sabato 26 settembre 2026

DA LEGGERE CON ATTENZIONE

 

Ai, Bill Gates lancia il monito: “È un’arma abbastanza potente da provocare eventi che causano 1 miliardo di morti”

L’intelligenza artificiale è "sicuramente abbastanza potente da determinare eventi che provocano un miliardo di morti". A lanciare il monito è Bill Gates, intervenuto in un estratto dell’intervista alla trasmissione Meet the Press di Nbc News. Il co-fondatore di Microsoft ha risposto così alla domanda della giornalista sulla possibilità che la tecnologia possa essere tanto potente da mettere fine all’umanità. Gates ha quindi richiamato l’attenzione sui rischi legati all’utilizzo dell’Ia da parte di persone con intenzioni dannose.

"Non c'è mai stata un'arma tanto potente quanto la combinazione di persone con scopi cattivi che usano gli ultimi strumenti AI", ha aggiunto Gates, sottolineando la portata delle capacità raggiunte dalla tecnologia e i possibili rischi derivanti da un suo utilizzo improprio. Il tema della sicurezza e della regolamentazione dell’intelligenza artificiale è infatti al centro del dibattito internazionale, soprattutto con l’evoluzione sempre più rapida dei sistemi generativi e delle loro applicazioni.

Nel corso dell’intervista, Gates ha affrontato anche la proposta di rallentare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale avanzata, avanzata recentemente dal Ceo di Anthropic, Dario Amodei. Sul tema, il co-fondatore di Microsoft ha evidenziato la necessità di interventi che vadano oltre l’autoregolamentazione da parte delle aziende tecnologiche.

"Nessuno pensa che l'auto-regolamentazione sia sufficiente", ha dichiarato Gates, riferendosi alla necessità di affrontare i rischi associati all’evoluzione dell’Ia attraverso strumenti di controllo e regole adeguate. Le sue parole riportano così al centro del confronto il rapporto tra sviluppo tecnologico, sicurezza e responsabilità nell’impiego dell’intelligenza artificiale.

Il riferimento al possibile impatto sulla sopravvivenza dell’umanità arriva in un momento in cui le capacità dei sistemi di intelligenza artificiale continuano a crescere e con esse il confronto sulle modalità con cui limitarne gli utilizzi potenzialmente pericolosi. Per Gates, il nodo non riguarda soltanto la potenza della tecnologia in sé, ma anche chi la utilizza e con quali finalità.

Fonte: https://www.ilgiornaleditalia.it/.../ai-bill-gates-lancia...

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Nota di NSUFP.

Uno dei motivi di questa preoccupazione che molti addetti ai lavori hanno espresso negli ultimi mesi, è senza dubbio la possibilità di trovare loro stessi una “soluzione” per blindare completamente l’accesso e il controllo dell’intelligenza artificiale.

Come spesso capita, creano il problema, suscitano nelle masse una reazione per poi offrire loro la soluzione.

Soluzione che casualmente agevola sempre chi la propone.

Quale miglior modo può essere quello di instillare, per l’ennesima volta, paura nella popolazione?

Un ipotetico scenario apocalittico e attualmente distopico (da film di fantascienza) dove le macchine diventano il pericolo numero 1… et voilà, Signore e Signori, ecco a voi l’eroe che salva il mondo dai cattivi robot oramai fuori controllo.

Così ce la raccontano..

I rischi ci sono ma se fate caso, sono gli stessi che hanno creato questa tecnologia a volerla dipingere come pericolosa.

Sono in buona fede oppure c’è dell’altro?

Io sono portato a pensare che alcuni di loro possano anche essere in buona fede ma c’è qualcuno che vuole strumentalizzare la paura per avere un tornaconto.

Usando un po’ la logica verrebbe da chiedersi: perché non ci hai pensato quando l’hai realizzata? Voglio dire, l’hai creata tu… solo adesso ti accorgi che hai creato un potenziale mostro che può annientarci? Cosa ti diceva la capoccia mentre studiavi i sistemi che la compongono?

Giusto per restare in tema di Bill Gates…

Lui è ancora uno dei principali azionista di Microsoft oltre ad essere il suo fondatore.

Per capirci:

- Bill & Melinda Gates Foundation Trust (rappresenta oltre il 25-34% del portafoglio). Microsoft è leader nell'IA grazie alla stretta partnership e integrazione dei modelli di OpenAI e dei servizi Azure AI (Yahoo Finance);

- Schrödinger (SDGR): Una società che unisce l'intelligenza artificiale e la fisica computazionale per la scoperta di farmaci e la ricerca biofarmaceutica. Il trust di Gates detiene una quota superiore all'11% della società (The Molley Fool);

- Luminous Computing: Una startup supportata da investimenti legati a Gates che sviluppa circuiti integrati fotonici neuromorfici, progettati per accelerare in modo drastico i carichi di lavoro dell'intelligenza artificiale (Wikipedia);

- : Schrödinger, Inc - Azienda di biotecnologie che ha ricevuto finanziamenti significativi anche tramite la società di investimento di Gates, Cascade Investment, e sfrutta piattaforme avanzate e dati su scala industriale applicati anche alla biologia computazionale (Wikipedia).

