sabato 10 agosto 2013

PERCHE’ IL DL SUL FEMMINICIDIO NON MI PIACE

venerdì, 9 agosto 2013

 No, non mi piace. Parlo del decreto legge sul femminicidio così come è stato raccontato. Premetto che non ho avuto modo di studiarlo nei dettagli, e che la sensazione che ho è che la ex ministra Idem avesse un’idea molto diversa (altrimenti, perché convocare le associazioni che si battono contro la violenza, giusto qualche settimana prima di essere messa alla gogna e costretta a farsi da parte?).

Non mi piace perché è un decreto repressivo. E molte di noi hanno detto e ripetuto che nessuna repressione e nessun giro di vite porterà a risultati se non si insiste sulla prevenzione. Scuola. Formazione degli educatori. Libri di testo delle elementari. Educazione al genere, all’affettività, alla sessualità. Da subito. Di questo non si parla.
Non mi piace perché non si parla di centri antiviolenza, e tantomeno della loro moltiplicazione e finanziamento, da quanto è dato almeno capire. Non si  parla di centri di ascolto per uomini abusanti. Non si cerca di capire, formare e prevenire, ma si  pigia sul pedale della guerra fra i sessi, fornendo a chi ancora sputa la parola femminicidio come una caramella mal masticata ottimi argomenti per parlare di espediente securitario.
Non mi piace perché glissa sugli strumenti fondamentali: un osservatorio che monitori i femminicidi, dicendoci quanti sono e come avvengono. Fin qui, le indagini statistiche, come detto centinaia di volte, sono incomplete e generiche.
Non mi piace perché, come ha dichiarato Michela Murgia, la non revocabilità della querela “è una grande responsabilità che lo Stato si assume perché chi impedisce alla vittima di revocare la denuncia deve poter garantire che l’inasprimento degli abusi non ci sarà. O che se ci sarà, la donna verrà protetta. Lo dico perché nella stragrande maggioranza dei casi dal momento della querela le cose per chi ha subito violenze cominciano a peggiorare”. Non solo, aggiunge Michela, “io ho sempre creduto che una donna debba avere la libertà di decidere se vuole o meno denunciare. Per questo non sono molto d’accordo con la procedibilità d’ufficio che prevede anche che possa essere il pronto soccorso a inviare una segnalazione a polizia e carabinieri. Questo vale ancora di più oggi: se una donna, a un certo punto, non se la sente di continuare l’iter processuale, deve poter fare un passo indietro. Non è giusto trasferire questo diritto alle forze dell’ordine. È un’ulteriore sottrazione che si fa a chi di violenze già ne ha subite parecchie”.
Non mi piace perché, come ha scritto Concita De Gregorio, “dire che la pena sarà di un terzo più severa nel caso in cui le vittime siano incinte o mogli o compagne o fidanzate del carnefice è comprensibile, dal punto di vista del legislatore, perché sì che battere una donna che aspetta un bambino o che ha un vincolo di fiducia con chi la aggredisce è più grave. Ma stabilisce anche una discriminazione culturalmente delicatissima verso le donne che non fanno figli e non hanno legami con un uomo. In che senso uccidere una donna non sposata e non madre è meno grave? Vale forse di meno per la società?”.
Non mi piace, perché come ha scritto Enza Panebianco, inserisce misure repressive nei confronti della lotta NoTav, di punto in bianco: ” il Decreto passa da un argomento all’altro e, coerentemente con l’idea che è sulle forze dell’ordine che decidono di investire invece che su altro, da quel che leggiamo si occupa anche di rafforzare le misure repressive contro chi si oppone in Val Susa alla realizzazione della Tav. Si parla di messa in sicurezza dei cantieri che si traduce in una maggiore militarizzazione ed espropriazione di quel territorio. In più sono previste punizioni più severe per chi osa varcare i confini dell’area in cui è realizzato il cantiere. Il governo ottiene così consenso su una misura repressiva con l’alibi di norme in difesa delle donne. La lotta contro la violenza sulle donne può essere realizzata legittimando autoritarismo e repressione? E’ possibile allearsi con chi autorizza le forze dell’ordine a manganellare ed arrestare gli/le attivist* #NoTav in nome della lotta contro la violenza sulle donne?”
Non mi piace perché, a quanto si legge, ha utilizzato la lotta di chi si oppone ai femminicidi e alla violenza sulle donne in chiave rassicurante, consolatoria, paternalista. Perché ha usato quella lotta come un fiore all’occhiello per legittimare l’operato di un governo che definire criticabile è poco.
E’ un passo, mi dicono amiche e compagne di strada. Per me, è un passo falso, compiuto di fretta e compiuto male. In una parola, servirà a poco. La battaglia è culturale, inclusa quella al cyberstalking.
Mi auguro che esista la possibilità di discuterne ancora, nonostante tutto.
Ps. Il blog chiude per due settimane, per necessità di una pausa della titolare. Ci ritroviamo a fine mese.

