giovedì 5 marzo 2015

Le scoperte di Nicola Tesla volutamente occultate all'intera umanita'





Già 116 anni fa c’era la visione di un mondo con l’energia pulita e libera o free energy, gratuita da non misurare con un contatore per poi mandare una bolletta da pagare a ogni singolo cittadino. In questa visione era contemplata la libertà dal giogo delle multinazionali, un nuovo modo di vivere in un mondo moderno con l’energia fornita liberamente da Madre Terra.


L’oligarchia economica di allora, sostanzialmente la stessa di adesso, non volle assolutamente rinunciare ai suoi stratosferici profitti che provenivano dall’imporre ad ogni cittadino di pagare una quota per cucinare, illuminare la sua casa, scaldarsi, lavarsi, viaggiare, in definitiva per vivere nel mondo civilizzato.

Per mantenere il suo strapotere non esitò ad impiegare ogni mezzo per screditare, annientare economicamente e moralmente l’uomo che costituiva una reale minaccia per i suoi profitti indiscriminati, anche se quello stesso uomo avrebbe potuto rendere il mondo di allora assai migliore e anche per tutte le generazioni a venire.


Quell’uomo è il genio Nikola Tesla, che brevettò invenzioni che hanno comunque cambiato il mondo e morì solo e in miseria in una stanza di albergo. Molte delle sue invenzioni stanno riemergendo e sono in grado di migliorare ulteriormente la tecnologia del nostro tempo.


Nikola Tesla è stato un fisico, inventore e ingegnere serbo naturalizzato statunitense nel 1891, nato a Smilijan il 10 Luglio del 1856 e morto a New York il 7 Gennaio del 1943.


è conosciuto soprattutto per il suo rivoluzionario lavoro e i suoi numerosi contributi nel campo dell'elettromagnetismo tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento.


I suoi brevetti e il suo lavoro teorico formano la base del moderno sistema elettrico a corrente alternata (CA), compresa la distribuzione elettrica polifase e i motori a corrente alternata, con i quali ha contribuito alla nascita della seconda rivoluzione industriale.


Negli Stati Uniti Tesla fu tra gli scienziati e inventori più famosi, anche nella cultura popolare. Dopo la sua dimostrazione di comunicazione senza fili (radio) nel 1893, e dopo essere stato il vincitore della cosiddetta "guerra delle correnti" insieme a George Westinghouse contro Thomas Alva Edison, fu riconosciuto come uno dei più grandi ingegneri elettrici statunitensi. Molti dei suoi primi studi si rivelarono anticipatori della moderna ingegneria elettrica e diverse sue invenzioni rappresentarono importanti innovazioni.


Le scoperte di Tesla furono realmente rivoluzionarie per l’epoca e incredibilmente moderne. Alcune di esse avrebbero, se realizzate, cambiato completamente il volto del mondo garantendo energia pulita e gratuitamente a tutta l’umanità già oltre un secolo fa, risolvendo molti dei problemi ambientali e di accesso alle risorse a cui assistiamo oggi. 


In che modo? Sfruttando l’etere come fonte e veicolo di energia.
Significativo l’episodio descritto dall’articolo tratto dal numero di Maggio-Giugno di Nexus Gold del 2005 firmato da Igor Spajic.

La città di Buffalo, nel nord dello stato di New York negli USA, fu silenziosa testimone di un fatto straordinario nel corso di una settimana durante l'estate del 1931. Nonostante la depressione economica avesse compromesso la produzione e i commerci, la città nondimeno rimaneva una fucina di attività. Un giorno, tra le migliaia di veicoli che ne percorrevano le vie, una lussuosa automobile si fermò accanto, al marciapiede presso il semaforo di un incrocio. Un passante notò come si trattasse di una berlina Pierce-Arrow ultimo modello, coi fari che s'integravano con grazia nei parafanghi nel tipico stile di questa marca. Quello che caratterizzava l'auto in quella fredda giornata estiva era l'assoluta assenza di emissione di vapore o fumi dal tubo di scarico. Il passante si avvicinò al guidatore e attraverso il finestrino aperto commentò l'assenza di fumi dallo scarico. Il guidatore ringraziò il passante per i complimenti sottolineando che era così perché l'automobile "non aveva motore". 


Questa dichiarazione non è stravagante o maliziosa come potrebbe sembrare. C'era una certa verità in essa. Infatti, la Pierce-Arrow non aveva un motore a combustione interna; aveva invece un motore elettrico. Se l'autista si fosse preoccupato di completare la sua spiegazione al passante, avrebbe potuto dirgli che il motore elettrico non era alimentato da batterie – ma da nessun tipo di "carburante"!!! 


L'autista era Petar Savo, e nonostante stesse guidando quell'auto non era il responsabile delle sue incredibili caratteristiche. Queste erano il lavoro dell'unico passeggero, un uomo che Petar Savo conosceva come uno "zio": non altri che il genio dell'elettricità Nikola Tesla.


Negli anni '90 del 19' secolo Nikola Tesla aveva rivoluzionato il mondo con le sue invenzioni per sfruttare l'elettricità, dandoci il motore elettrico a induzione, la corrente alternata (AC), la radiotelegrafia, il radiocomando a distanza, le lampade a fluorescenza ed altre meraviglie scientifiche. In realtà fu la corrente alternata polifase di Tesla e non la corrente continua di Thomas Edison ad inaugurare la moderna epoca tecnologica. 


Tesla non rimase a dormire sugli allori ma continuò a fare scoperte fondamentali nei campi dell'energia e della materia. Scoprì i raggi cosmici decenni prima di Millikan e fu il primo a sviluppare i raggi-X, il tubo a raggi catodici e altri tipi di valvole.


Comunque, la scoperta potenzialmente più significativa di Nikola Tesla fu che l'energia elettrica può essere propagata attraverso la Terra ed anche attorno ad essa in una zona atmosferica chiamata cavità di Schumann. Essa si estende dalla superficie del pianeta fino alla ionosfera, all'altezza di circa 80 chilometri. Le onde elettromagnetiche di frequenza estremamente bassa, attorno agli 8 hertz (la risonanza di Schumann, ovvero la pulsazione del campo magnetico terrestre) viaggiano, praticamente senza perdite, verso ogni punto del pianeta. Il sistema di distribuzione dell'energia di Tesla e la sua dedizione alla free energy significavano che con l'appropriato dispositivo elettrico sintonizzato correttamente sulla trasmissione dell'energia, chiunque nel mondo avrebbe potuto attingere dal suo sistema. 


Torneremo più avanti su questo aspetto.


Lo sviluppo di una simile tecnologia rappresentava una minaccia troppo grande per gli enormi interessi di chi produce, distribuisce e vende l'energia elettrica. La scoperta di Tesla finì con la sospensione dell'appoggio finanziario alle sue ricerche, l'ostracismo da parte della scienza ufficiale e la graduale rimozione del suo nome dai libri di storia. Dalla posizione di superstar della scienza nel 1895, Tesla nel 1917 era virtualmente un "signor nessuno",, costretto a piccoli esperimenti scientifici in solitudine. Nei suoi incontri annuali con la stampa in occasione del suo compleanno, una figura sottile nel cappotto aperto di stile anteguerra avrebbe annunciato ai giornalisti le scoperte e gli sviluppi delle sue idee. Era un triste miscuglio di ego e genio frustrato. 


Nel 1931, Nikola Tesla compì 75 anni. In una rara dimostrazione di omaggio da parte dei media, la rivista Time gli dedicò la copertina e un profilo biografico. L'anziano ingegnere e scienziato appariva emaciato anche se non sofferente, i suoi capelli ancora di un nero lucido e lo stesso sguardo lontano nei suoi occhi di sognatore.


Durante l'estate del 1931, Tesla invitò Savo a Buffalo, nello stato di New York, per mostrargli e collaudare un nuovo tipo di automobile che aveva sviluppato di tasca sua. Casualmente, Buffalo è vicina alle cascate del Niagara - dove era entrata in funzione nel 1895 la stazione idroelettrica a corrente alternata di Tesla che lo aveva innalzato al culmine della stima da parte della scienza ortodossa. La Westinghouse Electric e la Pierce-Arrow avevano preparato questa automobile elettrica sperimentale seguendo le indicazioni di Tesla. (George Westinghouse aveva acquistato da Tesla i brevetti sulla corrente alternata per 15 milioni di dollari all'inizio del 20' secolo.)


La Pierce-Arrow adesso era posseduta e finanziata dalla Studebacker Corporation, e utilizzò questo solido appoggio finanziario per lanciare una serie di innovazioni. Tra il 1928 e il 1933 l 'azienda automobilistica presentò nuovi modelli con motori ad 8 cilindri in linea e 12 cilindri a V, i futuristici prototipi Silver Arrows, nuovi stili e miglioramenti di tecnica ingegneristica. La clientela reagì positivamente e le vendite della Pierce-Arrow aumentarono la quota aziendale nel mercato delle auto di lusso, nonostante nel 1930 quest'ultimo fosse in diminuzione. In una situazione così positiva, progetti "puramente teorici" come l'auto elettrica di Tesla erano all'interno di questa sfera concettuale. Nella tradizionale mistura di arroganza e ingenuità dell'azienda, niente sembrava impossibile. 


Così, per le sperimentazioni era stata selezionata una Pierce-Arrow Eight del 1931, proveniente dall'area di collaudo dell'azienda a Buffalo, nello stato di New York. Il suo motore a combustione interna era stato rimosso, lasciando intatti la frizione, il cambio e la trasmissione verso l'asse posteriore. La normale batteria da 12 volt rimase al suo posto, ma alla trasmissione era stato accoppiato un motore elettrico da 80 cavalli.


Tradizionalmente, le auto elettriche montavano motori a corrente continua alimentati da batterie, dato che quella continua è il solo tipo di corrente che le batterie possono fornire. Si sarebbe potuto utilizzare un convertitore corrente continua/corrente alternata, ma a quei tempi tali dispositivi erano troppo ingombranti per essere montati su un'automobile. 


Il crepuscolo delle auto elettriche era già passato da tempo, ma questa Pierce-Arrow non venne dotata di un semplice motore a corrente continua. Si trattava di un motore elettrico a corrente alternata progettato per raggiungere 1.800 giri al minuto. Il motore era lungo 102 centimetri con un diametro di 76, senza spazzole e raffreddato ad aria per mezzo di una ventola frontale, e presentava due terminali di alimentazione indirizzati sotto il cruscotto ma lasciati senza collegamento. Tesla non disse chi costruì il motore elettrico, ma si ritiene che fu una divisione della Westinghouse. Sul retro dell'automobile era stata fissata un'antenna di 1,83 metri .


Petar Savo raggiunse il suo famoso parente, come quest'ultimo gli aveva chiesto, e a New York salirono assieme su un treno diretto verso il nord dello stato omonimo. Durante il viaggio l'inventore non commentò la natura dell'esperimento. 