Considerando la follia che si respira negli ultimi anni, in un momento storico in cui molti governi ricorrono sempre di più a queste tecnologie, per scopi civili e militari, quale potere può avere colui che ha le chiavi per l’intelligenza artificiale di uno Stato?

Creo la tecnologia, la vendo ai governi, dico che è pericolosa e che serve un sistema di controllo per garantirne la sicurezza e poi mi introduco nei sistemi informatici degli Stati.

Voi dite che è un’esagerazione?

Non lo è. Microsoft dal 2021 ha un accordo con Leonardo per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione italiana:

https://news.microsoft.com/.../leonardo-e-microsoft.../

Da luglio 2026 c’è Digital Horizon, una collaborazione tra Microsoft e Leonardo volto a integrare il cloud e l'intelligenza artificiale nei processi aziendali del gruppo aerospaziale e della difesa. Nel progetto sono coinvolti 50 MILA dipendenti della Leonardo:

https://news.microsoft.com/.../leonardo-al-via.../...

[ per chi ancora non lo sapesse: il maggiore azionista di Leonardo – prima Finmeccanica - è il Ministero dell'economia e delle finanze italiano, che possiede circa il 30% delle azioni ]

Dietrologia?

No, fatti.

Ricordiamoci che due anni fa l’attuale governo ha venduto il Gruppo TIM al fondo di investimento statunitense KKR all’interno del quale c’è KKR Global Institute presieduto da David Petraeus, ex Generale ed ex Capo della Cia.

TIM dicevamo…

Una grande società che ne fa parte è Olivetti che opera come la Digital Farm del Gruppo TIM specializzata proprio in IoT (Internet of Things) e Big Data Analytics all'interno della divisione TIM Enterprise: https://www.olivetti.com/

In buona sostanza: avevamo in casa tutto quello che poi siamo andati a cercare altrove.

Domanda: sono solo incapaci? Oppure c’è sotto una corruzione di dimensioni tali che non possiamo nemmeno immaginare?

In un Paese in cui ci sono stati: l’ingresso nell’euro, il Britannia, divorzio tra Banca d’Italia e Ministero del Tesoro, Governo Monti, periodo covid, finanziamenti miliardari all’Ucraina mentre la nostra sanità è da terzo mondo (ecc, ecc..), qualcuno si stupirebbe?

Chiedo per un amico complottista che ogni tanto fa domande strane.

Giosuè Moi

lunedì 14 settembre 2026

NAZA

 

𝗡𝗔𝗭𝗔: 𝗗𝗘𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗟𝗔 𝗠𝗔𝗖𝗖𝗛𝗜𝗡𝗔 𝗠𝗜𝗟𝗜𝗧𝗔𝗥𝗘 𝗜𝗦𝗥𝗔𝗘𝗟𝗜𝗔𝗡𝗔. 𝟮𝟰 𝗧𝗘𝗦𝗧𝗜𝗠𝗢𝗡𝗜 𝗥𝗔𝗖𝗖𝗢𝗡𝗧𝗔𝗡𝗢 𝗖𝗢𝗠𝗘 𝗦𝗜 𝗜𝗡𝗗𝗜𝗩𝗜𝗗𝗨𝗔𝗡𝗢 𝗚𝗟𝗜 𝗢𝗕𝗜𝗘𝗧𝗧𝗜𝗩𝗜 𝗘 𝗦𝗜 𝗖𝗔𝗟𝗖𝗢𝗟𝗔𝗡𝗢 𝗟𝗘 𝗩𝗜𝗧𝗧𝗜𝗠𝗘 𝗖𝗜𝗩𝗜𝗟𝗜 𝗔 𝗚𝗔𝗭𝗔

𝗡𝗮𝘇𝗮 𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗳𝗶𝗹𝗺 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗲 𝘀𝗽𝗮𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼𝘀𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝘁𝗲 𝗺𝗮𝗶 𝘃𝗶𝘀𝘁𝗼. 𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗲̀ “𝗳𝗿𝗲𝗱𝗱𝗼”. 𝗡𝗼𝗻 𝗴𝗶𝗼𝗰𝗮 𝘀𝘂𝗹𝗹’𝗲𝗺𝗼𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀. 𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗴𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗴𝗲 𝗻𝗲́ 𝘀𝗶 𝗲𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗲. 𝗘̀ 𝗶𝗹 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼. 𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗶 𝘃𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗲𝗿𝗼𝘀𝗶 𝗰𝗮𝗿𝗻𝗲𝗳𝗶𝗰𝗶 𝗱𝗶 𝗡𝗲𝘁𝗮𝗻𝘆𝗮𝗵𝘂.

