lunedì 26 agosto 2024
La Filosofia e la fisica quantistica: un dialogo sull'essenza dell'esistenza.
venerdì 23 agosto 2024
Questa è Sparta.
Non è una battuta tratta da un film con Gerard Butler ma un cucciolo femmina di leone delle caverne vissuto 28.000 anni fa. Ventisettemilanovecentosessantadue anni fa, per la precisione. L'animale è stato scoperto nel 2018 da Boris Berezhnev, che lo ha ritrovato in sotto il permafrost siberiano, in Jacuzia, mentre cercava zanne di mammut. Il ghiaccio perenne e l'assenza di ossigeno hanno mummificato il corpo della piccola Sparta preservandolo incredibilmente bene. Ci credereste, a vederlo, che questo animale è vissuto VENTOTTO MILLENNI fa? Si tratta dell'esemplare meglio conservato che sia mai stato ritrovato: è talmente ben preservato che ancora si possono vedere i baffi! Sia all'esterno che all'interno è tuttora in condizioni praticamente perfette.
La cucciola di leonessa aveva appena uno o due mesi quando è morta. Non è
il primo esemplare della sua specie che viene ritrovato nel permafrost. A soli
15 metri dal punto in cui venne ritrovata Sparta, lo stesso Berezhnev aveva
trovato l'anno precedente un cucciolo di maschio della stessa specie e della
stessa età, ribattezzato Boris. Difficilmente i due si erano conosciuti, dal
momento che Boris visse oltre 15.000 anni prima della piccola Sparta!
I leoni delle caverne andarono estinti circa 11.000 anni fa, prima che gli
esseri umani iniziassero a praticare l'agricoltura. Sono rappresentati in
svariate pitture rupestri preistoriche, tra cui quella celeberrima nella grotta
Chauvet, in Francia, che risale a oltre 30.000 anni fa. Le scene rappresentate
in quelle antiche pitture indicano che probabilmente noi Homo sapiens abbiamo
avuto un rapporto piuttosto turbolento con questi felini, che erano più grandi
degli attuali leoni africani.
Se poter vedere con i nostri occhi un cucciolo di una specie estinta
mummificato quasi perfettamente è indubbiamente meraviglioso, lo è un po' meno
pensare che negli ultimi anni stiamo assistendo a un aumento dei ritrovamenti
di questo tipo per via del riscaldamento globale, che indebolisce sempre più il
permafrost siberiano.
-Filippo ( del gruppo Chi ha paura del buio)
Credits: Love Dalén/Stockhom University's Centre for Palaeogenetics
martedì 13 agosto 2024
Ode a Friedrich Nietzsche
lunedì 12 agosto 2024
Dello scrivere
Se devo parlare della mia diretta esperienza, lo scrivere per me è un'esigenza spirituale imprescindibile, quindi non posso che affermare che la scrittura è una forma di ascolto del proprio io, cioè scrivendo ci si mette in contatto col proprio io, e assicuro che difficilmente allora l'io può mentirci, ingannarci o illuderci; allo stesso modo il nostro intelletto subconsciente riuscirebbe a perpetrare inganni nei confronti dell'io. Ne deriva un confronto con se stessi schietto, leale, onesto, perché scrivendo, seppur tendiamo, inconsapevolmente, a creare maschere e caverne, ci si intende comunque tra l'io e l'intelletto.
Maschere e caverne
ci sono necessarie per non mostrare tutto di noi, dei nostri abissi, nei nostri
enigmi. In realtà ogni buon filosofo, così come ogni buon poeta, vuole essere
indovinato e non visto d'acchito "nudo". Fa parte del pudore (e della
vanità pudìca) voler essere visti attraverso un mistero indovinato, un enigma
risolto. È una intenzionalità di cui non si è del tutto consci, perché anzi
ognuno che scrive VUOLE essere compreso, teme piuttosto il fraintendimento.
Scrivere dunque è
dar forza al pensiero, renderlo consistente, in un certo empirico; è come
mutare il foglio di carta bianca in un mondo multicolore, in una seconda mente,
una seconda memoria, che diventa memoria universale se chi scrive ha dei
lettori. Allora il lettore, lo sappia o no, assume il ruolo di spettatore e
commediante e, in un certo senso, diviene il deus ex machina di tutte le
possibili soluzioni delle tragedie interiori vissute dallo scrittore. Scrivere
infatti è come confessare al lettore i propri drammi interiori, che non sono
necessariamente il dolore recondito di un pathos che si rivela all'improvviso,
perché non è raro che perfino una gioia diventi tragedia sconosciuta! Lo sanno
benissimo i drammaturghi e i poeti, cioè lo intuiscono, seppur non sanno
spiegarselo. Perciò scrivere è come andare alla ricerca di confessori, tanto
quanto si va alla ricerca di se stessi; e in ogni parola che si imprime sulla
carta, una parte di noi si rivela per sempre ed è come se danzasse libera nello
sconosciuto battito d'ali di un'Araba Fenice, perché muore e rinasce sempre nel
fuoco ignoto di una passione: la passione magmatica che scorre fluida nello
spirito del lettore.