Arrivati a Buffalo, si recarono presso un piccolo garage dove trovarono la nuova Pierce-Arrow. Il Dr. Tesla sollevò il cofano e fece qualche regolazione sul motore elettrico a corrente alternata sistemato al suo interno. In seguito si recarono a predisporre gli strumenti di Tesla. Nella camera di un hotel delle vicinanze il genio dell'elettricità si mise a montare il suo dispositivo. In una valigia a forma di cassetta si era portato dietro 12 valvole termoioniche. 


Savo descrisse le valvole “di costruzione curiosa", sebbene in seguito almeno tre di esse siano state identificate come valvole rettificatrici 70L7-GT. Furono inserite in un dispositivo contenuto in una scatola lunga 61 centimetri , larga 30,5 e alta 15. Non era più grande di un ricevitore radio ad onde corte. Al suo interno era predisposto tutto il circuito elettronico comprese le 12 valvole, i cablaggi e le resistenze. Due terminali da 6 millimetri di diametro e della lunghezza di 7,6 centimetri sembravano essere le connessioni per quelli del motore. 


Ritornati all'auto del l'esperimento, misero il contenitore in una posizione predisposta sotto il cruscotto dalla parte del passeggero. Tesla inserì i due collegamenti controllando un voltmetro.


"Ora abbiamo l'energia", dichiarò, porgendo la chiave d'accensione a suo nipote. Sul cruscotto vi erano ulteriori strumenti che visualizzavano valori che Tesla non spiegò.


Dietro richiesta dello zio, Savo mise in moto. “Il motore è partito", disse Tesla. Savo non sentiva alcun rumore. Nonostante ciò, coi pioniere dell'elettricità sul sedile del passeggero, Savo selezionò una marcia, premette sull'acceleratore e portò fuori l'automobile. 


Quel giorno Petar Savo guidò questo veicolo senza combustibile per lungo tempo, per circa 80 chilometri attorno a Buffalo, avanti e indietro nella campagna. Con un tachimetro calibrato a 190 chilometri orari a fondo scala, la Pierce-Arrow venne spinta fino a 145 km/h, e sempre con lo stesso livello di silenziosità del motore. 


Mentre percorrevano la campagna Tesla diventava sempre più disteso e fiducioso sulla sua invenzione; cominciò così a confidare a suo nipote alcuni suoi segreti. Quel dispositivo poteva alimentare le richieste di energia del veicolo per sempre, ma poteva addirittura soddisfare il fabbisogno energetico di un'abitazione - e con energia in avanzo. 


Pur se riluttante, inizialmente, a spiegarne i principi di funzionamento, Tesla dichiarò che il suo dispositivo era semplicemente un ricevitore per una "misteriosa radiazione, che proviene dall'etere" la quale "era disponibile in quantità illimitata".


Riflettendo, mormorò che "il genere umano dovrebbe essere molto grato per la sua presenza". Nel corso dei successivi otto giorni Tesla e Savo provarono la Pierce-Arrow in percorsi urbani ed extraurbani, dalle velocità estremamente lente ai 150 chilometri all'ora. Le prestazioni erano analoghe a quelle di qualunque potente automobile pluricilindrica dell'epoca, compresa la stessa Pierce Eight col motore da 6.000 cc di cilindrata e 125 cavalli di potenza.


Tesla raccontò a Savo che presto il ricevitore di energia sarebbe stato utilizzato per la propulsione di treni, natanti, velivoli e automobili. 


Alla fine della sperimentazione, l'inventore e il suo autista consegnarono l'automobile in un luogo segreto, concordato in precedenza - il vecchio granaio di una fattoria a circa 30 chilometri da Buffalo. Lasciarono l'auto sul posto, ma Tesla si portò dietro il suo dispositivo ricevitore e la chiave d'accensione. 


Questo romanzesco aspetto dell'affare continuò. Petar Savo raccolse delle indiscrezioni secondo le quali una segretaria aveva parlato delle prove segrete ed era stata licenziata. Ciò spiegherebbe un impreciso resoconto sulle sperimentazioni che apparve su diversi quotidiani. 


Quando chiesero a Tesla da dove arrivasse l'energia, data l'evidente assenza di batterie, egli rispose riluttante: "Dall'etere tutto attorno a noi". 


Alcuni suggerirono che Tesla fosse pazzo e in qualche modo collegato a forze sinistre e occulte. Tesla fu incensato. Rientrò assieme alla sua scatola misteriosa al suo laboratorio di New York. Terminò così la breve esperienza di Tesla nel mondo dell'automobile. 


Questo incidente dell'infrazione nella sicurezza può essere apocrifo, dato che Tesla non disdegnava di utilizzare la pubblicità per promuovere le sue idee ed invenzioni, sebbene quando questi dispositivi mettevano in pericolo lo status quo dell'industria egli aveva ogni buona ragione per essere circospetto nei suoi rapporti.

L’energia dell’etere a cui si riferiva Tesla è una forma di energia che i nostri antenati sembravano già conoscere; possiamo trovarne delle descrizioni simili collegate alla spiritualità e all’essere umano nei testi vedici sanscriti di migliaia di anni fa. Le intuizioni dello scienziato Nikola Tesla erano decisamente avanzate rispetto al tempo in cui visse. Le sue invenzioni ed i suoi studi non furono sempre incompresi (o ignorati) perché troppo al di là della media conoscenza delle leggi e dei fenomeni fisici. A distanza di anni, si vedono i risultati del suo lavoro. 


Chi studia Tesla, ammette che riuscì a comprendere nozioni che attualmente si iniziano solo ad intuire. Ciò che lui realizzò era il frutto di studi avanzati, tant'è che fu appena compreso dai suoi collaboratori. Forse, per le sue ricerche tanto rivoluzionarie da richiedere un approccio diverso alla fisica, ebbe la necessità di assimilare dalle discipline orientali un nuovo modo di spiegare e comprendere la realtà della natura. Tesla, certamente per questa motivazione, incluse l'antica terminologia sanscrita nelle sue descrizioni dei fenomeni naturali. Fin dal 1891 delineò l'Universo come un sistema cinetico riempito di energia imbrigliabile in ogni luogo. 


I suoi concetti durante gli anni successivi furono enormemente influenzati dagli insegnamenti di Swami Vivekananda, il primo di una serie di Yogi orientali che portarono la filosofia e la religione Vedica in Occidente. Dopo l'incontro con Swami e dopo aver continuato lo studio della visione orientale dei meccanismi che guidano il mondo materiale, Tesla iniziò ad usare le parole sanscrite Akasha e Prana, ed il concetto di etere luminifero (portatore di luce) per descrivere la fonte, esistenza e costituzione della materia. Concetto questo largamente impiegato in passato per spiegare molti fenomeni naturali, ma non si riuscì mai a definire matematicamente l'etere, come tessuto infinito e comune che permea tutto nell'Universo.


Tali concetti propri dei moderni studi fisici sono affrontati nei Veda, una collezione di antichi scritti indiani composti da inni, preghiere, miti, cronache, dissertazioni sulla scienza, la natura ed il mondo reale, risalenti almeno a 5000 anni fa. La natura della materia, dell'antimateria e le concezioni sulla struttura atomica vengono descritte nei testi Vedici, con grande modernità di spiegazioni e dissertazioni. Generalmente tutti i timidi tentativi d'interpretazione della natura in testi di culture del passato peccavano di ingenuità concettuale, cosa assolutamente assente nei Veda, scritti in Sanscrito, la cui origine non è stata ancora capita totalmente.


Studi condotti da linguisti occidentali suggeriscono che tale idioma sia nato sull'Himalaya e nel sud dell'India da migrazioni della cultura Indo-Ariana. Paramahansa Yogananda ed altri storici, comunque, dissentono, ritenendo non ci siano sufficienti prove in India per sostenere tale tesi. Ci sono parole in Sanscrito che descrivono concetti totalmente sconosciuti agli occidentali e singoli vocaboli richiederebbero interi paragrafi per la traduzione in una lingua occidentale. Tesla, dunque, utilizzava i termini vedici per cercare una chiave esplicativa delle sue idee sull'elettromagnetismo e la natura dell'Universo. 


Ma dove apprese i concetti Vedici e la terminologia Sanscrita? Molti sostengono attraverso la sua collaborazione con Swami Vivekananda. Nato a Calcutta, in India nel 1863, Vivekananda fu ispirato dal suo maestro, Ramakrishna, a mostrare all'uomo ogni manifestazione visibile del Divino. Nel 1893 intraprese un viaggio in Occidente, atteso dal Parliament of Religions tenuto a Chicago.


Durante i tre anni nei quali girò gli Stati Uniti e l'Europa incontrò molti dei più conosciuti scienziati del tempo, inclusi Lord Kelvin e Tesla, il quale, specializzato nel campo dell'elettricità,rimase molto impressionato nell'ascoltare da Swami la sua spiegazione della cosmogonia Samkhya e la teoria dei cicli dati da Hindus. In particolare per la somiglianza fra la teoria di Samkhya sulla materia e l'energia e quella della moderna conoscenza scientifica. Fu ad un party in casa dell'attrice Sarah Bernhardt che avvenne il primo incontro fra Tesla e Vivekananda. 


In effetti, in una lettera ad un suo amico, datata 13 Febbraio 1896, il maestro annotò quanto segue: "… Mr. Tesla è rimasto catturato sentendo parlare del Vedico Prana, Akasha e il Kalpas, ed in accordo con lui sono convinto che siano le uniche teorie che la scienza moderna potrebbe appoggiare… Mr. Tesla pensa poi di poter dimostrare matematicamente che la forza e la materia siano riducibili ad energia potenziale. La prossima settimana gli farò visita per vedere questa dimostrazione matematica".


Vivekananda sperava che Tesla riuscisse a dimostrare che ciò che noi chiamiamo materia non è altro che energia potenziale, in quanto questo avrebbe riconciliato gli insegnamenti dei Veda con la scienza moderna. Swami arrivò alla conclusione che "in questo caso, la cosmologia Vedica sarebbe basata su sicuri fondamenti scientifici". 


Ricostruire la teoria dell'Energia cosmica di Tesla è spesso difficile. I suoi documenti così come i suoi progetti sono stati rubati e ben nascosti, per poi divenire "riservati per motivi di sicurezza nazionale", mentre i suoi 700 brevetti, al cui interno troviamo sporadicamente dei riferimenti, sono stati resi introvabili, come se si fossero dissolti nel vuoto, o nel forzieri delle società degli Illuminati.


In occasione del suo 79° compleanno, nel 1938, cinque anni prima della sua morte, annunciò la più grandi scoperte della sua vita e disse che presto le avrebbe donato a tutto il mondo, non appena avesse completato lo sviluppo degli aspetti più segreti. Tesla si riferiva alla Teoria Dinamica della Gravità e all'Energia del Cosmo, che era poi la scoperta di una Verità fisica nuova, non c'è energia se non quella che riceviamo dall'ambiente.