Le nazioni con i più ricchi del mondo


Se vale la pena essere ricco, vale ancora di più essere super ricco. Rispetto all'anno scorso, secondo una ricerca di Wealth-X, il numero dei miliardari nel mondo è aumentato del 14 per cento. In tutto, oggi ci sono 2.160 miliardari nel mondo, circa 200 in più del 2012. Dove vivono e quali Paesi possono vantare la più alta concentrazione di miliardari al mondo?
 Secondo Wealth-X, nel Canada vivono 40 miliardari, per un patrimonio totale di 105 miliardi di dollari. In mezzo a questi ricconi, c'è chi lo è di più: il presidente di eBayJeffery Skoll ha un patrimonio netto di 3,3 miliardi di dollari; la famiglia Rogers, gigante nel mondo delle telecomunicazioni, arriva a 5,94 mentre David Thomson, presidente di Thomson-Reuters, secondo Forbes arriva a 17.5 miliardi. 
In Brasile la fanno da padrone gli imprenditori nel campo dell'estrazione mineraria, anche per questo i loro nomi sono poco conosciuti fuori dall'America latina. Secondo Wealth-X, nonostante i miliardari brasiliani siano solo 49, producono assieme una ricchezza totale di 300 miliardi di dollari: con 6 miliardi di patrimonio a testa, è la media mondiale più alta. Il magnate Eike Batista è stato recentemente nominato da Forbes il più ricco brasiliano al mondo. 
La Svizzera è notoriamente un paradiso di ricchezza: nonostante una popolazione di sole 8 milioni di persone, ci sono circa 60 miliardari, il quarto paese più ricco d'Europa. Inoltre, con 5.597 persone che possiedono un patrimonio di almeno 30 milioni di dollari, si posiziona terza in Europa in questa particolare classifica. Il più famoso miliardario svizzero è stato Robert Louis-Dreyfus, membro della facoltosa famiglia Louis-Dreyfus e cugino dell'attrice Julia Louis-Dreyfus. 
A Honk Kong, i miliardari hanno conosciuto tempi migliori. Secondo Wealth-X, sono passati dai 530 del 2012 ai 470 di quest'anno. Seppur in discesa dell'11,3%, sono comunque tantissimi. Secondo Forbes, Li Ka-shing, che ha costruito la sua fortuna nel settore immobiliare e biotecnologico, è la persona più ricca di Hong Kong, con un patrimonio di 22 miliardi di dollari. 
Almeno un decimo della popolazione russa cosiddetta ricca (con patrimonio pari o sopra i 30 milioni di dollari) è miliardaria, una percentuale tra le più alte al mondo. I ricconi in Russia sono uomini di potere, magnati dell'estrazione mineraria o petrolifera come Mikhail Prokhorov, proprietario dei New Jersey Nets, e Roman Abramovich, presidente del Chelsea e proprietario di uno yacht Eclipse da 600 milioni di dollari. 
La Germania è lo stato europeo con il più elevato patrimonio netto per persona. Sono 15,770 coloro che hanno una fortuna sopra i 30 milioni di dollari, 5.000 in più rispetto alla Gran Bretagna. E tra queste 15.770 persone i bilionari sono 137, che insieme hanno un patrimonio di oltre 550 bilioni. L'uomo più ricco della Germania è Karl Abrecht con 25,4 bilioni. 
La Gran Bretagna ha alcuni dei ricchi più famosi, inclusa l'icona del pop Paul McCartney e la scrittrice J.W.Rowling. Ma nessun inglese rappresenta meglio di Sir Richard Branson la ricchezza del Paese. Lo stravagante presidente del gruppo Virgin, per Forbes, vale più di 4 miliardi. Branson è uno dei 140 miliardari nel Regno Unito, la nazione che vanta il più alto numero di ricchi in tutta l'Europa. 
La seconda economia più grande del mondo è anche il secondo Stato con il maggior numero di miliardari. La ricchezza della Cina è molto sbilanciata. Secondo Wealth-X, la Cina ha 147 miliardari, ma solo 70 persone con un patrimonio tra i 750 milioni di dollari e i 999. Zong Qinghou, manager del gruppo Wahaha Hangzhou, azienda leader nella produzione di bevande, con una fortuna di 12,6 miliardi è tra le persone più ricche del suo paese. 
Scorrendo la lista di Forbes, la maggior parte dei miliardari sono americani. I miliardari negli Stati Uniti sono 12 volte più di quelli in Canada. Lo stato con il più alto patrimonio netto per persona è la California, dove vivono il bilionario Larry Ellison, co-fondatore di Oracle, Mark Zuckerberg, Sergey Brin e Larry Page. (Primopiano)


