Kazakistan. Il sito fu destinato al progetto per la bomba atomica sovietica a causa del suo status di area “disabitata” – a dispetto del fatto che vivessero nell’area 70.000 persone. In questa struttura l’URSS fece detonare la sua prima bomba atomica; il luogo detiene il record di maggior concentrazione di esplosioni nucleari al mondo: 456 test nell’arco di 40 anni dal 1949 al 1989. Mentre gli esperimenti condotti nella struttura – e il loro impatto in termini di esposizione alle radiazioni – furono tenuti segreti dai sovietici fino alla chiusura della struttura nel 1991, gli scienziati calcolano che la salute di 200.000 persone sia stata direttamente danneggiata dalle radiazioni. Il desiderio di distruggere paesi stranieri ha portato allo spettro della contaminazione nucleare che incombe sulla testa di coloro che una volta erano cittadini dell’URSS.
mailuu-suu3- Mailuu-Suu, Kirghizistan
E’ considerato uno dei dieci siti più inquinati della Terra dal rapporto del Blacksmith Institute del 2006. Le radiazioni a Mailuu-Suu non derivano da bombe nucleari o da centrali, ma dall’estrazione dei materiali necessari ai processi che queste comportano. L’area ospitava una struttura di estrazione e lavorazione dell’uranio; oggi restano 36 discariche di scorie di uranio – oltre 1, 96 milioni di metri cubi. La regione è anche a rischio sismico, ed una qualsiasi rottura del contenimento potrebbe scoperchiare il materiale o causare la caduta delle scorie nei fiumi, contaminando l’acqua utilizzata da centinaia di migliaia di persone. Questa gente potrebbe non dover mai vivere il pericolo di un attacco nucleare, ciononostante, hanno buone ragioni di temere una pioggia radioattiva ogni volta che la terra trema.
chernobyl2- Chernobyl, Ucraina 
Teatro di uno dei più gravi e nefandi incidenti nucleari del mondo, Chernobyl è ancora fortemente contaminata, nonostante il fatto che ora ad un piccolo numero di persone sia consentito stare nell’area per un periodo limitato di tempo. Il famoso incidente provocò l’esposizione alle radiazioni per oltre 6 milioni di persone, mentre le stime riguardo al numero dei morti causati dal disastro di Chernobyl vanno dai 4.000 a addirittura 93.000. L’incidente rilasciò 100 volte più radiazioni delle bombe di Hiroshima e Nagasaki. La Bielorussia ha assorbito il 70 per cento delle radiazioni, e da allora i suoi abitanti devono confrontarsi con un aumento dell’incidenza dei tumori. Ancora oggi, la parola Chernobyl evoca immagini orribili di sofferenza umana.
fukushcima1. Fukushima, Giappone 
Le tragedie del terremoto e dello tsunami del 2011 hanno distrutto case e vite umane, ma gli effetti della centrale nucleare di Fukushima rappresentano forse il pericolo più duraturo. Il peggior incidente nucleare dopo Chernobyl ha causato la fusione del nocciolo di tre dei sei reattori, perdita di materiale radioattivo nell’area circostante e nel mare, rilevato fino a 200 chilometri dall’impianto. Siccome l’incidente e le sue conseguenze sono ancora in corso, non si conosce ancora la reale portata dell’impatto ambientale. Il mondo sentirà ancora gli effetti di questo disastro nelle generazioni a venire.
Fonte: http://www.ilfattaccio.org/2013/11/05/10-luoghi-piu-radioattivi-del-pianeta/

giovedì 7 novembre 2013

Che tristezza...la vita venduta a uomini senza scrupoli

Schiavone choc: “Rifiuti tossici sotterrati anche nel Salento ed in altre zone della Puglia”