«Siamo andati a vedere Naza, il film più atteso e più importante del concorso veneziano, pensando che il titolo fosse un gioco di parole fra “Gaza” e “Nazi”. Sapevamo, come tutti, che è diretto da due registi che avevano già lavorato al documentario No Other Land (vincitore dell’Oscar), Yuval Abraham e Rachel Szor. E sapevamo che nel film parlano 24 esponenti dell’esercito e dell’Intelligence israeliani, nelle modalità che ora vi descriveremo.

Abbiamo scoperto dalle primissime battute del film che il termine “𝗻𝗮𝘇𝗮” 𝗲̀ 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲 𝘂𝗻 𝗮𝗰𝗿𝗼𝗻𝗶𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗰𝗮 𝗶𝗻 𝗲𝗯𝗿𝗮𝗶𝗰𝗼 𝗶 “𝗱𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗮𝘁𝗲𝗿𝗮𝗹𝗶”, 𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻𝗻𝗼𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗼𝘁𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲𝗿𝗼 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗰𝗰𝗶𝘀𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗶𝘁𝗼 𝘂𝗻 “𝗼𝗯𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼”, ovvero un militante (o presunto tale) di Hamas attivo nella striscia di Gaza. Ma può darsi che il gioco di parole da noi ipotizzato, sotto sotto, ci sia: e il fatto che l’IDF e il Mossad definiscano così i morti palestinesi rende il tutto doppiamente sinistro.

No Other Land era un documentario sulla Cisgiordania, sulle violenze dei coloni. Era diretto da quattro registi: oltre ai due citati, Basel Adra e Hamdan Ballal, palestinesi. Era dunque un raro e coraggioso esempio di collaborazione fra cineasti israeliani e palestinesi. Naza è firmato dai soli Abraham e Szor ed è facile capire perché: solo degli israeliani, probabilmente, potevano convincere dei militari a sbottonarsi in quel modo. Prima di ogni altra cosa crediamo sia giusto riportarvi le loro parole, dal catalogo della mostra: “Abbiamo realizzato questo film spinti dal dovere di usare la nostra posizione di israeliani per analizzare i sistemi dietro all’uccisione di massa di civili palestinesi di cui il nostro Paese è responsabile. Durante le riprese negli ultimi tre anni, ci siamo trovati a porci le stesse domande della generazione dei nostri nonni e di tutto il Novecento: come può un gruppo di persone permettere la totale disumanizzazione di un altro? Come funziona dall’interno un sistema del genere?”.

È inoltre fondamentale aggiungere alcune informazioni sulla produzione. Le interviste montate negli 80 minuti di film sono già state pubblicate sul quotidiano britannico The Guardian, che co-produce il film e che le ha realizzate in collaborazione con due organi di stampa indipendenti, +972 Magazine e Local Call. Fra i produttori figura Jonathan Glazer, il regista di La zona d’interesse (il film su Auschwitz), e magari può essere interessante sapere che Glazer, nato a Londra, è un ebreo ashkenazita. Il Guardian è per così dire il “garante giornalistico” del film. È importante dirlo perché vedendo il film potrebbe sorgere il sospetto della messinscena: una didascalia iniziale ci informa che i volti dei testimoni sono volutamente invisibili e le loro voci sono state digitalmente alterate, per renderli non identificabili. Per cui qualcuno potrebbe alzare il ditino e chiedere: chi ci assicura che siano veri? Lo assicura il Guardian, uno dei giornali più seri del mondo.

Naza è tutto girato di notte. I volti degli intervistati sono sempre al buio. Le interviste avvengono sul tetto di un palazzo di Tel Aviv: si vede tutta la città, i televisori accesi nelle case, il traffico, l’edificio dove ha sede il comando dell’IDF, l’esercito israeliano. Tel Aviv fa da controcanto alle dichiarazioni. Che sono spaventose. A un certo punto Abraham – che invece è riconoscibile come intervistatore – chiede a uno dei tecnici dell’IDF se pensa che a Gaza sia in corso un genocidio. “Ovviamente sì”, è la risposta. Poi l’uomo, che è un tecnico video, di quelli che osservano Gaza attraverso i droni, racconta di quando i palestinesi sono accorsi a migliaia a una distribuzione di cibo. “C’era questa fiumana di persone, e ogni tanto qualcuno usciva dallo spazio prestabilito dove potevano camminare, e i nostri cecchini avevano l’ordine di abbatterli, chiunque fossero, anche bambini. Ne avranno ammazzati a decine”. E tu cosa provavi a vedere queste cose? “Beh, era divertente. Sembrava un videogioco. Era incredibilmente divertente”.

