"Ci sono due modi di sentire la solitudine: sentirsi soli al mondo o avvertire la solitudine del mondo. Chi si sente solo vive un dramma puramente individuale; il sentimento dell'abbandono può sopraggiungere anche in una splendida cornice naturale. In tal caso interessa unicamente la propria inquietudine. Sentirti proiettato e sospeso in questo mondo, incapace di adattarti ad esso, consumato in te stesso, distrutto dalle tue deficienze o esaltazioni, tormentato dalle tue insufficienze, indifferente agli aspetti esteriori – luminosi o cupi che siano –, rimanendo nel tuo dramma interiore: ecco ciò che significa la solitudine individuale. Il sentimento di solitudine cosmica deriva invece non tanto da un tormento puramente soggettivo, quanto piuttosto dalla sensazione di abbandono di questo mondo, dal sentimento di un nulla esteriore. Come se il mondo avesse perduto di colpo il suo splendore per raffigurare la monotonia essenziale di un cimitero. Sono in molti a sentirsi torturati dalla visione di un mondo derelitto, irrimediabilmente abbandonato ad una solitudine glaciale, che neppure i deboli riflessi di un chiarore crepuscolare riescono a raggiungere. Chi sono dunque i più infelici: coloro che sentono la solitudine in se stessi o coloro che la sentono all'esterno? Impossibile rispondere. E poi, perché dovrei darmi la pena di stabilire una gerarchia della solitudine? Essere solo non è già abbastanza?"
martedì 16 maggio 2023
lunedì 15 maggio 2023
KRAKATAU
La #Terra è sempre in movimento, e chi meglio di #Krakatau può mostrarcelo?
Il vulcano esplose catastroficamente nel 1883, in una delle #eruzioni più famose della storia. L'isola di Rakata ospitava ben tre vulcani, ma oggi ne rimane solo la porzione inferiore.
Il vulcano non aveva ancora finito però, perché nella voragine lasciata dall'eruzione, tra i tre isolotti dell'immagine, crebbe lentamente un nuovo #vulcano: #AnakKrakatau, il figlio di Krakatau. Oddio, lentamente... nel 2018 il cono della montagna aveva raggiunto i 338 metri di quota!
Dico aveva perché Krakatau ha continuato a evolvere, e il 22 dicembre di quell'anno il cono è crollato rovinosamente in mare, causando uno #tsunami e la morte di 437 persone. La rete di monitoraggio del livello del mare purtroppo non era attiva. Anak Krakatau era un gigante con i piedi d'argilla, perché cresciuto troppo in fretta sul bordo della caldera del 1883, diventando instabile. Quasi due terzi dell'intera montagna sono scivolati a mare, lasciandosi dietro una scarpata e una montagnola alta "appena" 110 metri.
Nel 2020 la bocca eruttiva si è riaffacciata sopra al livello del mare, e nel 2022 è ripresa una vigorosa fase di costruzione della montagna. Questa immagine è stata scattata venerdì e mostra un grande pennacchio di cenere sopra alla montagna in crescita!
Anak Krakatau continua a crescere, e ci si augura che la sua prossima sfuriata troverà le autorità locali pronte ad affrontarla.
@astrolenz91
#chpdb #geologia #vulcanologia
Immagine: ESA / Copernicus
sabato 13 maggio 2023
IMPARARE LA STORIA: PEDOFILIA E FASCISMO.
Si scrive "madamato", ma si legge "stupro legalizzato". Un termine usato nelle ex-colonie italiane, prima in Eritrea e successivamente anche nelle altre colonie, Libia e Somalia. Mussolini col "madamato" permetteva a tutti i fascisti la propria bambina (7-8-9-10-11 anni) dentro il letto. Non solo ai militari, ma anche ai civili. Credo sia ovvio che solo un pervertito pedofilo può permettere tale scempio, una persona normale non la penserebbe nemmeno una schifezza del genere. Tra 'altro sono tante le testimonianze di presunti stupri ai danni di ragazzine che hanno avuto la sfortuna di incontrare Mussolini.
