venerdì 16 luglio 2010

Un comunicato stampa sulla vicenda del ragazzo milanese cui non è stato fatto donare il sangue a Milano

"Il sangue di un omosessuale rifiutato in un ospedale. Non è la prima volta che accade a Milano e non deve stupire: si tratta dello stesso modello si sanità ideologica che rende praticamente impossibile abortire ma che non impedisce il verificarsi di casi, come quelli del Santa Rita, dove vittime innocenti sono state sottoposte a interventi chirurgici inutili". Così Ivan Scalfarotto, vicepresidente del PD, ha commentato il caso del giovane milanese cui è stato impedito di donare il sangue al Gaetano Pini di Milano.
"Sin dai tempi di Veronesi ministro è stato reso chiaro che non si può escludere nessuno dalla donazione del sangue sulla base di ciò che è, ma solo sulla base dei comportamenti sessuali che tiene. Un eterosessuale che ha comportamenti a rischio è più pericoloso di un omosessuale che vive in un rapporto di coppia. Sembrerebbe ovvio, ma quando si vuole curare la gente con i paraocchi dell'ideologia, anche la logica più semplice diventa una sfida intellettualmente impossibile", ha proseguito Scalfarotto.
"Si crede di discriminare i gay ma io non posso non pensare al malato in attesa di quel flacone di sangue che magari gli avrebbe salvato la vita. Mi piacerebbe capire dove stia la carità cristiana in tutto questo. Bisognerà che me lo faccia chiarire dal presidente Formigoni e dai signori di Comunione e Liberazione", ha poi concluso Ivan Scalfarotto.(tratto da Facebook)
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