giovedì 8 agosto 2013

90mila euro al mese, pensioni d'oro intoccabili

Il pensionato più pagato d'Italia prende 3mila euro lordi al giorno. Il ministro del Lavoro Giovannini: "Difficile intervenire e tagliare"




90mila euro al mese, pensioni d'oro intoccabili
E' vero, sono poche, ma non per questo appaiono meno scandalose in un Paese dove la metà dei pensionati vive con meno di mille euro al mese. Parliamo delle pensioni d'oro erogate dall'Inps: in Parlamento il governo ha snocciolato qualche dato e quello che è emerso stride, un po' troppo, con la situazione vissuta da moltissimi italiani colpiti dalla crisi.
E' un ex manager Sip, poi Telecom, colui che guida la classifica delle pensioni d'oro: 90mila euro al mese, ovvero 3mila lordi al giorno. E oggi, da pensionato, siede nel Consiglio di amministrazione della compagnia telefonica. Segue un altro ex dirigente nel settore delle telecomunicazioni, ex Infostrada, con oltre 66.400 euro al mese, quindi un ex presidente della compagnia aerea Volare con oltre 51.700. Il decimo della classifica prende 40mila euro al mese. Pensioni ottenute secondo la legge, niente di illegale, sia chiaro, ma davvero poco accettabili in un contesto come quello che si sta vivendo in Italia.
Eppure poco si può fare per intervenire con un taglio su questi assegni. Lo ha dimostrato una recente sentenza della Consulta che ha definito incostituzionali i contributi di solidarietà introdotti da un decreto del 2011 nei confronti dei titolari di pensioni d'oro e lo ha confermato, citando proprie la Corte Costituzionale, il ministro del Lavoro Giovannini.
L'esponente del governo lo ha fatto rispondendo a un'interrogazione parlamentare presentata dalla pidiellina Debora Bergamini che dice: "Benché gli interventi in materia siano particolarmente delicati, anche sul fronte della costituzionalità, e avendo cura di evitare qualsiasi colpevolizzazione verso i beneficiari di questi trattamenti, - spiega la deputata - è evidente che il tema coinvolge una questione di equità e di coesione sociale non più trascurabile dalle istituzioni, specialmente in un momento di grave crisi economica e di pesanti sacrifici per tutti". Già, non più trascurabile. 