Vanno dette due cose. Nessuno degli intervistati è un soldato che lavorava – diciamo così – sul campo. Sono tutti addetti alla sorveglianza video e audio, alle intercettazioni, all’individuazione del “nemico”. E questo è importante: non è gente che ha ammazzato qualcuno, e gli va riconosciuto il coraggio di testimoniare. Ma l’altra cosa da dire è che nessuno di loro sembra particolarmente sconvolto da ciò che ha visto e che ha contribuito a fare. Tre o quattro di loro lo dicono chiaramente: “Io sono un tecnico. Io individuo un terrorista nel suo appartamento e dico all’autorità militare che intorno a lui ci sono dieci, venti, cento naza, possibili vittime collaterali. Poi è l’ufficiale che decide se sparare o no. Sono le regole. Io obbedisco alle regole”.

Più o meno quello che diceva Eichmann nel famoso processo raccontato da Hannah Arendt.

Uno dei passaggi più impressionanti, ma anche più illuminanti del film è la descrizione dell’operazione Lavender – l’hanno chiamata così, “lavanda”, come un profumo. È una pura operazione di Intelligence. IDF e Mossad, secondo questi testimoni, controllano TUTTI i telefoni cellulari attivi a Gaza. Possono entrarci, vedere le foto, leggere i messaggi. Basta che un telefono comunichi una volta con il telefono di un militante di Hamas perché quella persona diventi a sua volta un potenziale terrorista.

Ovviamente i telefoni sono localizzati. Quando si decide di eliminare un esponente di Hamas, lo si individua attraverso il cellulare, possibilmente a casa, di notte, mentre dorme: “È più sicuro”. Uno dei testimoni racconta che una volta si sono assicurati che il cellulare fosse nello stesso punto da un po’ di tempo, poi hanno colpito: “Il giorno dopo abbiamo scoperto che l’uomo era uscito e aveva dimenticato il telefono a casa. Abbiamo ammazzato tutti i suoi familiari e i suoi vicini e lui se l’è cavata. Dal punto di vista professionale è stato uno smacco”. Un altro confessa che Lavender funziona all’85%. Quindi – chiede Abraham – nel 15% dei casi ammazzate gente che non c’entra nulla. “Sì”. Il testimone non lo dice, ma si capisce chiaramente che – dal punto di vista dell’esercito israeliano – a Gaza non esistono persone “che non c’entrano nulla”.

𝗡𝗮𝘇𝗮 𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗳𝗶𝗹𝗺 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗲 𝘀𝗽𝗮𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼𝘀𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝘁𝗲 𝗺𝗮𝗶 𝘃𝗶𝘀𝘁𝗼. 𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗲̀ “𝗳𝗿𝗲𝗱𝗱𝗼”. 𝗡𝗼𝗻 𝗴𝗶𝗼𝗰𝗮 𝘀𝘂𝗹𝗹’𝗲𝗺𝗼𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀. 𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗴𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗴𝗲 𝗻𝗲́ 𝘀𝗶 𝗲𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗲. 𝗘̀ 𝗶𝗹 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼. 𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗶 𝘃𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗲𝗿𝗼𝘀𝗶 𝗰𝗮𝗿𝗻𝗲𝗳𝗶𝗰𝗶 𝗱𝗶 𝗡𝗲𝘁𝗮𝗻𝘆𝗮𝗵𝘂..»


domenica 6 settembre 2026

Non vedo errori...

 


A fine guerra il generale Zukov dichiarò "abbiamo liberato l'Europa dal nazismo e non ce lo perdoneranno mai".

Oggi la giornalista tedesca Chrome Schmalz ha fatto pubblicamente questa domanda: "la Russia ci perdonerà ancora una volta?"

E' una domanda logica e legittima, una domanda formulata da chi vede la verità e non bada alla propaganda, di chi conosce la storia e sa che dimenticarla è l'errore di sempre.

Guidata da stronze come la Kallas e la fonderkazzen tutta Europa sta sfidando la Russia da 4 anni, tirando la corda e dando per scontato che Putin terrà i suoi missili nucleari nei silos.

Il motivo "ufficiale" è l'invasione dell'Ucraina, un Paese che non è nemmeno della NATO. Non ci si chiede quali siano le motivazioni della Russia, si finge anche di aver dimenticato la guerra civile che da otto anni distruggeva il Donbass e nemmeno chi l'abbia fomentata.

Da 80 anni gli USA invadono Stati del Mondo con motivazioni fantasiose, eppure nessuno ha mai obbiettato anzi, qualche volta l'Europa ha partecipato al banchetto. Quindi?