Dopo le dichiarazioni sui rifiuti tossici sotterrati in Campania e Lazio, ecco saltar fuori nuove segnalazioni su Salento ed altre zone della Puglia in cui sarebbero stati seppelliti altri rifiuti tossici. Su di una Regione che vanta il triste primato di essere una tra le zone più inquinate d’Italia e con un’incidenza tumorale tra le più elevate e preoccupanti, ecco abbattersi le agghiaccianti parole del pentito che indicano la Puglia, ed il Salento in particolare, come una delle zone in cui è avvenuto lo “smaltimento” illegale di rifiuti altamente tossici.
Sono 63 le pagine di verbale desecrato inerente l’audizione di Carmine Schiavone (pentito del clan dei Casalesi) davanti alla Commissione ecomafie. “Sandokan” chiamato così per la sua somiglianza con l’attore Kabir Bedi, è il cugino del boss dei Casalesi Francesco. Nel verbale, il pentito cita anche la regione Puglia come territorio avvelenato dai rifiuti tossici smaltiti illegalmente dalla mafia con la collaborazione della ‘ndrangheta e della Sacra corona unita…
Nel verbale si legge la parola “Infettata”, che il collaboratore di giustizia, usa per descrivere le condizioni in cui versa il mezzogiorno ed anche il Salento.
Veleno che arriva dall’estero e che è stato nascosto nel sottosuolo. Il tutto, per un giro d’affari che all’epoca fruttava 600-700 milioni di lire al mese.
Il documento risale al 7 ottobre del 1997. Il racconto di schiavone parte dal 1988, quando era ad Otranto e “l’avvocato Tino Borsa e Pasquale Pirolo fecero una proposta relativa allo scarico di fusti tossici”, mentre nel Casertano si costruiva una superstrada. Nel verbale si legge: “Avevamo creato un sistema di tipo militare, con ragazzi incensurati muniti di regolare porto d’armi che giravano in macchina. Avevamo divise e palette dei carabinieri, della finanza e della polizia. Ognuno aveva un suo reparto prestabilito”.
“C’erano discariche nelle quali si scaricavano sostanze che venivano da fuori. Nel Salento, ma sentivo parlare anche delle province di Bari e Foggia“.
Ma cosa contenevano, e contengono tutt’ora, queste discariche? La risposta è quella più temuta: “sostanze tossiche, fanghi industriali, rifiuti di lavorazione, rifiuti radioattivi”, sepolti anche a trenta metri di profondità, quasi a contatto con le falde acquifere. E il pensiero corre subito all’elevato numero di tumori riscontrato nel Salento e ci si chiede se questo fenomeno possa essere in qualche modo legato anche ai veleni che, secondo le parole di Schiavone, sarebbero sepolti nel nostro sottosuolo.
E ancora “Con me operava un certo Tonino ’O Zingaro e Lucio Di Donna, che era di Lecce che aveva grosse influenze a Roma, nel Liechtenstein; si vantava, ma non so quanto fosse vero, di essere molto vicino al Grande Oriente d’Italia”. “Che poteva importargli, a loro, se la gente moriva o non moriva? L’essenziale era il business”.
In merito alla vicenda, Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei diritti” ha dichiarato:
“Dall’estate del 2008 a oggi forse finalmente la verità è vicina. La notte tra il 14 e il 15 giugno di due anni fa veniva ucciso Peppino Basile ad Ugento (Le), consigliere comunale e provinciale dell’Italia dei Valori con decine di coltellate. Peppino Basile con le sue denunce e la sua attività politica ha calpestato diversi interessi e per questo è stato assassinato. Ora spunta la pista di un possibile interramento di rifiuti tossici anche nel sottosuolo salentino che il consigliere ugentino aveva denunciato lanciando l’allarme di un vero e proprio business camorrista del traffico ed interramento di rifiuti tossici nella nostra terra”.
In queste ore, è tornata a galla anche la testimonianza di Silvano Galati, di Supersano affiliato alla Scu sino al 2005, divenuto poi collaboratore di giustizia. L’uomo aveva svelato dove si trova un sito trasformato dalla mafia in un cimitero di rifiuti.
La zona è nelle campagne intorno a Casarano, a poca distanza da aree agricole. A capo delle indagini, il sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone.
Ancora non è chiaro se si tratta degli stessi terreni di cui ha parlato il pentito Schiavone che ha inoltre dichiarato: “nel giro di vent’anni moriranno tutti per tumore”.
Fonti per questo articolo: http://www.futuratv.it/cronaca/15120-schiavone-choc-rifiuti-tossici-sotterrati-anche-nel-salento.html
http://www.tagpress.it/ambiente-territorio/il-boss-dei-casalesi-salento-terra-di-rifiuti-tossici/

sabato 2 novembre 2013

iL RACCONTO DEL SOLE SESTA PUNTATA



Siamo arrivati alla sesta puntata de #ilraccontodelSole di Lorenzo Colombo quindi...buona lettura!

"Accensione!"
Siamo arrivati a circa due-tre milioni di anni dalla prima contrazione della nube protosolare. L'embrione della nostra stella si è formato, ha cominciato a ruotare e a scaldarsi, contraendosi fino a innescare la fusione del deuterio e diventando una protostella, mentre i pianeti si formavano. La fusione del deuterio fu però un attimo momentaneo, l'elemento venne completamente distrutto in pochissimo tempo, e la contrazione ricominciò, solo che ora il pre-sole era un oggetto molto più definito, ancora circondato da polveri e gas opaco.

La contrazione continuò, mente i pianeti si formavano e migravano con tutta calma. Anche in questa fase l'energia emessa era tutta termica da collasso gravitazionale, e a seguito della continua contrazione il pre-sole cominciò a differenziarsi al suo interno, sempre più caldo e denso. Prima completamente convettivo, poi comparve una zona radiativa interna e in seguito un accenno di fotosfera, mano a mano che la nebulosità veniva diradata e le polveri evaporavano. Il pre-sole era una stella violenta, conosciuta come "stella T-Tauri". Campi magnetici fortissimi, rapida rotazione su sé stessa, brillamenti e tempeste immensamente più potenti di quelle attuali squassavano la stella in fase di maturazione. Il processo è una escalation di violenza e instabilità mentre la stella si riorganizza, muta e si contrae alla sua dimensione finale, preparandosi.

Nel nucleo del pre-sole i nuclei dell'idrogeno ionizzato, cioè dei semplici protoni, si trovarono ad essere sempre più vicini, tanto che in alcuni casi la repulsione elettrostatica veniva vinta e le due particelle si univano a formare del deuterio, che in poco tempo veniva fuso in elio, come già capitato durante la fase protostellare. Tali reazioni inizialmente erano molto lente e improbabili, ma con la contrazione e l'aumento di temperatura e densità queste divennero sempre più rapide, fino ad innescare definitivamente la catena autoalimentante della fusione nucleare. Il Sole quindi si accese, nel senso che la radiazione emessa cessò di essere quella del processo di contrazione di Helmholtz e divenne quella prodotta dalla fusione nucleare vera e propria. La nostra stella cominciò a emettere un forte vento stellare che spazzò via tutto quello che rimaneva della nebulosa primordiale, ponendo fine alla crescita dei pianeti. Era nato il Sole, e la sua luce illuminava ora decine di nuovi mondi.

(continua...)