Nella sua breve introduzione alla teoria Tesla precisò che si riferiva a molecole ed atomi così come ai più grandi corpi stellari, "... a tutti i corpi presenti nell'universo in ogni fase della loro esistenza dalla formazione all'ultima disintegrazione". La teoria della relatività spesso si riferisce ad "energia pura" in qualche "forma", ma in realtà l' energia è un "potenziale" astratto che è sempre nel futuro. Come si può distinguere le forze dell'universo in ciò che è puro o ciò che ha una forma?!


Nei suoi scritti troviamo spesso espressioni poetiche, dall'enfasi di un vero visionario, come quella che descrive la terra come la "stella della nascita umana", e che usando il "fulmine di Giove", ( dio del cielo Indoeuropeo ) l'uomo "annichilisce il tempo e lo spazio", alludendo one all'uso dell'elettro-propulsione ("fulmini"), per viaggiare velocemente e annullare tempo e spazio . Tesla dunque ha delineato la sua Teoria Dinamica della Gravità in una prosa onirica, di straordinaria bellezza.


"L'etere è portatore di luce e riempie ogni spazio, l'etere agisce come forza creativa che dà la vita. Viaggia in "turbini infinitesimi" ("micro eliche") prossime alla velocità della luce, divenendo materia misurabile. La sua forza diminuisce e arriva a terminare del tutto, regredendo in materia, secondo una specie di processo di decadimento atomico. Gli uomini possono dunque imbrigliare questi processi di passaggio dall'energia alla materia, e dunque può catturare materia dall'etere, alterare la grandezza della Terra, controllare le stagioni, guidare la rotta della terra attraverso l'Universo, come una navicella spaziale, e poi causare collisioni di pianeti per produrre nuovi soli e stelle e dunque, calore e luce. L'uomo può originare e sviluppare la vita infinitamente."


Tesla si riferiva ad un' energia illimitata, catturata dall'ambiente che ci circonda, e la sua scoperta viene da un'altra ben più grande, quale la possibilità di convertire l'energia ad una forza più forte - mediante l'elettropulsione, che viene usata per controllare la forza di gravità più debole.


Ma cos'è l'etere di Tesla?


Non era né etere "solido" di Maxwell e Hertz, né quello gassoso di Lorentz. L'etere di Tesla consiste in "cariche immerse in un fluido isolante" che riempie ogni spazio. Le sue proprietà variarono a seconda del suo movimento relativo e dalla presenza di massa e di un ambiente elettrico o magnetico: l'etere di Tesla veniva irrigidito variando rapidamente forze elettrostatiche, e viene coinvolto così in effetti gravitazionali. "La terra è - come ha spiegato Tesla, una palla di metallo caricata che si muove attraverso spazio" e che crea un'enorme quantità di energia variando rapidamente forze elettrostatiche, che diminuiscono di intensità". Lui illustra come i moti meccanici sono prodotti da una forza elettrostatica diversa che agisce attraverso un mezzo gassoso, che è eccitata dai cambi rapidi di potenziale elettrostatico. Se si presume che enormi stress elettrostatici agiscano, attraverso questo mezzo, variando rapidamente di intensità, si potrebbe muovere un corpo attraverso di lui.


L'etere è normalmente neutrale elettricamente, e penetra ogni materia solida. "L'energia" non esiste in forma fisica, ma è "il potenziale di lavoro" è "tempo" che è una misurazione arbitraria della percentuale di moto della materia che attraversa lo spazio pieno di etere. Tutti gli eventi accadono nel presente, ed il "passato" e "futuro" sono soltanto metafore.


Questa energia gratis che è illimitata è universalmente lavoro potenziale, creato dal moto perpetuo della materia e dal cambio perpetuo di forze più forti e più deboli attraverso le quale viene mantenuto l'equilibrio dell'universo. Quando la materia solida viaggia attraverso lo spazio, subisce il "vento dell'etere" e le differenze in potenziali elettrici provocano dei cambiamenti nel dislocamento elettromagnetico all'interno della massa ed del vento dell'etere. Il campo elettrico della terra crea il dislocamento magnetico all'interno dell'etere e lo accumula all'interno del campo elettrico di terra. La differenza tra il dislocamento magnetico all'interno di una massa ed il dislocamento magnetico fuori della massa dell'etere è la "gravità".


Il Governo Segreto ha finora controllato la tecnologia di elettropulsione per difendere gli interessi dei monopolisti internazionali. Le navi ad elettropulsione sono nascosti attraverso "effetti speciali", e la disseminazione di false origini "aliene", attraverso i gruppi di "UFOlogia" condotti da agenti segreti del governo. L'accesso alla verità consentirà la creazione della free energy che ci porterà alla conquista dell'indipendenza e alla sopravvivenza, e nonostante la confusione delle grandi bugie, e l'abuso giudiziale e socio-economico dallo stato sociale, noi possiamo riportare alla luce la scienza e la tecnologia vera.
Ed è per lo stesso motivo che non verrà mai rivelato al mondo il segreto contenuto nella grande piramide, ovvero la torre djed (o zed) che altro non è se non una antichissima “Torre di Tesla”, ovvero quello strumento in grado di ricevere e inviare informazioni e potenza senza fili comunicanti propagando in tutto il pianeta l’energia così ricavata. Sostanzialmente la centrale energetica di tutto l’impero di Atlantide.

Da sinistra a destra: posizione dello zed all’interno della grande piramide, rappresentazione pittorica della torre zed (torre di Tesla), torre/bobina di Tesla che fornisce energia alla “Lampada di Dendera”

Anche Tesla cercò di costruire un simile apparecchio: La Wardenclyffe Tower (1901-1917), anche conosciuta come la Torre di Tesla, era una delle prime torri aeree senza fili intesa a dimostrare l’abilità di ricevere e inviare informazioni e potenza senza fili comunicanti. L’apparato del nucleo non fu mai completamente operativo e non fu completato a causa di problemi economici.


La torre fu chiamata così dopo che fu acquistata da James S. Warden, un avvocato e banchiere dell’ovest che comprò possedimenti in Shoreham, Long Island, circa 60 miglia da Manhattan. Qui costruì una comunità di ritrovo conosciuta come Wardenclyffe-On-Sound. Warden credeva che con la messa in funzione del sistema mondiale di Tesla sarebbe nata nell’area una “città della radio”, e offrì a Tesla 200 acri (81 ettari) di terra vicino alla ferrovia su cui costruire la torre per telecomunicazioni senza fili e le attrezzature del laboratorio.

L'edificio di mattoni di 94 per 94 piedi fu progettato dall'architetto Sanford White. La torre fu completata nel 1904 ma il trasmettitore non fu mai completamente finito a causa di problemi economici.



Mentre lavorava per sviluppare una spiegazione per i due effetti osservati, menzionati sopra, Tesla comprese che l’energia elettrica poteva essere inviata fuori nello spazio e poteva essere scoperta da uno strumento ricevente nella vicinanza generale della fonte, senza il bisogno di alcun filo comunicante. Lui sviluppò due teorie riferite a queste osservazioni, in base alle quali:

1.    Usando due fonti di primo tipo, posizionate in punti distanti della superficie della terra, è possibile incitare un flusso di corrente elettrica tra loro.

2.    Incorporando una porzione della terra, come parte di un potente oscillatore di secondo tipo, il disturbo può essere impresso sulla terra e può essere rilevato "a grande distanza o anche su tutta la superficie del globo.”

Tesla suppose, inoltre, che la Terra è un corpo carico vagante nello spazio.


Grande importanza avrebbe, prima di tutto, stabilire cosa è la capacità della terra? e che carica contiene, se è elettrificata? Sebbene noi non abbiamo nessuna evidenza positiva di un corpo carico che esista nello spazio, senza altri corpi di carica opposta che sono vicini, esiste la probabilità che la terra sia un tale corpo, per quale che fu il processo di separazione da altri corpi - e questa è la visione accettata della sua origine - ha dovuto trattenere una carica, come accade in tutti i processi di separazione meccanica.


Tesla era familiare con dimostrazioni che comprendevano la carica di bottiglia di Leida e sfere di metallo isolate con macchine di influenza elettrostatiche. Portando questi elementi molto vicini e facendoli toccare direttamente, per poi separarli, la carica può essere manipolata. Lui aveva certamente questo in mente, nella creazione della sua immagine mentale, non potendo sapere che il modello dell'origine della Terra era impreciso. Il modello, al momento, accettato di origine planetaria è quello dell'accrescimento e collisione.


«Se fosse un corpo carico isolato nello spazio, la sua capacità dovrebbe essere estremamente piccola, meno di un millesimo di farad.»


Noi, ora, sappiamo che la terra è un corpo carico, in seguito a processi -almeno in parte- relativi all'interazione tra il fascio continuo di particelle cariche chiamate vento solare, che fuoriesce dal centro del nostro sistema solare e la magnetosfera della Terra. E noi sappiamo anche che la stima della capacità di Tesla era corretta: la capacità della Terra è di circa 710 μF. 


"Ma gli strati superiori dell'aria sono conducenti e così, forse, lo è il mezzo nello spazio libero oltre l'atmosfera e possono contenere una carica opposta. Così la capacità dovrebbe essere incomparabilmente più grande."


Noi sappiamo, ora, che uno degli strati superiori dell'atmosfera della Terra, la ionosfera è conducente.


"In ogni caso è della più grande importanza avere un'idea di quanta elettricità la Terra contenga."


Un'altra cosa, di cui noi ora siamo consapevoli è che la Terra possiede una carica negativa esistente in natura riguardo alla regione che conduce dell'atmosfera, che comincia ad un'altezza di circa 50 km. La differenza potenziale tra la terra e questa regione è sull'ordine di 400 000 volt. Vicino alla superficie della terra c'è una campo elettrico diretto decrescente ed onnipresente di circa 100 V/m. Tesla si riferì a questa carica come il "niveau elettrico" o livello elettrico.


"è difficile dire se noi mai acquisiremo questa conoscenza necessaria, ma c'è da sperare di sì, ed ovvero, per mezzo della risonanza elettrica. Se mai noi possiamo accertare a che periodo la carica della terra, quando disturbata, oscilla rispetto ad un sistema oppostamente elettrificato o circuito noto, noi certamente conosceremo un fatto della più grande importanza, per il benessere dell'umanità. Io propongo di cercare il periodo, per mezzo di un oscillatore elettrico o una fonte di corrente elettrica alternata..."