La verità sta nel fatto che fin dai tempi di Hitler noi europei abbiamo sempre considerato i russi dei bolscevichi buzzurri, cialtroni e ubriaconi. Quello che ci sta sulle balle è che loro abbiano un Impero immenso, un territorio ricchissimo e pieno di risorse, mentre noi in Europa abbiamo da un pezzo raschiato il fondo del barile. Da decenni le nostre industrie tirano avanti importando tutte le materie prime di cui hanno bisogno e adesso sono anche in crisi per la concorrenza cinese (altri buzzurri cialtroni).

E allora diciamolo: non siamo diversi da Hitler, la differenza sta nel fatto che lui diceva apertamente di aver bisogno di "spazio vitale", mentre noi ipocritamente abbiamo provocato la Russia come la rana bollita sperando che si potesse disciogliere. Ci eravamo quasi riusciti ai tempi di Eltsin, ma poi è arrivato quel rompiballe di Putin.

Dal crollo del muro abbiamo messo missili nucleari sempre più vicini a Mosca finchè la rana se n'è accorta ed è saltata fuori dal pentolone.

E adesso che dopo aver provocato tutto questo bailamme gli USA si tirano indietro (loro grande specialità), siamo i coglioni rimasti col cerino in mano e qualcuno si chiede se la Russia ci potrà mai perdonare.

Chiediamo a Calenda.

Fausto Cotti


domenica 30 agosto 2026

UN AMORE IMPOSSIBILE

 

NON LEGGETE questo post, se non avete la mente aperta o se vi interessa soltanto fare polemica! Ecco, sapevate chi scrisse una delle poesie d’amore più belle e DOLCI di sempre? Un poeta palestinese di nome Darwish per il suo grande amore: una donna israeliana.

Un amore IMPOSSIBILE, una passione impensabile. Tu avevi poco più di vent’anni, e fu allora che incontrasti lei: Tamar. Tu un arabo, lei una poetessa israeliana. Cosa vi spinse l’una tra le braccia dell’altro? Cosa unì i vostri cuori, figli di due popoli divisi dalla Storia, dal Tempo e dalla Cultura? Ma l’amore se ne frega: delle differenze di classe, censo e colore. «Per due anni mi sono perduto in lei. Per due anni lei si è distesa sul mio braccio, uniti nel fuoco delle nostre labbra».

Con il vostro amore sfidate tutto e tutti: l’odio, i pregiudizi e il rancore. Ma poi la gerra dei sei giorni ti divise da Tamar. Mise fine alla vostra storia, ma non al tuo amore. E fu allora che scrivesti questi versi. «Se arriva in ritardo aspettala, se arriva in anticipo aspettala, e non spaventare gli uccelli sulle sue trecce, e aspettala, (…) fino a che non sollevi il suo vestito scoprendo le gambe nuvola dopo nuvola. E aspettala e portala su un balcone per vedere la luna, e accarezza lentamente la sua mano e aspettala fino a che la notte non ti dica: Al mondo siete rimasti soltanto voi due.»

Aspettala, questo verbo risuona di continuo. Perché l’amore è fatto di attesa ma soprattutto di pazienza. Amare significa CUSTODIRE non un cuore ma due, e quando custodisci il cuore di qualcuno, sai che non puoi e devi mettergli fretta. Ecco, la prima volta che ho letto questa poesia mi sono commossa! Perché c'è tutto quello che bisogna SENTIRE e sapere.

Odia, gli dice il mondo, odia chi non ha ha la tua storia, il tuo credo, o il tuo colore. Darwish e Tamar invece alla cultura dell'odio rispondono con l'amore. Il senso della vita sta tutto qui: in questa scelta. Quando i ragazzi mi chiedono: ehi prof, ma perché dobbiamo leggere poesie, io rispondo loro: perché in un mondo che parla soltanto di odio, abbiamo bisogno di tornare a parlare la lingua dell’amore.

Guendalina Middei, anche se voi mi conoscete come Professor X




venerdì 31 luglio 2026

𝗟𝗔 𝗠𝗢𝗥𝗧𝗘 𝗘̀ 𝗜𝗟 𝗣𝗜𝗨̀ 𝗖𝗟𝗔𝗠𝗢𝗥𝗢𝗦𝗢 𝗘𝗤𝗨𝗜𝗩𝗢𝗖𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔 𝗨𝗠𝗔𝗡𝗔 (𝗣𝗿𝗼𝗳. 𝗩𝗶𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶)

 

La morte è il più clamoroso equivoco della storia umana.

Dai più eminenti uomini di scienza dell’ultimo secolo scopriamo che l’Universo è tutto Pensiero e che la Realtà esiste solo in ciò che pensiamo.

L’energia è quella manifestazione che fa accadere le cose e gli eventi.

Essendo di carattere vibrazionale essa si manifesta in una incommensurabile vastità di forme e di aspetti.

Dietro tutte queste apparenze si cela una realtà legata a un campo di frequenze comprese in bande, ciascuna delle quali ha uno sbocco nel panorama delle cose materiali che noi vediamo.