Ma la cosa più
importante che bisogna dire è che lo scrivere insegna a pensare, a far danzare
il pensiero, a far danzare la penna e a mutare il foglio di carta in una pista
da ballo. È la danza dell'io che non può più mimetizzarsi negli istinti o nella
ragione, non può più costruire alcun velo di Maya ove riparare, l'intelletto
glielo impedisce pensando, e scrivendo lo mette a nudo, al di là di ogni
riverbero onirico. Difatti è come se si trovasse finalmente libero dai sogni e
totalmente riversato nella realtà più vigente, svestita d'ogni fronzolo, ma
creatore delle mille realtà che la penna riesce a descrivere: scrivere infatti
aiuta a creare! Aiuta l'io a diventare creatore di immagini e mondi. Scrivere
non è solo l'arte del saper descrivere mondi esteriori e interiori, è
soprattutto estetica del pensiero che diviene parola, suono, immagine, simbolo,
interpretazione di cose note e cose ignote; è la vera danza delle intenzioni,
l'alchimia dell'io del saper mutare la realtà in mille prospettive. Devo infine
aggiungere che scrivere è necessario? Soprattutto saper scrivere, ovvero creare
"drammi" per farsi ricordare.(Giovanni Provvidenti)
martedì 30 luglio 2024
VERGOGNA
Sono tante le parole che si spendono nel web per condannare tutte le brutture alle quali assistiamo senza che possiamo fare qualcosa per cambiarle.
E sono solo
parole perchè le nostre azioni sembrano non dare alcun risultato e ci rendiamo
sempre più conto di essere in una posizione di stallo, ma non solo in
Italia...uno sguardo più allargato ci fa vedere che anche il resto del mondo è
in brutte acque...
I politici la
chiamano crisi mondiale e se ragioniamo bene in fondo è proprio così..una crisi
che investe tutti ...ma chi l'ha provocata questa crisi.
La crisi
mondiale non ci mostra ricchi che stanno soffrendo, ma solo tanti tanti poveri
senza mezzi per sopravvivere e che sono i soli a sentire questa crisi della
quale parlano i politici.Certamente qualcosa manca a questo mosaico, non sono
stati certamente i poveri a causare la crisi mondiale, non sono stati coloro
che hanno sempre e solo preso le briciole a mandare in crisi l'economia e fare
aumentare i prezzi in maniera vertiginosa che più in alto di così non si può
andare. I politici continuano a girarci intorno creando una situazione di grave
disagio esistenziale, una manovra per far zittire tutti, per far credere che
dobbiamo continuare a fare sacrifici per salvare l'economia, le industrie, il
deficit monetario...non sappiamo più quante altre rinunce si debbano fare e
sempre da parte di chi ha molto poco.
E' facile così
fare politica..chiedere agli operai e ai lavoratori dipendenti di pagare le
tasse, di rinunciare agli aumenti di stipendi, stipulare rinnovi di contratti
capestri...far zittire il dissenso come se fosse un male da eliminare e tutto
perchè: c'è il padrone che te lo ordina e il padrone ha il volto del capo di
governo, del ministro dell'economia, del capo dell'industria, del proprietario
delle banche e delle multinazionali che certo non hanno problemi ad arrivare
alla fine del mese e il loro lavoro???? Facile facile..comandare e farsi ubbidire
da una massa di persone che non ci capisce più nulla di quello che accade...è
allo sbando completo in uno stato di ipnosi dove capisce solo quello che gli
ripetono da un pò di anni: c'è la crisi ..non puoi ribellarti, devi rinunciare
a tutto anche ai tuoi diritti...
Vergogna ..mille
volte vergogna..la crisi c'è solo per i lavoratori, per tutti gli altri c'è
sempre una scappatoia per rubare ai poveri e stare bene...portare i guadagni e
le industrie all'estero e arricchirsi in modo smodato, amorale, senza ritegno e
senza pagare tasse facendo credere che è anche per il nostro bene...svegliatevi
non si può continuare a subire, non si può continuare a sentirsi ripetere che
stanno lavorando per noi mentre ci rubano anche l'anima e i pensieri....
Bisogna
riprendersi i propri diritti tutti insieme abbattendo anche i confini tra le
nazioni perchè i lavoratori sono sfruttati ovunque e non lasciatevi ancora
convincere che i posti di lavoro non ci sono perchè qualcuno è venuto da fuori
a rubarvelo...non è vero è una sporca bugia come tante...i posti di lavoro non
ci sono perchè sono incapaci di crearli,i padroni pensano solo al proprio
tornaconto, la fame nel mondo c'è perchè hanno ridotto nazioni ricche di
risorse in poveri affamati dipendenti dalla tavola dei più ricchi.
La verità
ricordatevelo è una sola: una comunità funziona se tutti i componenti sono
inclusi e condividono tutto equamente...quando questo non avviene, la comunità
degli uomini è stata divisa perchè una parte è ridotta al rango di schiavi da
una classe di prepotenti e arrivisti.