Ecco ciò che scriveva in Italia la propaganda fascista nelle sue riviste e nei suoi quotidiani: "Non si sarà mai dominatori, se non avremo la coscienza esatta di una nostra fatale superiorità. Con i negri non si fraternizza, non si può e non si deve".
Il madamato, oltre alla schiavitù sessuale produsse un'altra atrocità, non secondaria, i bambini nati da questi abusi. Il fenomeno portò alla nascita e al lor contestuale abbandono di migliaia di figli "meticci" non riconosciuti dal padre la cui unica sorte era quella di essere abbandonati. Oltre a Mussolini, un personaggio italiano famoso, Indro Montanelli, "confessò" in un'intervista del 1982 (la trovate su youtube) di aver avuto, grazie al madamato, una bambina di 11 anni e mezzo nel proprio letto, si chiamava Fatima e la definiva "un animalino docile". Il madamato segnava il dominio autoritario e assoluto del colonizzatore sull'indigeno, dell'uomo sulla donna, dell'adulto sul bambino, del libero sul prigioniero, del ricco sul povero, del forte sul debole. Il madamato fu abolito dagli stessi, anni dopo, per lo scandalo che si innalzava viste, oltre le morti delle bambine a causa delle violenze sessuali, anche quelle per complicazioni durante e dopo le gravidanze.
La gente sul fascismo sa ancora ben poco e, i fascisti non leggono, non leggeranno tutto l'articolo, quelli non hanno cultura nè coscienza ed inizieranno ad insultare. Molti credono ancora "ai treni arrivati in orario" e altre idiozie diffuse da questa gentaglia. Sul madamato potete documentarvi quanto volete, sbaglierete se cercherete informazioni su blog e pagine fasciste, ma sarà facile trovare l'intervista di Montanelli e documenti a riguardo in rete.
Potrete capire chi avrete difronte quando cercheranno di insabbiare questa triste e amara storia.
Se avete letto tutto complimenti per continuare ad essere persone che cercano di andare oltre il semplice slogan.
(grazie Antonella Rapari)
giovedì 11 maggio 2023
LA CONDIVISIONE
La condivisione per sua definizione è l'utilizzo in comune di una risorsa o di uno spazio, in senso stretto si riferisce all'uso congiunto o alternato di un bene finito o di un'informazione.
Il tema è strettamente intrecciato alle problematiche economiche e sociali dovute alla crisi che ha favorito il dibattito sui temi della condivisione e del solidarismo, intesi come possibili vie per risolvere molti dei problemi del mondo moderno. Sostituendosi alla competizione, all’avidità e all’egoismo, la condivisione e la cooperazione sono considerate le vie d’accesso più importanti alla felicità dei singoli e dei gruppi, essendo in grado di favorire un clima più sereno, grazie al quale può essere apprezzata meglio la bellezza delle relazioni e il rispetto per l’ambiente.
Secondo Raj Patel «Il grave dissesto del settore finanziario ha dimostrato che le più acute menti matematiche del pianeta, con il sostegno di ingenti disponibilità economiche, avevano fabbricato non tanto un motore scattante di eterna prosperità quanto un carrozzone di traffici, swap e speculazioni temerarie che inevitabilmente dovevano cadere a pezzi. A provocare la recessione non è stata una lacuna di conoscenze in campo economico, bensì l’eccesso di un particolare tipo di sapere, un’indigestione di spirito del capitalismo.>>
Al contrario è accaduto che,con la crisi, invece di inventare qualcosa di nuovo e avere il coraggio di voltare pagina, le istituzioni non hanno fatto nulla ed è in questo che s'individua la vera crisi e dalla quale bisognerebbe ripartire per ripensare il passato e mettere in discussione il rapporto che gli uomini hanno fra loro e con il mondo.
Bisognerebbe individuare nella condivisione un nuovo atteggiamento possibile per fare fronte a una crisi che non è solo economica o pertinente al mondo finanziario, ma che coinvolge direttamente il sistema dei valori etici.