Sofisticate tecnologie dimostrano che l’uomo non muore, quando sembra separarsi dalla sua carica energetica che lo vivifica, perché ciò che si stacca dal soma migra e fluisce verso altre locazioni.

Il nostro apparato sensoriale è limitato e quindi inadeguato a permetterci di percepire la realtà al suo livello più profondo.

Occorre comprendere che l’anima che sta per trapassare non è il corpo, bensì la vita stessa e che la sua natura non è materica ma spirituale e che al contrario del suo corpo psico-fisico non conosce mutamento, né decadimento.

Inconsciamente non possiamo sopportare di morire in quanto sappiamo che non è possibile farlo. Quando l’Io ben centrato ne ha la suddetta visione, allora siamo fuori dal paradigma spazio-temporale.

Il tutto dipende dalla qualità del nostro livello di coscienza.

Se non modifichiamo il nostro atteggiamento mentale, se non cambiamo lo stato della nostra visione del mondo, non potremo scegliere il mondo successivo, ma ci troveremo a ripetere ciò che siamo qui con le stesse difficoltà e le stesse limitazioni.

Il paradiso infine, non è un luogo, ma è una dimensione della coscienza.

Il tempo non esiste.

Quando il tempo incomincia a scorrere? L’etimologia della parola ha una derivazione di origine indo-europea che significa dividere.

Quando nasce il tempo nasce anche il concetto di morte.

Anche il Big Bang non è mai avvenuto

Si è scoperto di recente un “Campo Informazionale” che permea tutto.

È infinito.

Non ha inizio e non ha fine.

Noi vediamo attraverso i nostri occhi tutte le cose divise, frantumate, separate e invece tutto è Uno.

Il viaggio dell’evoluzione è dall’inconscio al conscio.

Quando mi chiedono cosa c’era prima del tempo e della morte rispondo che tutto ciò che esiste è AMORE.

Questa parola non è legata a sentimento, affetto o passione, come lo conosciamo oggi, ma significa A-MORS non morte.

Tutto vive, dall’atomo alla più grande galassia.

Abbiamo verificato che anche le piante e i minerali vivono, su piani diversi.

Tutto è costituito da una sola sostanza, con manifestazioni diverse.

Questa sostanza è fisicamente e psichicamente pensante.

Ilya Prygogine, che è stato il più grande chimico vivente (premio Nobel nel 1977), nel corso delle sue ricerche chimiche della materia organica, si è accorto che ogni molecola viveva e sapeva perfettamente quello che faceva ogni altra molecola a distanze macroscopiche.

Anche nell’esperimento che fece Pauli (fisico) le particelle separate (fotoni) che si trovavano nello stesso livello energetico o stato quantico, pur lanciate a distanze differenti, rimanevano sempre collegate.

Tutto è interconnesso e non-locale (entanglement).

Le informazioni sono istantanee, perché abbiamo scoperto che le particelle come possono essere ad esempio gli stessi elettroni/processo o evento, non sono masserelle solide ed inerti, ma nuclei del tutto inconsistenti che rivelano di essere “un bit concentrato di informazione”, andando così a costituire un campo informazionale.

L’unica cosa solida allora di cui si può parlare di questa materia, che sembrava fatta di “mattoni atomici”, è invece che assomiglia più ad un PENSIERO.

Le onde e le particelle (“ondicelle”) in realtà sono le solite.

Esse si trovano sia qui che ovunque.

Ciò perchè esse, oltre ad essere se stesse , sono anche lo spazio che intercorre tra loro.

E quindi non hanno neppure alcun bisogno di comunicare tra loro, perchè sono la stessa cosa dello “spazio”.

Ed in più esse non hanno nessuna ragione per doversi connettere, perchè non sono mai state disconnesse o disgiunte.

In sintesi, sono un ologramma, un “Tutto-parte”, una versione su scala più ridotta del Cosmo, dell’ Intero Corpo organico universale.

Una goccia concentrata e indissolubile dell’infinito oceano energetico, detto Coscienza non locale.

La Coscienza dunque non sta nel cervello ma nel Campo.

Sia la fisica che la neurofisiologia che la quantistica concordano su questo punto.

Non è il cervello che produce il pensiero, ma è il PENSIERO o COSCIENZA che edifica il cervello.

Max Planck, padre della teoria dei quanti, scioccò il mondo nel 1944 quando affermò che esiste un’unica matrice energetica “intelligente” da cui ha origine tutto, il visibile dall’invisibile.

Con questa implicazione sconcertante il mondo scopriva per la prima volta che Tutto è coscienza.

Abbiamo oggi gli strumenti che possono vedere che intorno a noi esiste un globo luminoso.

Un nostro prolungamento (un duplicato immateriale).