Vergogna..hanno ucciso gli ideali e i valori più importanti della vita e questo non è perdonabile...vergogna anche per quelli che hanno pensato che si può sostituire la giustizia con il Dio denaro..che si può sostituire l'amore e la solidarietà con l'egoismo ...vergogna anche per noi che stiamo dormendo e abbiamo dimenticato che ogni uomo ha un sogno e non si possono uccidere i sogni.
(Angela
Baldi)
giovedì 25 luglio 2024
*Oltre 6.000 anni fa*
una misteriosa civiltà aveva dettagliate mappe del nostro sistema solare.
I Sumeri hanno creato questi disegni usando l'argilla.
I disegni sopravvissuti mostrano che hanno capito che il sole è una stella
al centro del sistema solare e che altri pianeti gli ruotano intorno.
Hanno persino disegnato accuratamente le orbite e le posizioni dei pianeti.
Curiosamente, alcuni dei loro dipinti raffigurano anche strane immagini con
entità giganti.
I Sumeri li consideravano delle divinità.
Intrigantemente, alcuni disegni di questi dei mostrano anche simboli che
assomigliano a sequenze di DNA umano.
Inoltre, avevano simboli legati alla medicina, che assomigliano
significativamente ai moderni simboli medici.
Ancora oggi, non riusciamo a capire come migliaia di anni fa, la più antica
civiltà dell'umanità avesse una conoscenza così profonda dell'astronomia.
Questo solleva la questione se questa antica civiltà non fosse arretrata,
ma piuttosto fosse avanzata ben oltre la nostra attuale comprensione di esse.
Da Storiachepassione
lunedì 22 luglio 2024
L'uomo (ed è fin troppo evidente) ha creato gli dèi a sua immagine e somiglianza, e quindi anche il Dio di Abramo.
Solo che quando l'uomo ha creato questo Dio Abramitico, cioè una trasfigurazione in chiave divina del suo sanguinario fanatismo, gli ha dato più sangue, più ossa, più pelle e più spirito di quanto mai si era fatto verso una figura immaginaria trachiusa in un tempio ideale. Perché? Perché l'uomo è in tutto il suo Essere una eco che ritorna costantemente - anche come immagine - di ciò che esso è: un tiranno - persino nella sua debolezza... o soprattutto nella sua debolezza? I deboli infatti più di tutti mi sono parsi dei tiranni!
Dio è dunque il tiranno ideale creato a perfetta immagine e somiglianza di un'indole tirannica e con questa maschera dipinta sul volto il popolo di Abramo ha reso schiavi i popoli: schiavi di un falso ideale divino. Se oggi osserviamo tutto l'abramitismo insito nel Corano, ci rendiamo conto che cosa ha rappresentato e rappresenta Dio in tutta la sua mostruosa disumanità tirannica e omofoba!
Gli dèi greci e di altre antiche culture, in verità, erano molto più "modesti", perché avevano l'esigenza di essere rappresentati più antropomorfi e più vicini al carattere umano, quasi fossero dei filosofi, così l'uomo si sentiva legato agli dèi, in quanto questi erano la linea di congiunzione tra la "divinità impulsiva" e propulsiva della volontà e la loro istintualità, e libero nel contempo dagli dèi perché sapeva che era lui stesso, l'uomo, che gli dava la facoltà di esistere e il potere divino di elevarsi al di sopra dell'uomo (che è sempre un potere umano).
La differenza sta tutta in questa sorta di gnoseologia post metafisica (o di metafisica portata all'estremo): l'uomo creando il Dio Abramitico si è del tutto reso schiavo di un'idea. Perché? Per poter rendere schiavi altri uomini e poter esercitare la sua indole ancestrale che è fanatica e sanguinaria. Per questo Nietzsche insegna che l'uomo è qualcosa che dev'essere superato, cioè dev'essere superata l'indole fanatica e sanguinaria.
In breve l'uomo ha creato Dio per indossarne la maschera e giocare a fare... Dio. Giocare a fare Dio ora giustifica l'uomo e ogni sua nefandezza perpetrata nei confronti di altri uomini. Ma in tutto questo cosa c'entra Dio? Nulla, poiché non esiste, la sola responsabilità è dell'uomo.
Infatti la miglior difesa di Dio è quella che non esiste, altrimenti dovremmo diventare tutti dei cristi e farci crocifiggere per farlo contento. E lo abbiamo fatto! Altro che povero Dio! Povero uomo da quando ha creato questo crudele Golam che ora si aggira libero tra i sogni e la realtà di ogni coscienza e subcoscienza.
Bisogna dunque liberarsi di questa immane coscienza e subciscienza per liberarsi di questo Dio. E Nietzsche intendeva dire questo quando parlava di morte di Dio: morte della vecchia coscienza morale in cui risiede e agisce (da dietro le quinte) l'immane maschera! (Giovanni Provvidenti)