La “crescita economica” non produce più benessere né migliora la qualità della vita degli individui, i quali si orienterebbero sempre di più verso una cultura del dono , un orientamento che segna una grande presa di distanza dal feticismo dell’oggetto, arrivando a considerare possibile il vivere una vita più soddisfacente e ricca di emozioni positive a partire da nuove categorie di pensiero con le quali interpretare le relazioni interpersonali e la vita sociale. La condivisione può essere una di queste categorie, favorendo la rottura di vecchi modi di pensare e una proiezione verso il futuro capace di tenere conto della dimensione collettiva e non solo quella individuale.
In chiave metafisica, mostra la capacità dell’uomo di svelare il proprio potenziale creativo e giungere alla felicità cooperando assieme agli altri uomini per la ricostruzione di ogni settore delle attività umane. Nell’accettazione del principio di condivisione risiede la risposta alla crisi politica ed economica che l’umanità sta attraversando e il primo passo per creare le condizioni sociali di un mondo più giusto. «Come prima cosa si deve imparare a essere uomini. Ed essere uomini significa riconoscere il valore della condivisione e prendere i bisogni del proprio fratello come misura per le proprie azioni, senza mai dimenticare che gli altri esistono in noi, come noi siamo negli altri»(Braggio)
I temi del dono, della solidarietà e di uno stile di vita sobrio, caratterizzato da meno consumi materiali e più ricchezza interiore, giocano un ruolo chiave che rivaluta l’uomo perché essere spirituale, capace di andare oltre il proprio ego e di dare un valore alla propria vita prendendosi cura degli altri.
Nella società attuale, invece, l’individuo è spinto costantemente a pensare prima a se stesso e a soddisfare una vasta gamma di desideri inutili.
Un' Ong britannica, la New Economics Foundation, elabora da diversi anni, in conformità a inchieste, un indice della felicità (happy placet index) che ribalta l’ordine classico del Pil pro capite e anche quello dell’indice di sviluppo umano (Isu). Per il 2009 la classifica stabilita dall' Ong vede in testa il Costa Rica, seguito dalla Repubblica Dominicana, dalla Giamaica e dal Guatemala. Gli Stati Uniti vengono soltanto al 114° posto.
Questo paradosso si spiega con il fatto che la società cosiddetta «sviluppata» si basa sulla produzione massiccia di decadenza, cioè su una perdita di valore e un degrado generalizzato sia delle merci, che l’accelerazione dell’«usa e getta» trasforma in rifiuti, sia degli uomini, elusi e licenziati dopo l’uso, dai presidenti e manager ai disoccupati, agli homeless, ai barboni e altri rifiuti umani.
L’odierno sistema economico sottolinea l’importanza di sostituire ai valori della società mercantile quelli dell’altruismo, della reciprocità, della convivialità e del rispetto dell’ambiente.
L’economista Jeremy Rifkin individua nella Terza rivoluzione industriale la via verso un futuro più equo e sostenibile, dove centinaia di milioni di persone in tutto il mondo produrranno energia verde a casa, negli uffici e nelle fabbriche, e la condivideranno con gli altri, proprio come adesso condividono informazioni tramite Internet.
Il punto è che l’aumento della connettività ci sta rendendo sempre più consapevoli di tutti i rapporti che compongono un mondo così complesso e vario. Una nuova generazione sta cominciando a vedere il mondo sempre meno come un deposito di beni da espropriare e possedere, e sempre più come un labirinto di relazioni cui accedere. (Angela)
Raj Patel- Il valore delle cose e le illusioni del capitalismo
Gianpaolo Fabris- La società post-crescita
Jeremy Rifkin, La civiltà dell’empatia
martedì 9 maggio 2023
Pensateci: se fosse così saremmo tutti figli di un’unica “Eva stellare”.
Mentre leggi questo post stai convertendo ossigeno in anidride carbonica. A ogni respiro perdi 0,01 g di carbonio.
Studiando il DNA mitocondriale umano sembra che tutti noi discendiamo da un’unica donna. La nostra “Eva mitocondriale” visse circa 150.000 anni fa in Africa. Non fu la prima donna: fu l’ultima ad avere prodotto una linea genealogica mitocondriale tuttora esistente, di cui anche tu e io facciamo parte.