Più di diecimila anni fa i nostri antichi padri, durante l’età dell’oro erano già in possesso delle conoscenze necessarie per farlo…


Il perché oggi non si sia arrivati ad usare sistemi che "sfruttino" le free energy può essere inquadrato in due modi: uno scientifico-accademico e l'altro economico. Il primo tirerebbe in ballo innumerevoli principi fisici (in testa quello di conservazione dell'energia) che "matematicamente" escluderebbero la possibilità dell'esistenza di fonti di energia infinite e utilizzabili. Il secondo, vedrebbe entrare in campo un principio, forse non scritto, che vale nell'Economia: un prodotto, o un servizio, è sfruttabile quando è monopolizzabile ed esauribile. 


In altre parole, se esiste un prodotto, o un servizio, che non fa guadagnare nessuno non potrà mai essere messo a disposizione di qualsiasi utente. A monte di tutto: "Qualcuno deve guadagnare". Le energie libere, quindi, per definizione non sarebbero commercializzabili: nessuno potrebbe vendere energia prodotta gratis o infinita poiché ognuno sarebbe indipendente e non avrebbe necessità di soggiacere alle leggi dell'economia mondiale. 


Se Tesla (o chi ne ha carpito e sfruttato le scoperte) avesse individuato il modo di generare infinita energia, per le motivazioni appena descritte, è normale che oggi non se ne sappia nulla e che ufficialmente non se ne parli. Lo stato attuale dell'economia è fondato proprio sulla necessità di un monopolizzatore che guadagna e un utente finale che spenda. La banalità di questo concetto è tale che purtroppo tutti ne sono consapevoli e ne intuiscono le probabili conseguenze. 


Le free energies annienterebbero i vari monopoli, non essendo più indispensabili lo sfruttamento delle fonti di energia naturali né il denaro utile al loro possesso da parte di pochi. Purtroppo per gli "scienziati ufficiali", il concetto delle free energies, e il conseguente eventuale loro impiego, non è assolutamente in contrasto con alcuna legge fisica. Forse non a caso Tesla non accettava completamente le teorie di Einstein: la Relatività, non esclude la possibilità di energia infinita praticamente gratis, ma la rende inutilizzabile poiché incontrollabile (la nota equazione E=mc2 di fatto conduce a conclusioni del genere). 


Tesla forse intuì, grazie allo studio delle concezioni scientifiche Vediche, che l'energia libera è uno stato della materia, piuttosto che un risultato di una sua manipolazione. Compatibilmente con Einstein, comunque, era sicuro che la materia fosse energia. Qual è allora la differenza fra il modo di vedere la natura in Occidente e quello in Oriente? 


I Veda contengono tutte quelle concezioni e quel vasto corredo di termini scientifico-filosofici che Tesla studiò e con i quali descrisse la natura così come lui la vedeva, realizzando i progetti tecnologici che da ciò scaturirono. Inoltre contengono le cronache e le descrizioni di eventi storici avvenuti più di 5000 anni fa in India e personaggi e mezzi che vi presero parte. I velivoli descritti in battaglie e scontri epocali sono i Vimana, macchine volanti con una tecnologia avanzatissima per l'epoca storica a noi nota e rivoluzionaria per la nostra civiltà, in quanto messaggio cifrato di conoscenze tramandate da millenni.


La commistione percepibile nei testi Vedici fra filosofia e scienza, mondo spirituale e mondo fisico, con termini (fra i quali quelli acquisiti da Tesla) comuni all'uno o all'altro campo, fa intuire che vi fosse una mentalità all'epoca degli eventi descritti (non più considerabili, a questo punto, come mitici) completamente diversa e in sintonia con la Natura. Ne è esempio il concetto orientale dei Chakra (vortici di energia) sul corpo umano, portali energetici (amplificatori) fisici e psichici, del tutto simili alle descrizioni dei sistemi di propulsione adottati dai Vimana.

Disegno di Shakuna Vimana

Vortici di materia (mercurio) incendiati con il fuoco (energia), che genererebbero una sorta di lenti amplificatrici di energia, in grado di far sostentare nell'aria questi ordigni, fanno intuire, come allora in India non vi fossero differenze fra mondo spirituale e fisico. Se guardiamo, invece, alla storia dell'Occidente, tale dicotomia è presente da sempre. Che Tesla avesse trovato nei termini Vedici totale correttezza descrittiva delle sue teorie, fa capire che avesse immaginato ciò che, oggi, predicano i fautori della free energy. Il mondo materiale e spirituale sottostanno ad uguali leggi che governano anche il microcosmo ed il macrocosmo.


Questi sistemi di propulsione del tutto innovativi potrebbero essere stati applicati nell’ambito della ricerca e progettazione aeronautica nazista, proseguita dopo la seconda guerra mondiale negli Stati Uniti. In questi ultimi anni vi è un'espandersi del fenomeno ufologico, da una parte all'altra del globo, che non pare abbia precedenti statistici. E' pur vero che l'aumento degli avvistamenti è oggi più evidente grazie (o a causa) dalla rete web, che mette in grande risalto filmati (veri o fasulli), da siti, blog e forum nati ad hoc, ma tutto questo induce comunque ad una constatazione in relazione agli UFO: non conosciamo tutta la verità.

Una verità che potrebbe essere taciuta soprattutto dal settore della ricerca e tecnologia militare, all'interno della quale potrebbe essere finalmente spiegata l'origine degli oggetti volanti non identificati. Per l'appunto, si ipotizza la disponibilità da parte dei militari di una tecnologia segreta, tutta terrestre, con la quale si è riusciti a costruire velivoli le cui fattezze sono del tutto simili agli oggetti che da decenni volerebbero sulle nostre teste. 


Tesla scrisse: "come affermato in una precedente occasione, quando fui studente all’Università, io concepii una macchina volante, abbastanza diversa da quelle presenti. Il principio sottostante era solido, ma non poté essere messo in pratica perché volli un movente primario di sufficientemente grande attività. Negli anni recenti, ho risolto questo problema e sto ora pianificando una macchina aerea “priva di piani di sostentamento, alettoni, propellenti ed altri attacchi esterni, che saranno capaci di immense velocità e saranno molto probabilmente in grado di fornire potenti argomenti per la pace nel prossimo futuro."


Nikola Tesla scrisse questo ad un manager della Westinghouse Electric Company nel 1912. "Non dovrete sorprendervi affatto se un giorno mi vedrete volare da New York a Colorado Springs in un apparecchio che somiglierà ad un fornello a gas e peserà tanto uguale e, se necessario, sarà in grado di entrare e partire attraverso una finestra". In realtà, il “fornello volante” di Tesla usava un sistema di elettropropulsione, che doveva essere alimentato da alimentatori esterni e dal sistema wireless di trasmissione dell'energia o con un generatore di potenza interno al mezzo.


In un articolo del 1911 su The Sun Tesla descrive la sua macchina volante: "Il Dr. Nikola Tesla la notte scorsa si poggiò comodamente alla sua poltrona a Waldorf, e parlò con calma di aeromobili senza ali, propellenti o altri meccanismi degli aeroplani ora familiari che si muovevano nello spazio a incredibili velocità, o più lentamente portando pesanti carichi, e in ogni caso sempre con sicurezza, come il più prosaico dei veicoli a ruote".


“L'applicazione di questo principio darà al mondo una macchina volante diversa da qualsiasi cosa sia mai stata esistita in precedenza. Non avrà ali, reattori o strumenti del genere usato fino adesso. Sarà piccola e compatta, straordinariamente veloce e, soprattutto, perfettamente sicura nella più grande tempesta. Può essere costruita di qualsiasi misura e portare qualsiasi peso si desideri”.


Chi abbia familiarità con i principi operativi del cosiddetto "aeroplano convenzionale" comprende che la macchina volante di Nikola Tesla descritta in questi passi del 1911 deve essere un veicolo con "anti-gravità" quindi un vero "disco volante".

Ipotesi di macchina volante immaginata da Tesla

Molto simili per descrizione e funzionamento agli Haunebu disegnati dai nazisti.


Secondo voci mai confermate, le SS E-IV (Entwicklungsstelle 4), le occulte SS del Sole Nero (Schutze Sonne) sotto la guida del Reichsfuhrer SS Hans Kammler, sviluppando i progetti della JFM produssero un motore magnetico che gestiva la gravità come spinta propulsiva. Nel 1939 venne prodotta la RFZ-5 e le prove vennero effettuate nello stabilimento segreto Vril Arado di Brandeburg.

Dallo sviluppo della RFZ sarebbe nato l'Haunebu I, di 24 metri di diametro, con motore Thule Tachyonator il cui prototipo volò ad una velocità di 4.800 Km/h con possibilità di evoluzione fino a 17.000 Km/h.


Per resistere alle incredibili temperature prodotte dalle altissime velocità che tali mezzi permettevano, le SS E-IV fecero sviluppare uno speciale materiale resistente al calore, denominato Victalen.


Il prototipo successivo, l'Haunebu II del diametro di circa 30 metri, poteva volare da 6.000 Km/h fino ai teorici 21.000 Km/h. L'autonomia era sempre limitata a pochi minuti di volo.


L'Haunebu III avrebbe avuto un diametro di 70 metri e una velocità di 7.000 Km/h fino ad una possibilità teorica di 40.000 Km/h.


L'ultima, Haunebu IV del diametro di 120 metri, con autonomia superiore alle 20 ore, in grado addirittura di viaggiare nello spazio, sarebbe rimasta solo un progetto sulla carta.


I nazisti avrebbero voluto utilizzare questi strumenti come armi, per vincere la guerra.


Tesla aveva obiettivi più nobili, fornire all’umanità la possibilità di usufruire di energia pressoché illimitata e soprattutto in forma libera, gratuitamente, così come era durante l’età dell’oro.


Nessuno riuscì nel suo intento. Probabilmente oggi per sapere che fine hanno fatto questi progetti bisognerebbe chiedere ai servizi americani, detentori delle conoscenze tecnologiche raggiunte dai tedeschi in virtù della nota operazione Paperclip.

I disegni degli Haunebu


http://www.progettoatlanticus.net/

giovedì 26 febbraio 2015

Vivere sull'orlo del nulla

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Il Big bang e l'evoluzione della sua energia nell'attuale materia, nelle galassie, nei pianeti e nella vita. La fisica quantistica fa risalire il fenomeno del Big bang a una fluttuazione di campo che da una qualità di vuoto si è trasformata per sue leggi nella grande deflagrazione cosmica





















Diamo per scontata la nostra esistenza. Tutto sembra essere ovvio. Ma il nostro senso di esistere è iniziato con la nostra nascita e finirà con la nostra morte. Dove ci troviamo ad esistere in questa parentesi di vita? Esistiamo per davvero o è tutta una illusione?