È stato definito un campo di ultra-luce.

Noi non lo vediamo con gli occhi e anche con gli strumenti possiamo vedere fino ad un certo punto.

Questo campo è milioni di volte più sottile della più sottile materia.

Ha una frequenza vibrazionale di 10 alla 26 Hz.

Esso è più sensibile e impressionabile della più sensibile ed impressionabile pellicola fotografica.

Anche la PNEI (psiconeuroendocrinoimmunologia) ha riconosciuto che gli antichi avevano ragione.

Noi siamo un fascio di vibrazioni di cui l’aspetto fisico, la forma fisica è solo il nucleo più denso.

La luce che vedono le persone che hanno esperienze di premorte (NDE), siamo noi stessi, ciò di cui siamo costituiti.

Un fenomeno straordinario, che merita di essere chiamato con il nome di AUTOPSIA (composto da “autos”, stesso e “opsis”, vista), cioè “VISTA DI SE STESSO”.

E l’Autopsicità (quale può essere quella dell’ esperienza totale del Divino) è una situazione che implica la visione istantanea e diretta di una “partitura” in cui figurano tutti gli aspetti del Libro della Vita, cioè di una composizione universale, disposta in più mondi.

Qualcuno ha detto: “Chiarisci il tuo senso e illuminerai il mondo”.

Se vuoi sapere come fare, fai come fece il maestro Zen Poshang.

Quando gli fu chiesto come si cerca la natura del Buddha (Dio), Egli rispose: “È come cavalcare il Bue, in cerca del Bue”.

Prof. Vittorio Marchi

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Il 30 luglio 1938 nasceva Vittorio Marchi.

È stato un ricercatore ed insegnante di fisica,

autore di diversi libri di natura sia scientifica che spirituale.


giovedì 30 luglio 2026

VERGOGNA

 

Sono tante le parole che si spendono nel web per condannare tutte le brutture alle quali assistiamo senza che possiamo fare qualcosa per cambiarle.

E sono solo parole perchè le nostre azioni sembrano non dare alcun risultato e ci rendiamo sempre più conto di essere in una posizione di stallo, ma non solo in Italia...uno sguardo più allargato ci fa vedere che anche il resto del mondo è in brutte acque...

I politici la chiamano crisi mondiale e se ragioniamo bene in fondo è proprio così..una crisi che investe tutti ...ma chi l'ha provocata questa crisi.

La crisi mondiale non ci mostra ricchi che stanno soffrendo, ma solo tanti tanti poveri senza mezzi per sopravvivere e che sono i soli a sentire questa crisi della quale parlano i politici. Certamente qualcosa manca a questo mosaico, non sono stati certamente i poveri a causare la crisi mondiale, non sono stati coloro che hanno sempre e solo preso le briciole a mandare in crisi l'economia e fare aumentare i prezzi in maniera vertiginosa che più in alto di così non si può andare. I politici continuano a girarci intorno creando una situazione di grave disagio esistenziale, una manovra per far zittire tutti, per far credere che dobbiamo continuare a fare sacrifici per salvare l'economia, le industrie, il deficit monetario...non sappiamo più quante altre rinunce si debbano fare e sempre da parte di chi ha molto poco.

E' facile così fare politica...chiedere agli operai e ai lavoratori dipendenti di pagare le tasse, di rinunciare agli aumenti di stipendi, stipulare rinnovi di contratti capestri...far zittire il dissenso come se fosse un male da eliminare e tutto perchè: c'è il padrone che te lo ordina e il padrone ha il volto del capo di governo, del ministro dell'economia, del capo dell'industria, del proprietario delle banche e delle multinazionali che certo non hanno problemi ad arrivare alla fine del mese e il loro lavoro???? Facile facile...comandare e farsi ubbidire da una massa di persone che non ci capisce più nulla di quello che accade...è allo sbando completo in uno stato di ipnosi dove capisce solo quello che gli ripetono da un pò di anni: c'è la crisi ..non puoi ribellarti, devi rinunciare a tutto anche ai tuoi diritti...

Vergogna ..mille volte vergogna..la crisi c'è solo per i lavoratori, per tutti gli altri c'è sempre una scappatoia per rubare ai poveri e stare bene...portare i guadagni e le industrie all'estero e arricchirsi in modo smodato, amorale, senza ritegno e senza pagare tasse facendo credere che è anche per il nostro bene...svegliatevi non si può continuare a subire, non si può continuare a sentirsi ripetere che stanno lavorando per noi mentre ci rubano anche l'anima e i pensieri...vergogna sempre che siano capaci di farlo, visto che uomini di malaffare sono al governo e vi fanno credere che non è vero e che sono menzogne.