Anche Eva mitocondriale però era fatta di atomi. Li ha presi dal nostro pianeta, la Madre Terra, da cui non discendiamo solo noi ma tutte le specie viventi. E la Terra ha preso i suoi atomi da un’antica nube di gas, che 4,6 miliardi di anni fa diede alla luce il Sole e i pianeti, ma anche gli asteroidi e le comete che portarono sulla Terra acqua e molecole organiche.
Abbiamo anche trovato alcune possibili “sorelle” del Sole, stelle nate dalla stessa nube che ha generato anche noi. La più plausibile si chiama HD 186302 e si trova a 184 anni luce da qui, nella costellazione del Pavone. È molto simile al Sole per età e composizione chimica. Forse ce ne sono migliaia sparse per la Via Lattea, ma fino a 4,3 miliardi di anni fa facevano tutte parte insieme al Sole di un ammasso aperto.
E la grande nube di gas primordiale dove ha preso i suoi atomi? L’esplosione di una supernova vicina avrebbe innescato la sua compressione e l’avrebbe arricchita di elementi pesanti. Una prova a supporto di questa teoria è il ferro-60 trovato in antichi meteoriti: questo isotopo è generato solo dalle supernovae. Il problema è che nel sistema solare sembra esserci poco ferro-60 rispetto alla media della nostra galassia, mentre c’è moltissimo alluminio-26, che le supernovae non producono.
Negli ultimi anni si è quindi affacciata una nuova teoria: forse il Sole non ha sorelle, forse non ci fu nessun ammasso. Forse il Sole ha un’unica madre, una stella di Wolf-Rayet. Questi sono astri enormi (almeno 20 masse solari) ed eruttivi: forti venti stellari disperdono nello spazio i loro strati più esterni, che possono formare una bolla come quella che potete vedere attorno alla Wolf-Rayet 31a. Parte della bolla può poi condensare e dare origine a nuove stelle come il Sole. E indovinate un po’, le Wolf-Rayet producono molto alluminio-26 e poco ferro-60 quando poi esplodono come supernovae.
Auguri a tutte le mamme ❤
Filippo
Chi ha paura del buio -FB
sabato 6 maggio 2023
PRIMO IL PROTONE
Ciao, mi chiamo Primo e sono un protone. Sono nato un milionesimo di secondo dopo il Big Bang insieme a Priscilla, la mia anima gemella. Ci siamo persi poco dopo, e da allora la sto cercando. Non è che per caso l'avete vista?
Il nome “protone” me lo diede un grande scienziato di nome Rutherford. Siccome sono il nucleo del primo elemento, l’idrogeno, Rutherford mi diede un nome che viene dal greco e significa appunto “primo”.
Fu lui a scoprire che noi protoni esistiamo. Nel giugno 1919 pubblicò l'articolo con cui annunciava la nostra scoperta. Ce ne avete messo di tempo per trovarci: siamo in giro da quando l’universo aveva soltanto un milionesimo di secondo!
Non per mancare di modestia, ma senza di noi l’universo sarebbe un posto molto più noioso. Siamo il 90% della materia ordinaria, siamo i primi nella piramide chimica, siamo i mattoncini di base degli atomi che vi compongono. Prego, non c'è di che.
Io e i miei compari (nell’universo siamo almeno 10^80) siamo molto piccoli: nel puntino di questa “i” ci stiamo in 500 miliardi! Eppure abbiamo una struttura interna. Come potete vedere, siamo formati da 3 quark e innumerevoli gluoni che mantengono l’interazione tra i quark. A proposito, smettetela di trascurare i gluoni: è l’energia contenuta nel campo dei gluoni che costituisce il 99% della nostra massa... e di conseguenza della vostra!
Noi protoni stiamo bene per conto nostro (non come i neutroni che se stanno da soli decadono…) ma amiamo anche la compagnia. Ci piace stare in gruppo con altri protoni e neutroni, ma i miei preferiti sono gli elettroni. Quando la temperatura dell’universo scese abbastanza da permetterci di unirci agli elettroni, 380.000 anni dopo il Big Bang, si formarono i primi atomi e l’universo divenne trasparente alla luce.