Come possiamo dare un reale senso alla nostra esistenza?
La nostra esperienza di vita ordinaria è basata su tre parametri percettivi. Possiamo identificare con facilità, nella nostra sfera individuale, il parametro dato dal nostro corpo che si avvale dei sensi con cui percepiamo il mondo intorno a noi, poi quello della mente che crea un mondo tutto suo in cui avvengono processi onirici, emozioni e sprazzi di immaginazione, e infine quello della coscienza che solitamente trascuriamo di vivere appieno facendoci trascinare dal mondo coinvolgente del piano della mente.
Nella nostra vita infatti, la funzione della mente ha un ruolo preponderante. Essa raccoglie dati dal mondo esterno e li elabora facendoci vivere un mondo tutto virtuale in cui solitamente identifichiamo la nostra identità. Una percezione di esistenza che si basa su ricordi, sulla qualità del rapporto con gli altri, sui paradigmi di comportamento verso l'uno o l'altro, sulle sensazioni di successo e di degratificazione in cui concorrono spesso anche disturbi del nostro metabolismo che ci mostrano un mondo visto con occhi da pessimista.
Una identità in cui spesso l'Io consapevole viene ad identificarsi dimenticando la propria vera natura, che è poi quella di noi stessi. L'Io consapevole è dotato di coscienza e capacità creativa e di un certo libero arbitrio, ma molte volte, essenzialmente nella cultura maggioritaria, giunge a perdere le sue potenzialità per condividere le pulsioni del mondo della mente come se fossero sue. In questa commistione di parametri, vissuti con apparente lucidità, spesso l'Io consapevole finisce per usare la dimensione della mente come se lui fosse questa stessa.
La natura della materia secondo la fisica moderna: 1) come ci appare a livello del macrocosmo; 2) le molecole che costituiscono i vari materiali formate dall'aggregazione; 3) un atomo nella sua rappresentazione schematica, con un nucleo composto da protoni e neutroni e da 4) uno sciame orbitante esterno di elettroni; 5) i quark, le particelle di base che costituiscono tutti gli elementi dell’atomo; 6) le stringhe, corde vibranti di energia che costituiscono a loro volta i quark
Nella dimensione della mente si vivono problematiche infantili che danno corpo a problemi di ogni genere. Si vive schiacciati da morali inutili che hanno ragione di essere solo per motivazioni sociali. Si vive secondo filosofie che ci sono state inculcate da bambini soffocando la naturale curiosità che poteva portare a ben altre esperienze, reali e in grado di aprire a una effettiva conoscenza delle cose e a un solido benessere personale.
In questa dimensione mentale non si è mai se stessi, ma solamente banderuole al vento secondo quanto ci impone il mondo degli altri, dalla pubblicità ai cattivi amici. E spesso non si coscienzializzano i problemi, come potrebbe fare l'Io consapevole, ma si impiega una verbalizzazione mentale che porta a separarci inevitabilmente dall'oggetto a cui riferiamo ciascun problema. Il rapporto con il proprio partner o con un supervisore diventano problematici perché non si vive nell'immediato presente. Se si sta praticando una sessione di arti marziali, mentre si sta verbalizzando la modalità della mossa si è già stati gettati a terra.
Tuttavia, qualche volta, nonostante tutto, si riesce anche a interrogarsi sul senso che può avere la propria esistenza in questo immenso e sconosciuto universo. Ci si interroga soprattutto se si ha qualche impegno morale da assolvere o si deve aspettare pazientemente che la nostra vita termini con la morte lasciandoci godere di una pratica epicurea senza limiti.
Le varie religioni e le conseguenti ideologie esistenti nel panorama planetario, e ce ne sono per tutti i gusti, sono attente e pronte a rispondere sul senso della vita e a dare etiche di comportamento di vario genere accogliendo nelle loro fila quanti si affidano fiduciosi ad esse. Ma questi enti non sono mai concordi tra di loro e da millenni stanno provocando conflitti sanguinosi nell'umanità che portano a sofferenza e spesso a regressioni culturali.
Sembra ovvio che a questo punto ogni individuo non può dare affidamento ad una pletora di credenze religiose o ideologiche che portano da tutte le parti e da nessuna parte. Sembra ovvio che ogni individuo possa sentirsi libero di cercare una propria via personale per poter dare una risposta che sia scevra da ogni possibile ipoteca ideologica o religiosa.
Ma come poter dare una risposta a questa fondamentale domanda se non possiamo fidarci della mente che rappresenta in definitiva un ostacolo e impedisce all'Io consapevole di valutare al di fuori di ogni plagio una effettiva esperienza raggiunta?

La materia non esiste
Iniziamo da lontano, ma ci serve per poter capire il problema. La nostra mente non è altro che un ente virtuale basato sulle funzioni del nostro cervello, un organo particolare, tra i tanti della nostra fisiologia corporea, che è in grado di consentire straordinariamente il senso di esistenza.
La mente non è altro che il prodotto astratto della funzione dei "neuroni", le cellule specifiche che compongono il cervello. Esse sono collegate tra di loro dagli "assoni", veri e propri canali delle informazione, che giungono alle altre cellule del cerebro attraverso la connessione filtrante delle "sinapsi". In questo sistema virtuale navigano da ogni parte informazioni costituite da messaggi bioelettrici che vanno a costituire la nostra memoria e quindi la nostra identità, nonché la nostra percezione e la nostra consapevolezza del mondo circostante.

Basandoci sulla percezione mentale non possiamo avere certezza delle caratteristiche del mondo in cui viviamo e quindi poterci dare una effettiva risposta sul senso della nostra esistenza. Il cervello, per alimentare la dimensione mentale, prende informazioni del mondo esterno attraverso i sensi corporei di cui disponiamo. Ma questi sensi non ci danno e non possono dare una concreta informazione sull'universo in cui viviamo.
Dobbiamo considerare che la materia con cui identifichiamo lo scenario della nostra esistenza non esiste per come la percepiamo in quanto non c'è nulla di effettivamente materiale. Tutto quanto identifichiamo come materia si riduce a “quanti” energetici che non sono affatto materiali.
Se scendiamo nella dimensione del microcosmo troviamo atomi che non vediamo nella nostra dimensione macrocosmica. Così come non vediamo i pixel che compongono l'immagine di uno schermo in HD, in alta definizione, che solamente avvicinandoci a qualche centimetro possiamo scorgere e così comprendere che l'immagine stiamo vedendo in realtà è costituita da quei minuscoli puntini.
Nella stessa maniera un tavolo, o noi stessi che ci guardiamo allo specchio, in realtà siamo costituiti da una miriade di atomi uniti tra di loro da molecole che, pur abissalmente distanti tra di loro, formano la solidità e la forma degli oggetti materiali che conosciamo.
Il cervello, l'organo attraverso cui la coscienza media la sua creatività nel mondo sensibile rappresentato dall'universo
A loro volta questi atomi non sono altro che cariche elettriche che ospitano nel loro sistema altre cariche energetiche che la scienza ha identificato nei "quark". Ma non è finita qui: una certa parte della scienza ha concepito l'origine dei quark nel concetto astratto di "stringhe vibranti" di energia. Ovvero in qualcosa che si mostra come un nulla per l'esperienza umana. Un qualcosa che non si può toccare o vedere. Quindi in qualcosa che possa essere materiale.
Già l'antico sciamanesimo druidico dei Nativi europei concepiva la nascita dell'universo attraverso la cosmologia del Suono primordiale, oggi lo interpreteremmo come il Big bang, che producendo il propagarsi di onde energetiche nell'infinito avrebbe creato l'universo che conosciamo. Cosmologia ereditata in seguito dagli Antichi Egizi, dai Nativi australiani e infine dalla narrazione biblica dell'universo creato sul suono della voce di dio.
I nostri sensi sono fatti di atomi, e quindi energia sconosciuta all'esperienza umana. Atomi che hanno costruito uno scenario utile per l'evoluzione della specie. Uno scenario di "materia" che ci permettesse di rapportarci con una dimensione comune a tutte le forme di vita del pianeta potendo mostraci le risorse vitali utili alla vita. Materia che non è altro che il prodotto della nostra "cecità" sensoriale che impedisce di vedere l'energia di base che rappresenta la natura reale dello Shan. Cecità sensoriale che rimane pertanto inutile per poter ricavare dati effettivi con cui rispondere al nostro interrogativo esistenziale.
La nostra mente basata sui sensi non può farcelo capire. L'energia delle stringhe vibranti è una energia che è fuori dalla portata umana. E la mente non può neppure consentirci di immaginare un qualsiasi scenario cosmologico. Anzi, più lo immaginiamo e lo contestualizziamo in un paradigma religioso o scientifico e più ci allontaniamo dalla vera natura della nostra dimensione reale di esistenza in cui potremmo trovare effettivamente una qualche risposta.
Pertanto, se si vuole fare una ricerca su un possibile significato della nostra esistenza e delle nostre esperienze quotidiane non ci resta che andare al di là della dimensione della mente.

Le illusioni della mente
È inutile basare le proprie certezze sulla capacità di discernimento razionale valutando quanto può proporci la mente.
Durante la seconda guerra mondiale i neurochirurghi canadesi avevano constatato che ponendo degli elettrodi sul cervello, a scatola cranica parzialmente scoperta, di militari infortunati provenienti dal fronte, erano in grado di far rivivere ai soggetti ricordi e situazioni in quel momento lasciandoli convinti della realtà di quanto stavano vivendo sino a quando non venivano tolti gli elettrodi. Recentemente altri neurochirurghi statunitensi hanno potuto constatare qualcosa di ancora più strabiliante. Ponendo degli elettrodi sul cervello dei loro pazienti ottenevano un corrispettivo movimento degli arti, ma costoro dichiaravano ed erano convinti che non fosse un comando indotto dagli elettrodi ma che avessero mosso i loro arti per propria volontà.
Il neurone, la particolare cellula con cui è costituito il cervello. Le loro interconnessioni creano un ologramma astratto che tende a rappresentare il mondo esterno all'individuo in cui spesso identifica erroneamente la propria identità
È un esempio di quanto accade nel mondo soggettivo delle rappresentazioni oniriche che viviamo durante il sonno. In questa occasione, ordinariamente, non ci rendiamo conto di essere dentro ad un sogno, ma percepiamo tutti gli eventi che viviamo in quel frangente come fosse una realtà effettiva e che non possano essercene altre. Non ci ricordiamo neppure di esserci coricati. Ci accorgiamo della sua completa soggettività solo quando ci svegliamo. Su questa esperienza potremmo valutare che anche nello stato di veglia forse stiamo vivendo una sorta di sogno poiché anche la percezione della veglia è prodotta dallo stesso cervello che alimentava la produzione onirica.
A questo punto avremmo bisogno quindi di un "risveglio" che ci porti al di fuori della produzione cerebrale e ci faccia emergere nell'eterno giorno dello Shan. Che faccia emergere l'Io consapevole alla realtà dell'esistenza.
Quanto sopra citato rivela la natura e le caratteristiche del mondo della mente. Un mondo soggettivo e impreciso che può sottostare inconsapevolmente ad ogni "meme" che porti ad un plagio calcolato dell'individuo, agendo anche contro i suoi stessi interessi. Gli antichi druidi dicevano in proposito che la mente è come una tigre che cavalchiamo senza dare importanza e quindi impreparati qualora, senza preavviso, le venisse in mente di disarcionarci finendo per ferirci dolorosamente con i suoi artigli.

