lunedì 12 novembre 2012

IL MURO



Il muro

Ieri mi è capitato di andare sulla pagina del ministro Giulio Terzi ed ho trovato un post in cui si ricordava l’evento della caduta del muro di Berlino. Ho lasciato un mio commento e sono uscita augurandogli buona domenica.
Nella mente, però, un cassetto della memoria si è aperto su un altro evento importante capitato anni fa nella mia classe. Quell’anno insegnavo in una quarta della scuola primaria e la mattina il Dirigente scolastico mi aveva annunciato che durante la giornata sarebbe arrivata una collega tedesca che stava facendo delle ricerche sui metodi di studio nelle scuole italiane. Quel giorno ricorreva l’anniversario della caduta del muro di Berlino e decisi che avrei fatto una lezione su quell’argomento. Non mi preoccupai delle modalità da mettere in atto, anche perché il mio mestiere lo conoscevo molto bene, e decisi che avrei fatto un brain storming proprio sulla parola "muro".
Non vi voglio raccontare come si conduce un brain storming e quali strumenti sono attivati, vi dico solo che la lezione fu condotta tutta in inglese (la collega non conosceva l’Italiano) e i ragazzi accettarono di buon grado le difficoltà che avrebbero trovato, amavano le sfide, li faceva sentire grandi e forti. Erano  allenati al metodo e quando alla lavagna scrissi : What are the meanings of the word wall? In turn, you come to write your thoughts .Don’t worry about what you’ll write. Are accepted all opinions.
In classe si fece immediatamente un grande silenzio, quando i ragazzi pensano, non vanno disturbati. Sapevano che non potevano ripetere uno stesso pensiero, invece, potevano scrivere vicino “condivido”. Nel giro di mezz’ora riuscirono ad accordarsi e cominciarono a riflettere sui significati emersi cercandone un’applicazione  riferita a se stessi, sinceramente mi stupirono, perché della parola erano stati capaci di cogliere diversi punti di vista, ve ne riporto solo alcuni:
-         il muro di una casa (protezione, calore, sicurezza, famiglia)
-         il muro come confine tra due stati (rispetto dell’identità nazionale e culturale)
-         il muro che divide due persone (intolleranza, egoismo, sopraffazione, pensiero rigido, inflessibilità, chiusura).
Furono questi i significati che li guidarono poi nello studio storico di quel muro, ma la sopresa più grande per la collega fu, quando qualcuno affermò che in classe anche loro ripetevano gli stessi errori degli adulti, soprattutto nella mancanza di comprensione verso i più deboli, verso cui spesso e volentieri alzavano un muro difficile da abbattere specie quando ci si sente superiore e questa superiorità la fai sentire.
Questo bel ricordo se lo confronto con la realtà di oggi ho la certezza che l’unico significato rimasto, è quello della divisione e non credo di esagerare, anche se tutti parlano di unione. Nel momento in cui lo affermano, si comportano agendo diversamente, rifiutandosi di accettare sia il punto di vista degli altri, sia il rispetto per la libertà degli altri e imponendo solo la propria visione della realtà.
Ahimè, che peccato che questi adulti sono gli stessi che rovineranno quegli splendidi ragazzi di allora!  Chissà, forse qualche volta le cose belle restano per sempre, soprattutto se hanno donato modelli di una vita insieme dove si stava bene tutti.

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