Quegli atomi si lasciarono poi guidare dalla spinta gentile della gravità. Dopo qualche centinaio di milioni di anni le prime nubi di gas cominciarono a comprimersi fino ad accendersi. Nel cuore di queste dense sfere le temperature erano così alte da innescare violentissime reazioni di fusione tra noi protoni. Dal nostro sacrificio nacquero le stelle. Compresa la vostra, umani: ringraziateci se avete luce, calore ed energia dal Sole. Quell'energia era nella nostra massa, prima che arrivasse a voi.
Grazie al nostro lavoro, nel profondo ventre delle stelle massicce nacquero gli atomi necessari per formare il vostro pianeta, la vostra persona preferita e il tiramisù. Impacchettando protoni su protoni per miliardi di anni, l’universo ha finito accidentalmente per creare voi, che pur tra mille facezie trovate il tempo di domandarvi come funziona l’universo e darvi anche delle risposte. Nel vostro corpo siamo a miliardi di miliardi di miliardi, antichi quanto il Big Bang. Siamo lo strumento con cui l’universo tenta di capire se stesso.
Ah, forse non vi ho già detto che sono il protagonista di un libro! È il quarto di CHPDB e si intitola "Storia di un protone". Esce il 23 maggio, ma potete già preordinarlo qui: https://bit.ly/Storia-protone-autografata
Non c'è che dire, sono anche un ottimo testimonial. E mi raccomando, se vedete Priscilla avvisatemi!
-Filippo
Credits: CERN
Professor X
Essere sensibili non significa essere deboli. «Chi è sensibile attribuisce un’importanza enorme ai dettagli più insignificanti del comportamento altrui, quelli che generalmente le persone normali non notano.»
Oggi però molti scambiano la sensibilità con la debolezza, l’emotività con la mancanza di forza. Ecco, c’è un personaggio nella letteratura russa che incarna appieno queste qualità: il Principe Myskin. Il principe non sa mentire e non vuole farlo, sa ascoltare, non serba rancore, non gli importa niente di «avere sempre ragione», di tenere scioccamente il punto perché se «tu l’hai fatta a me, io la faccio a te». Sa che la vita è troppo breve e troppo preziosa per sprecarla con l’ipocrisia e le discussioni inutili. Per questi motivi gli altri lo giudicano un idiota.
Però alla fine tutte le persone che credevano di essere più intelligenti e furbe del principe, tutti quelli che lo guardavano dall’alto in basso con un sorrisetto di superiorità, alla fine tutte, dalla prima all’ultima, riconoscono che quell’uomo semplice, gentile, che credevano fosse un idiota, era migliore di tutti loro messi assieme.
Ecco, oggi non è cambiato nulla dai tempi di Dostoevskij. Fin da piccoli ai bambini viene viene insegnato l'antagonismo: «devi essere il più bravo della classe», «devi eccellere nello sport», e al lavoro non importa come lavori, ciò che fai, se ci metti passione e impegno, l’importante, l’unica cosa importante è che dimostri di essere migliore del tuo collega. In tanti credono che la forza di una persona dipenda da questo: dalla capacità all’occorrenza di schiacciare gli altri pur di farsi strada.
Quando ho a che fare con che queste persone, io ripenso sempre alle parole del grande matematico persiano Al-Khawarizmi. Quando infatti gli chiesero, come giudicare il valore di una persona, così rispose: «Se ha Etica, (sensibilità, compassione) allora il suo valore è 1. Se in più è intelligente, aggiungete uno zero e il suo valore sarà 10. Se è ricco, aggiungete un altro zero e il suo valore sarà 100. Se, oltre tutto ciò è una bella persona, aggiungete un altro zero e il suo valore sarà 1000. Però se perde l’uno, che corrisponde all’Etica, perderà tutto il suo valore perché gli rimarranno solo gli zeri.»
G.Middei, anche se voi mi conoscete come Professor X (Cari amici è da poco uscita la nuova ristampa del mio romanzo Clodio, se vi piacciono la storia e la filosofia, potete leggerne un estratto gratuito a questo link: https://www.amazon.it/Clodio-G-Middei/dp/8832055848
#filosofia #letteratura #cultura #istruzione