Vivere in un universo fantasma
Attraverso la dimensione della mente stabiliamo ordinariamente una relazione con il mondo materiale dell'universo in cui siamo comparsi e in cui esistiamo e nulla di più. Senza sapere neppure com'è veramente il suo vero aspetto.
Ad esempio, la moderna teoria scientifica dell'"universo olografico" prevede che tutto l'universo non sia altro che una proiezione olografica di una matrice bidimensionale che noi invece interpretiamo a mezzo del cervello, quindi della mente, come di natura tridimensionale. In questo caso il cervello ricostruisce dentro di esso, nella trama virtuale dei neuroni, una rappresentazione olografica dell'universo circostante determinandone la tridimensionalità e l'idea di essere dentro alla scena vissuta. Ma non sappiamo com'è realmente l'universo che vediamo e in realtà non siamo effettivamente dentro alle cose che fanno parte del suo scenario.
Ci capita di percepire che noi siamo in riva al mare e sentiamo il profumo di salsedine, ascoltiamo il verso dei gabbiani e lo strabordio delle onde sulla scogliera. Ci siamo abituati a questo genere di percezione. Ma nulla di più falso. In realtà, siamo da qualche parte, ma quello che vediamo e percepiamo è solo dentro di noi, nel nostro cervello, nella nostra rappresentazione olografica del mondo circostante.
Chissà com'è effettivamente l'universo fuori di noi. Piatto a due dimensioni, sicuramente senza i colori che vediamo, arido nel suo aspetto funzionale alla vita del pianeta.
Per capire meglio questa situazione basti pensare come gli occhi rilevano l'immagine rovesciata dell'ambiente e come poi il cervello la corregga mostrandola diritta. Oppure come i sensi ci portino a recepire un urto che consideriamo immediato, ma che in realtà percepiamo dopo un certo lasso di tempo e lo rileviamo solo dopo che il cervello ne ha preso nota.
È ovvio che se ci si identifica con la mente non si vive il vero senso dell'esistenza. Esistono infinite percezioni dell'esistenza che vanno da individuo ad individuo. Dai colori allo stato emotivo vissuto da ciascuno di essi. Si potrebbe dire: "il mio verde non è quello che vedi tu”.

Prigionieri della rappresentazione cerebrale non abbiamo modo di conoscere com'è realmente l'universo intorno a noi. La recente teoria dell'"universo olografico" porta a considerare che viviamo in un mondo a due dimensioni che la rappresentazione olografica del cervello mostra come tridimensionale
Sostanza e energia del vuoto
Non dobbiamo dimenticare il terzo parametro percettivo di ognuno di noi. Quello che appartiene all'Io consapevole. Questo ente non possiede sensi, così come noi li intendiamo, e quindi non utilizza i cinque sensi con cui la mente si rapporta all'universo ordinario. Li utilizza solamente per interagire in maniera creativa con questo. Per questo ente la mente è solamente una interfaccia per gestire l'elemento biosenziente e, all'occorrenza, per scriverci sopra come se fosse una lavagna.
Eppure l'Io consapevole è in grado di sviluppare una propria consapevolezza delle cose che lo circondano, di possedere una volontà creativa, di portare alla comprensione immediata dei problemi che l'entità biosenziente può affrontare nel mondo materiale.
Ma l'Io consapevole ha una sua specifica proprietà. La sua percezione non si limita solamente all'ambiente fisico determinato dal cervello, ma si estende alla percezione intuitiva dell'immanenza del mistero in cui viviamo. Non si tratta di fare un saggio di mistica, ma di prendere atto di un fatto concreto di percezione che unisce, ed ha unito, personaggi di ogni genere che hanno tentato la via dell'ascesi interiore, spesso gabellata come conquista ottenuta in una specifica religione ma comunque sempre identica nella medesima esperienza. Ci sono stati saggi che hanno accettato il mistero che incontravano per quello che straordinariamente si manifestava, altri appartenenti alle varie religioni e con la patente di santi hanno creduto di incontrare Dio. Ma è una esperienza possibile a tutti.
L'Io consapevole non sembra relazionarsi in maniera diretta con il mondo ordinario della materia ma ad un altro piano della Natura di cui sembra essere il riflesso naturale. Esso possiede una capacità intuitiva che lo porta a percepire una dimensione che è oltre a quella ordinaria e appartiene a quella dimensione reale che era presente al momento in cui il Big bang si è verificato e che continua a sussistere ancora al di fuori dell'universo.
Una intuizione di uno stato di esistenza che sembra essere in ultima analisi la matrice reale di tutta l'esistenza in cui, se mai esiste, possiamo inserire anche la presenza di una Causa Prima del tutto.
Una esperienza che gli antichi druidi avevano identificato in una qualità non concettualmente descrivibile. Uno stato dell'esistenza che per noi, individui dipendenti dai sensi dell'universo ordinario, è assolutamente invisibile e immateriale e a cui gli antichi druidi dei Nativi europei davano il nome di "Shan", ovvero "bagliore intuitivo della realtà", inteso anche come "Vuoto", un attributo che denotava come fosse privo di ogni definizione concettuale.
Il druidismo, nella sua primigenia scienza della Natura, distingueva tre piani di esistenza possibili alla percezione di ogni individuo.
Per prima cosa avevano identificato il mondo della mente, virtuale potremmo dire oggi, nel quale erano circoscritti il pensiero, i sogni e l'immaginazione dei singoli. Poi avevano identificato un piano primario, quello della materia sensibile e visibile, accessibile a tutte le forme viventi, con cui poter interagire e cercare le fonti di sopravvivenza. Infine contemplavano l'esistenza di un mondo reale che era invisibile all'esperienza ordinaria dell'individuo, che però aveva dato origine a tutte le cose, umanità compresa, e che sosteneva il mondo abitato dall'uomo.
L'Io consapevole, terza istanza dopo il corpo e la mente della nostra dimensione individuale è la sola che può offrire la percezione del mondo reale che ha dato vita al nostro universo in cui ci troviamo chiusi come in una bottiglia abbandonata ai flutti della qualità del vuoto primordiale
Un percezione non difforme da quella che ha impostato la fisica quantistica moderna con la teoria inflazionaria. Nella concezione dei suoi ideatori, tra cui Alan Guth del MIT, prima che si verificasse il Big bang preesisteva una condizione di esistenza raffigurata da una "qualità di vuoto" di cui non possiamo neppure immaginare la sua "energia" che la spingeva ad agire. Per via di una fluttuazione dei campi, prevista dalla fisica quantistica, il "vero vuoto" all'improvviso mutò in un cosiddetto "falso vuoto" caratterizzato dal contenimento di una specifica energia. Questa collassò su se stessa sino a divenire quanto più piccola non avrebbe potuto e sotto l'immane pressione esplose in quell'evento che i fisici oggi identificano nel Big bang, dando vita ad atomi, stelle, galassie e pianeti, creando la vita a tappe. La prima manifestazione, secondo le teorie dei ricercatori di Harvard, a circa qualche milione di anni dopo la deflagrazione cosmica quando il plasma si era già raffreddato. Una vita forse ancora esistente e oggi celata nell'immensità dell'universo. Poi, dopo circa tredici miliardi di anni dall'esplosione primigenia, è comparsa la nostra specie. Compresi noi che ci interroghiamo sullo scopo della nostra esistenza.
Ma la "qualità di vuoto" preesistente al Big bang non si è esaurito con la comparsa del nostro universo ed è ancora presente e vitale, come contempla la teoria dell'"universo a bolle", mentre produce altri Big bang, che stanno dando vita ad altri universi. Come il nostro universo che, come l'equivalente di un buco nero che si sta espandendo alla velocità limite dalle luce, esiste come una bottiglia colma di vita in questo vuoto incomprensibile alla mente ma ben evidente alla percezione intuitiva dell'Io consapevole.

Sull'orlo dell'abisso
Forse qui inizia un discorso che potrebbe allontanarsi dal campo della scienza. Ma oggi più che mai ci accorgiamo che scienza e filosofia sono divenute indissolubili. Le scoperte scientifiche giungono inevitabilmente a rivoluzione il nostro stato di cose e a migliorare la nostra condizione di vita.
Prima di chiederci il motivo per cui esistiamo dovremmo chiederci "dove siamo". Dove ci troviamo ad esistere? Probabilmente troveremmo il filo conduttore che ci porterebbe ad un soluzione del nostro quesito.
In effetti ci siamo mai chiesti dove siamo? Cos'è il vuoto da cui è uscito l'universo e che oggi consente la sua continuità supportandolo attraverso sconosciute leggi che appartengono al mistero? Potremmo chiederci perché ci sia qualcosa invece di niente. Nella Natura è tutto sempre ergonomico, per cui le sarebbe stato più facile non spendere alcuna energia destinata a creare l'universo e lasciare che non ci fosse altro che il "niente". Ma visto che c'è, cos'é questo "qualcosa" che c'è invece del niente? E che cosa siamo noi sul piano dell'Io consapevole che possiamo riflettere lo straordinario evento che è lo Shan?
Solo superando le soggettività del corpo e della mente possiamo recuperare le potenzialità dell'Io consapevole e rispondere a molti quesiti cosmici. Ci hanno provato saggi e santi delle varie discipline di parte credendo di incontrare Dio. Ma è una esperienza alla portata di tutti. La meditazione arcaica è una possibilità. Qui nell'illustrazione un momento della "Kemò-vad", l'antica meditazione dinamica della cultura druidica dei Nativi europei
Senza trascurare in ultima analisi l'ipotesi che potrebbe anche non esserci assolutamente nulla di quanto ci sembra di percepire. Noi potremmo essere solamente l'illusione di un niente che, per la legge riconosciuta dalla quantistica, sogna nel suo "falso niente energetico" di essere qualcosa che esiste. Ma i termini del problema non cambiano perché comunque noi abbiamo la sensazione di esistere. A meno che anche questo fatto non dipenda da una nostra familiarizzazione soggettiva della specie.
Ma questo vale per una disquisizione mentale come si può fare nel mondo maggioritario. In realtà quando si riesce a raggiungere quella intuizione folgorante dello Shan, in un istante colmo di una certezza significativa, la consapevolezza di esistere è più che mai evidente.
Valutiamo la singolarità del fenomeno dell'esistenza che viviamo nella dimensione materiale creata dai sensi e dalla mente che abbiamo definito con il termine di "universo". Uno stato attuale di cose che si manifesta come il palcoscenico di un teatro, il "mondo delle libere esperienze di Abred" degli antichi druidi, su cui conduciamo la nostra rappresentazione di vita sino alla nostra morte.
Forse questo "teatro" rappresenta l'uovo cosmico o un utero generatore di vita degli antichi alchimisti, in cui abbiamo possibilità di prendere padronanza delle nostre potenzialità. Come accade per un bimbo che nel gioco della sua culla sviluppa la sua maturità futura.
Siamo comparsi all'improvviso in uno stato di cose che percepiamo e con cui interagiamo, lo stiamo vivendo con la nostra percezione ma poi è previsto che immancabilmente ne usciremo con l'esperienza della morte come è già deciso dal timer scritto nel nostro DNA. E ne usciremo senza sapere che cosa accadrà a ciascuno di noi.
Teniamo comunque conto che dalla nascita in poi abbiamo conquistato poco alla volta la coscienza di essere del nostro Io consapevole, che rispecchia nelle sue potenzialità il vuoto. Possiamo prendere atto che, sebbene il corpo invecchi, al contrario l'Io consapevole mantiene la sua lucidità e si evolve. Può sembrare impensabile che una simile capitalizzazione vada perduta con l'uscita dall'universo materiale e non si unisca in qualche modo al vuoto primordiale.
Comprendere l'esistenza della qualità di vuoto citato dalla fisica quantistica potrebbe portarci ad un'altra valutazione della nostra esistenza nell'universo, consentendoci una migliore qualità di vita nel vissuto ordinario e prepararci ad affrontare idoneamente l'esperienza della morte.
Non sappiamo, e non abbiamo certezze in merito, se dopo la fine funzionale del corpo e della mente scompariremo in un niente oppure l'Io consapevole prenderà ad esistere nel Mistero. Ma tanto vale, per via dei prodromi percettivi che suggeriscono una possibile continuità della vita dopo la vita, non rimanere poi in definitiva lo sfrido inutile di un processo evolutivo andato fallito poiché negato a priori. Ma questo è un impegno dell'Io consapevole che dovrebbe cercare di disgiungersi come minimo dal mondo fittizio della mente e vivere il senso di una esperienza che non sia raccontata da altri, ma che sia vissuta e verificata in prima persona.
Sicuramente in questa maniera si potrebbe trovare l'agognata risposta sul senso della nostra esistenza. Ne guadagnerebbe anche la vita ordinaria, uscendo dalle ipoteche della mente e dalla sofferenza psicologica, conquistando, con le potenzialità raggiunte dell'Io consapevole, la nostra vera identità.
Non dimentichiamo che per quanto ci consideriamo dei liberi pensatori noi viviamo spesso soggetti al plagio e alle morali del visibile, ignorando la logica del Vuoto che è basata sull'armonia delle cose che può portare al benessere e alla conoscenza. Andare contro questa logica non si trova, inevitabilmente, altro che sconforto e sofferenza.