Bisogna riprendersi i propri diritti tutti insieme abbattendo anche i confini tra le nazioni perchè i lavoratori sono sfruttati ovunque e non lasciatevi ancora convincere che i posti di lavoro non ci sono perchè qualcuno è venuto da fuori a rubarvelo...non è vero è una sporca bugia come tante...i posti di lavoro non ci sono perchè sono incapaci di crearli, i padroni pensano solo al proprio tornaconto, la fame nel mondo c'è perchè hanno ridotto nazioni ricche di risorse in poveri affamati dipendenti dalla tavola dei più ricchi.

La verità ricordatevelo è una sola: una comunità funziona se tutti i componenti sono inclusi e condividono tutto equamente...quando questo non avviene, la comunità degli uomini è stata divisa perchè una parte è ridotta al rango di schiavi da una classe di prepotenti e arrivisti.

Vergogna...hanno ucciso gli ideali e i valori più importanti della vita e questo non è perdonabile...vergogna anche per quelli che hanno pensato che si può sostituire la giustizia con il Dio denaro...che si può sostituire l'amore e la solidarietà con l'egoismo ...vergogna anche per noi che stiamo dormendo e abbiamo dimenticato che ogni uomo ha un sogno e non si possono uccidere i sogni.  (Angela Baldi)

domenica 12 luglio 2026

Gaza: Doctors Under Attack

 

La domanda che mi porto dentro da ieri sera è una sola: quante prove servono ancora perché il mondo smetta di fingere di non vedere?

La storia ci insegna che gli orrori più grandi non iniziano quando qualcuno decide di perseguitare un popolo. Iniziano quando gli altri decidono di guardare altrove.

Ieri sera ho partecipato alla proiezione di “Gaza: Doctors Under Attack” con un senso di impotenza, rabbia e soprattutto dolore.

Ma anche con una certezza: questo documentario dovrebbe essere visto da tutti.

Ringrazio Medici di Strada, il Binario della Solidarieta' - Caritas per aver organizzato questa serata. Non è stata una proiezione qualsiasi. È stata un’occasione per comprendere fino in fondo, riflettere e confrontarsi su una delle più grandi tragedie umanitarie del nostro tempo.

Per sessantadue minuti scorrono immagini, testimonianze, documenti e ricostruzioni che raccontano la progressiva distruzione del sistema sanitario di Gaza.

Non solo ospedali bombardati.

Ma medici arrestati, sanitari torturati, ambulanze colpite, personale sanitario umiliato e ucciso.

Il documentario ricostruisce questi fatti attraverso testimonianze dirette, documentazione forense e perfino le parole di militari israeliani che hanno assistito o partecipato alle operazioni. C’è chi racconta un sistema nel quale, quando si tratta dei gazawi, tutto diventa consentito: arresti, torture, violenze, senza nemmeno il bisogno di nasconderle.

Il punto più inquietante è proprio questo.

Secondo l’inchiesta, la distruzione della sanità palestinese non sarebbe un semplice effetto della guerra, ma una strategia militare finalizzata a rendere impossibile la sopravvivenza della popolazione civile. Una tesi che il documentario sostiene attraverso testimonianze, documenti e analisi, richiamando anche le gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e delle Convenzioni di Ginevra denunciate da numerose organizzazioni internazionali.

Se si colpiscono gli ospedali, si colpisce la vita.

Se si arrestano e si torturano i medici, si impedisce di curare.

Se si eliminano i giornalisti e gli operatori umanitari, si impedisce al mondo di sapere.

E quando, contemporaneamente, si nega l’accesso all’acqua, al cibo e ai medicinali, è impossibile non comprendere quale sia il disegno complessivo che si sta realizzando.

In questi mesi abbiamo ascoltato anche dichiarazioni pubbliche di ministri e rappresentanti del governo israeliano che parlano apertamente dello svuotamento di Gaza e dell’allontanamento della popolazione palestinese. Per questo, ciò che emerge dal documentario non può essere liquidato con superficialità.

La storia ci ha già insegnato cosa accade quando il mondo sceglie di non vedere.

Quando si normalizza l’orrore.

Quando si pensa che riguardi sempre qualcun altro.

Per questo considero gravissimo il silenzio — o la sostanziale inerzia — di gran parte dei governi occidentali, compreso il nostro. Difendere il diritto internazionale non può valere solo quando è politicamente conveniente.

Non chiedo a tutti di condividere le mie idee. Chiedo però a tutti di avere il coraggio di conoscere. Perché solo chi conosce può scegliere consapevolmente da che parte stare.

L’indifferenza non è mai neutrale. Nella storia è stata quasi sempre l’alleata degli oppressori e il più grande tradimento delle vittime.

In rete ci sono testimonianze, documenti, immagini, inchieste. Cercatele. Guardate. Leggete. Anche quando è difficile. Anche quando fa male. Perché la verità non smette di esistere solo perché scegliamo di non guardarla. Cit.