www.giancarlobarbadoro.net
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mercoledì 25 febbraio 2015

L’alterazione del Campo magnetico terrestre ed i problemi di memoria


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Un articolo scritto da Tom Kenyon nel 2008 che oggi ha una valenza quasi profetica…Mai come in questi ultimi tempi …le persone stanno avendo problemi con la memoria a breve termine..Qui la spiegazione data al fenomeno è semplice ed illuminante…

Il Campo Magnetico della Terra

24 Marzo 2008
Gli Hathors
Diamo un’occhiata panoramica alla situazione planetaria attuale, così come la vediamo noi.
Il campo magnetico della terra è coinvolto in una perturbazione o alterazione. Questo avviene a livello interdimensionale e l’effetto risultante sono progressive impennate nell’ampiezza o nella potenza del campo magnetico. Questa metamorfosi del campo magnetico terrestre è come un’onda che si alza e si abbassa molto in fretta, le cui oscillazioni sono minime, ma ben definite. È un fatto che sta producendo effetti strani sulla coscienza umana, in particolare sulla vostra esperienza biologica. Molte persone stanno vivendo un aumento di esaurimento e stanchezza. (Come abbiamo accennato nelle comunicazioni precedenti, tali sintomi sono causati anche dal movimento di energie provenienti dallo spazio profondo, che attraversano la vostra galassia e il vostro sistema solare).
Ma questa perturbazione è di una categoria diversa. Essa è generata dallo stesso campo magnetico, che sta reagendo alle profonde energie dello spazio. È una reazione del nucleo fuso della terra stessa e il campo magnetico sta dialogando con il cosmo, se volete usare una metafora. Ora, la vostra scienza non vede le cose in questo modo, ma dalla nostra prospettiva il campo magnetico sta dialogando con questi ospiti cosmici, le energie provenienti dallo spazio profondo, che sono, per loro natura, catalizzatrici dell’evoluzione spirituale.
Un’altra serie di sintomi, legati direttamente alle perturbazioni del vostro campo magnetico, sono i cambiamenti evidenti nel modo in cui conservate la memoria a breve termine – poiché la memoria è una funzione delle forze magnetiche del vostro sistema nervoso e di quello della terra. Il vostro cervello elabora informazioni tramite i minuscoli campi gravitazionali e anti-gravitazionali della sua stessa struttura ed subisce l’influenza diretta delle fluttuazioni del campo magnetico terrestre. Quindi potete aspettarvi un aumento di anomalie nella memoria a breve termine. Potreste ritrovarvi a pronunciare una frase e, di colpo, non vi vengono le parole, oppure a mescolare le parole rispetto alla loro sintassi normale. Mentre in alcuni casi è il segno di una disfunzione cerebrale, scoprirete che questo fenomeno avviene in tutta la popolazione a ritmo accelerato. Il crescendo di inconvenienti nella memoria a breve termine collettiva, condurrà l’umanità ad una situazione decisamente insolita. Tale situazione è un’opportunità o una maledizione, a seconda di come la elaborate.
L’opportunità è quella di vedere oltre la matrice mentale di vostra propria creazione. Ciò che intendiamo è che, quando la vostra mente è incapace di continuare sul proprio filo conduttore nei modi a cui era abituata, avete l’opportunità di cogliere le realtà che stanno dietro il sipario (della percezione). Voi siete quelli che hanno creato il sipario e lo avete fatto in modo da tenervi separati da cose che non desiderate vedere o sperimentare direttamente o, in alcuni casi, da ciò che altri non desiderano che voi vediate o sperimentiate direttamente. Ci riferiamo ai manipolatori invisibili della vostra realtà collettiva – coloro che tengono in mano le redini del potere politico ed economico.
Abbiamo detto in precedenza che sul vostro pianeta ci sono forze che si oppongono attivamente all’impulso verso l’evoluzione spirituale. Esse sono impegnate nel portare avanti le loro bugie, appropriandosi indebitamente delle informazioni, allo scopo di controllarvi. Il loro compito si sta facendo più difficile.
Il loro compito sta diventando più difficile, poiché la perturbazione del campo magnetico crea dei vuoti nella creazione delle realtà mentali proiettate dalla mente umana. Loro – cioè coloro che desiderano controllarvi e manipolarvi – hanno ampie risorse a disposizione e le stanno utilizzando tutte quante. Ma non possono controllare il campo magnetico della terra! E di questo dovete essere grati.
L’impulso che sta influenzando in campo magnetico della terra, proviene da ben oltre la propria posizione di influenza. Ci aspettiamo, basandoci sulla nostra percezione della fisica interdimensionale, che le perturbazioni del vostro campo magnetico tenderanno ad aumentare nel corso dei prossimi anni. Coloro tra voi che sono sensibili alle energie, sono quelli che, in questo momento, lo percepiscono più intensamente, ma riteniamo che nei prossimi due o tre anni la maggior parte delle persone ne sarà influenzata in un modo di cui saranno consapevoli, anche se non ne conosceranno il motivo.
Abbiamo un paio di suggerimenti per gestire la situazione.
Il primo è il più facile. Esso comporta la comprensione della vostra connessione con il nucleo della terra stessa. Come esseri energetici, oltre che di carne e ossa, voi potete instaurare una relazione energetica consapevole con il nucleo della terra.
Questo concetto, o orientamento, è che voi siete immersi e circondati dal campo magnetico terrestre. Entrando in risonanza mentale con il nucleo della terra (il generatore del campo magnetico), vi stabilizzate energeticamente. La terra, come essere cosciente, può rivelarsi a voi in modi che risultano difficili da spiegare, perché la vostra cultura non dispone di un linguaggio adeguato. E voi siete stati manipolati e controllati per evitare che non ne aveste alcuna consapevolezza, dato che potrebbe essere uno dei vostri maggiori punti di forza.
Entrando in risonanza con il nucleo della terra, diventate più consapevoli della terra come essere vivente e cosciente. Attraverso questo legame ricevete una sorta di solidità energetica – persino in mezzo al crescente caos sulla terra.
La cosa strana, tuttavia, è che quando riprendete i sensi, per così dire, siete meno controllabili, meno “manipolabili” da parte di quelle forze che controllano il flusso di pensieri dell’umanità per mezzo della disinformazione, della manipolazione e del controllo mentale.
In altre parole, creare una relazione cosciente diretta con il nucleo della terra, scavalca molti degli influssi di quelle che noi definiamo tecnologie negative per la vita.
Se desiderate fare qualcosa, oltre ad entrare in risonanza mentale con il nucleo della terra, vi suggeriamo di utilizzare il tubo pranico, un sottile canale energetico, che va da sopra il vostro capo, attraverso il centro del corpo, fino ad entrare nella terra. Questo tubo, questo canale, può essere esteso nelle profondità della terra, fino allo stesso nucleo e anche sopra la testa, nello spazio profondo. In questo metodo non si tratta di espandere il canale sopra il capo, lo estenderete, invece, solo verso il nucleo della terra.
Ma la cosa essenziale non è tanto l’inserimento del canale nella terra. La cosa essenziale è capire che siete in risonanza con il nucleo della terra, semplicemente sapendolo. Questo vi infonderà un senso di stabilità anche in mezzo al caos crescente. Risveglierà i vostri sensi. Vi porterà in una relazione maggiormente cosciente con la terra. E dobbiamo avvertirvi che vi sveglierà dall’ipnosi – vi renderà meno controllabili. E vedrete molto più chiaramente oltre le bugie che vi circondano!
Il secondo suggerimento comporta lo sviluppo di una relazione cosciente con il nucleo della galassia.
Essenzialmente dovete capire che potete essere in risonanza con il nucleo della Via Lattea, che è un buco nero e che, in modo simile all’entrare in risonanza con il nucleo della terra, potete stabilizzarvi in relazione alla galassia.
Voi ne siete capaci, semplicemente sentirlo descrivere, attiverà la conoscenza di come farlo. Non è una faccenda complicata. È piuttosto facile, ma richiede la comprensione del fatto che una parte di voi non è limitata dalle coordinate spazio-temporali del vostro corpo fisico.
Richiede la comprensione del fatto che la coscienza può espandersi istantaneamente, ovunque nello spazio e nel tempo e che, espandendo la vostra coscienza fino al nucleo galattico, voi siete stabilizzati in relazione alla galassia.
L’ideale è essere simultaneamente in relazione con il nucleo della terra e con il nucleo della galassia.
Allora sarete in grado di cavalcare le onde di energia provenienti dalle profondità dello spazio, con un elevato grado di maestria.
Ma, di nuovo, vi avvisiamo che questo vi renderà meno controllabili, più difficili da ipnotizzare e allora potreste vivere la stranissima esperienza di risvegliarvi, mentre molti intorno a voi dormono ancora. Ciò che fate con questa consapevolezza, ovviamente, è una vostra scelta e una vostra respons-abilità.
Gli Hathors – 24 Marzo 2008
Qualche cenno di chiarimento da parte di Tom
Per coloro che non hanno familiarità con il tubo pranico, ecco una breve descrizione:
Il tubo pranico è un sottile canale energetico a forma di tubo che dalla corona, sopra la testa, scorre lungo il centro del corpo e attraverso il perineo, per entrare nella terra. Il perineo è il punto situato a metà strada fra gli organi genitali e l’ano.
Se unite la punta del pollice con la punta del dito indice, otterrete un cerchio che misura approssimativamente come il vostro tubo pranico. In alcune tradizioni esoteriche, il tubo pranico viene chiamato Pilastro Centrale o Colonna Centrale.
Qualche discendente degli yogi e yogini del Buddismo Tibetano opera con un canale molto sottile, della misura di un capello, che scorre lungo il centro del tubo pranico. Questo percorso energetico è conosciuto come il Canale Segreto ed è utilizzato in certe pratiche yoga esoteriche per influenzare le energie sottili all’interno del corpo dello yogi o dello yogini – l’idea di base è che tali pratiche conducano ad uno sviluppo più rapido dell’illuminazione spirituale.
In generale, il tubo pranico entra nella terra di qualche decina di centimetri (a meno che una persona non sia veramente poco radicata) e supera il capo di altrettanto. Dato che il tubo pranico è un’energia sottile, non segue le leggi fisiche di Newton, ma rientra piuttosto in quelle della Meccanica Quantistica. Pertanto è possibile estendere il tubo pranico molto in profondità nella terra, fino al nucleo stesso del pianeta e/o in profondità nello spazio.
Ai lettori che trovano questi concetti stravaganti, consiglio di leggere un breve articolo, scritto da me, dal titolo “Pensieri e Osservazioni del Canale”.
Se può esservi d’aiuto, pensate al tubo pranico come ad uno strumento immaginario. Allora non dovrete determinare se una cosa del genere sia possibile o no. Potete esplorare gli effetti del tubo pranico secondo i suoi termini.
Il tubo pranico è influenzato dal pensiero e dall’intenzione. Tutto ciò che occorre per estendere il canale dentro la terra o nel cosmo è l’intenzione di farlo. Se per voi questo concetto è nuovo, vi basta formulare il pensiero che stia accadendo. Lavorandoci di più, finirete per avere l’impressione che esso si estenda o si contragga a seconda della vostra intenzione.
Nel metodo suggerito dagli Hathors in questo messaggio planetario, l’utilizzo del tubo pranico è per coloro che vogliono fare qualcosa oltre al semplice entrare in risonanza con la terra. Alcune persone sono risonatori e alcune sono attivatori. Altri sono entrambe le cose. Entrare in risonanza con qualcosa diverso da voi (ad esempio il nucleo della terra) è, essenzialmente, un atto passivo. Alcuni lo fanno bene, mentre altri hanno bisogno di fare qualcosa. Per quelli che vogliono fare qualcosa, mentre entrano in risonanza, il tubo pranico è uno strumento eccellente. Quindi scegliete il metodo che funziona per voi.
La cosa importante – in qualunque modo lo facciate – è entrare in risonanza mentale con il nucleo della terra e, se ce la fate, anche con il nucleo della galassia.
FONTE : Tomkenion.com

lunedì 23 febbraio 2015

In ricordo di Rossella Casini


 
 
 
 
Il 22 febbraio di 34 anni fa veniva stuprata e dilaniata Rossella Casini. Lei, fiorentina, si era innamorata di un ragazzo di 'ndrangheta. Lentamente, con la forza del conforto e di un legame, lo aveva convinto a pentirsi. Per questo fu condannata a morte.

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Stuprata, fatta a pezzi, buttata via, come immondizia, dispersa in mare. Senza spoglie. Senza memoria. Aveva poco più di vent’anni Rossella Casini quando morì, ammazzata dalla ‘ndrangheta. Sparì il 22 febbraio del 1981. Oggi potrebbe essere il trentaquattresimo anniversario della sua morte, se avesse una tomba. Si dissolse invece nel nulla, senza mai più dare notizie di sé, fino a quando un pentito, Vincenzo Lo Vecchio, raccontò agli inquirenti che cosa fu di lei. Punita per aver svelato le trame della cosca.

Rossella, emancipata, universitaria, fiorentina, non sapeva cosa fosse una faida, lo scoprì quando conobbe e si innamorò di Francesco Frisina, suo coetaneo, studente. In Toscana studiavano insieme, lui si presentò come un ragazzo pulito, innocente. Non lo era. Il loro amore crebbe fino all’estate del 1979 quando Rossella arrivò a Palmi, in Calabria, in vacanza. Era piena di sole. Poi vide il sangue, la violenza, il padre di Francesco, Domenico Frisina, fu ammazzato. Non capiva Rossella quell’odio. Provò a farlo. Forse fu lei che portò le armi al clan, perché quelle vendette continuassero, così raccontò un pentito, anni dopo. Ebbe giorni difficili, provò ad entrare nella famiglia, quella fatta di ‘sangue’, di interessi, mascherati dalla parola onore. Non ci riuscì. I suoi genitori la convinsero a tornare a casa, a Firenze dopo mesi. A dicembre del 1979 ripartì per la Toscana. A Roma tra un cambio di treno, un caffè, una pausa più lunga telefonò ai Frisina e le dissero che, in un conflitto a fuoco, il suo fidanzato era rimasto ferito gravemente. Come impazzita, Rossella decise di tornare indietro. Fu mesi al suo capezzale. Francesco aveva un proiettile conficcato in testa. Era in coma. Trascorse mesi perché lui rimettesse a posto ogni tassello della sua memoria e infine riuscì a portarlo a Firenze. Era il febbraio del 1980. E lì, lontano dal mare di Calabria, dal sangue, dall’odio, convinse il suo giovane amore a pentirsi. Piano. Sottovoce, con l’aiuto di un maresciallo. Non sapeva Rossella a che cosa si potesse arrivare per “difendere” la famiglia, quella che mescola il sangue con un presunto onore. Lo capì quando la minacciarono. Accadde dopo gli arresti che avvennero a Palmi, alle cinque del mattino, come un fulmine, perché mai alcuno, specie in quegli anni, aveva osato “pentirsi”, svelare i segreti, gli affari della ‘ndrangheta di Reggio Calabria. La magistratura, grazie ai suoi racconti e a quelli del fidanzato riuscì a tracciare il filo di commerci di droga e soprattutto della faida in corso, che trasformò la città in un campo da guerra. Dopo poco fu presa dal terrore Rossella, mentre suo padre e sua madre si consumavano nel dolore. Così ritrattò. Il suo fidanzato lo aveva fatto prima, dicendo che era fuori di testa, che non sapeva neanche che fosse un maresciallo quell’uomo che Rossella le presentava come amico. A lei il cuore si frantumò. Voleva cancellare tutto. Aveva paura. Raccontò agli inquirenti che era stata rapita dal clan avversario dei Frisina, affinché confermasse le dichiarazioni contro la famiglia del suo fidanzato. Scrisse una lettera a sua cognata perché controllasse che le “nuove” ricostruzioni dei fatti, le andassero a genio. Le stavano tessendo una trappola. La gabbia stava per chiudersi. Le ultime dichiarazioni della Casini erano state indotte dai Frisina. Lo scriveranno i giudici, dopo anni, in una sentenza del tribunale di Palmi. La giovane nel febbraio del 1981 infatti, pochi giorni prima della sua scomparsa, telefonò a suo padre, facendogli capire che era alla Tonnara di Palmi, da amici. Non gli disse chiaramente dove, ma è come se ammettesse che era presso i Condello, altro clan, avversario dei Gallico-Frisina. Dopo pochi giorni sparì, era il 22 febbraio del 1981. L’obiettivo della famiglia di Francesco Frisina era annullarla. La fecero tacere per sempre. Muta. Fatta a pezzi. E non solo. Tentarono di mascherare tutto col tradimento, provando ad incolpare di quella sparizione la cosca avversaria. Un depistaggio vero e proprio. Era quella la cesoia che avevano costruito attorno alla ragazza. La trappola scattò. Lei sparì. Nel maggio del 2006, più di vent’anni dopo, il tribunale di Palmi ricostruisce la storia di Rossella Casini, la sentenza condanna gli affiliati del clan e anche il fidanzato, la cognata, la suocera. Grazie ad un pentito si ipotizza che la giovane donna sia morta, dopo che il suo corpo fu violato e l’anima tradita.

Lei non ha ancora una tomba. Non l’avrà mai. Sfidò la ‘ndrangheta. E ne morì. I suoi genitori, prima ancora del processo, si spensero in Toscana, consumati dal dolore, certi che la loro figlia fosse morta, perché voleva una giustizia fatta non di vendette sanguinarie. Non ebbero mai il sollievo, lieve, di portarle dei fiori. La ‘ndrangheta aveva buttato via Rossella e disperso le sue membra in mare, come un sacco di letame. Lei, stuprata, fatta a pezzi, dimenticata. Pronta a risorgere in chi ricorda la sua storia. (Roberto Saviano)

Chiuso in una stanzetta a scuola perché autistico: la storia di Christian

Chiuso in una stanzetta a scuola
perché autistico: la storia di Christian



ROMA – Isolato dagli altri compagni, costretto a stare in una stanzetta soprannominata “la stanza del silenzio degli innocenti” durante l'intero orario scolastico e solo perché autistico. E’ la storia di Christian, un bimbo romano di 11 anni affetto da autismo, raccontata dal 'Redattore sociale'.   La denuncia arriva da istituto a Valmontone, in provincia di Roma. “Lo tengono lontano dai suoi compagni per tutto il giorno, riportandolo in classe solo a ricreazione. Finché andava a scuola a Ostia, prima all’asilo poi alle elementari, era ben integrato: passava tutto il tempo in classe, con l’insegnante e l’educatrice. Da quando ci siamo trasferiti a Valmontone, due anni fa, la scuola è diventata una tragedia”, ha raccontato la madre del bimbo.  “Mi hanno detto che era pericoloso, che non riuscivano a gestirlo”. Dai richiami si è così passati alla soluzione proposta dalla psicologa della Asl: una stanzetta “dedicata” solo a Christian.(Leggo)