domenica 4 agosto 2013

I DANNI DELLO ZUCCHERO E GLI INTERESSI DELLE MULTINAZIONALI



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DA ANNI SI LEGGE IN MOLTI LIBRI DI MEDICINA NATURALE
che lo zucchero è come una droga dolce ma pericolosa per l’organismo. Spesso si crede che per lo zucchero di canna tale verità non sia valida, ma il cosiddetto zucchero di canna molto spesso è lo stesso zucchero bianco colorato con melassa (si salva forse il mascobado e qualche altro zucchero del commercio equo e solidale).In questo articolo ci stiamo ovviamente riferendo allo zucchero raffinato artificialmente dalla canna o dalla barbabietola, e non agli zuccheri presenti all’interno di altri alimenti completi come il fruttosio della frutta o il lattosio del latte)È difficile credere che lo zucchero possa essere dannoso perché tale sostanza è entrata nella nostra dieta in modo tanto profondo che una buona metà dei cibi confezionati che si trovano in commercio nè risulta “contaminato”
L’ASSUNZIONE DI ZUCCHERO RAFFINATO SOTTRAE VITAMINA C
all’organismo come fanno le sigarette, uccidealcuni batteri simbionti che nel nostro organismo producono vitamine del complesso B e altera il ciclo di regolazione glicemica. Il pancreas reagisce allo zucchero puro con una ipersecrezione di insulina, cui segue da una parte una ipoglicemia, dall’altra a lungo andare il surplus di lavoro del pancreas puo’ portare al diabete.L’assunzione di zucchero inoltre causa sonnolenza post pranzo, altera il metabolismo e influisce sugli ormoni,decalcifica le ossa e può portare alle carie dentarie. Anche l’aumento dei casi di cancro è correlato all’assunzione sempre più elevata di zucchero nella società dei consumi, dove anche nell’alimentazione l’apparire (il gusto artificialmente dolce) è molto più importante dell’essere (la valenza nutritiva e la purezza del cibo).
I POPOLI CHE NON CONOSCONO ANCORA LO ZUCCHERO NON CONOSCONO NEMMENO IL CANCRO
Il più basso livello di casi di cancro si è registrato in Olanda due anni dopo l’occupazione nazista, quando zucchero e caffè erano quasi scomparsi dalla tavola: tutti gli studi sulla prevenzione e la cura naturale del cancro (regolazione alimentare e metabolica) confermano che più si mangia zucchero e più si rischia di sviluppare il tumore.Ci sono inoltre studi che dimostrano il legame fra zucchero e ulcera, fra zucchero e malesseri psicologici, fra zucchero e allergie…la situazione è grave: sia per gli effetti che per l’assordante silenzio di chi dovrebbe tutelare la salute dei cittadini.
SI SA LA SALUTE NON GENERA BUSINES
la prevenzione primaria non genera mercato, la malattia dà da mangiare a tutto il sistema sanitario, come diceva un medico egizio 3.500 anni fa (riferendosi ovviamente alla classe benestante che lui curava) “un quarto di ciò che mangiamo serve per nutrire il corpo, il restante per nutrirei medici”.
E’ PER QUESTO CHE NELLE UNIVERSITA’
di medicina di tutto il mondo non si studia quasi per niente l’influenza dell’alimentazione sul benessere dell’individuo e il modo di mantenere la salute con la prevenzioneprimaria (corretto stile di vita) mentre si punta sulla ben più costosa (e redditizia) prevenzione secondaria (test di laboratorio poco affidabili e a volte pericolosi, radiografie cancerogene etc.). Quei medici (come Mendelson e Kousmine) che denunciano questa squallida realtà sono ovviamente una stretta minoranza; per questo di tutto ciò che è descritto in queste righe difficilmente si trove traccia nei consueti manuali universitari.
>Fonte<
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org

sabato 3 agosto 2013

Pdl va in piazza, Bondi: "Rischio guerra civile"

Il coordinatore: o si trova una soluzione politica per Berlusconi o sarà guerra civile. Il Colle: "Irresponsabile"




Pdl va in piazza, Bondi: "Rischio guerra civile"
Come era facilmente prevedibile il Quirinale non ha proprio apprezzato le parole del coordinatore nazionale del Pdl Sandro Bondi che ha evocato il rischio di una guerra civile in Italia se la politica non trovasse una soluzione dopo la condanna definitiva di Silvio Berlusconi per frode fiscale. Parole "irresponsabili" dicono ambienti del Colle, ma è un giudizio che può essere tranquillamente attribuito a Giorgio Napolitano.
Il Pdl ha deciso di tenere alta la tensione e i toni. Dopo l'annuncio di dimissioni di massa da parte dei parlamentari e dei ministri, e dopo l'ultimatum dello stesso Berlusconi che chiede la grazia e la riforma della giustizia (in caso contrario cade il governo di larghe intese e si va al voto con il Porcellum), è arrivata la nota del senatore Bondi: "O la politica è capace di rendere possibile l'agibilità politica del leader del maggior partito italiano - così definisce il Popolo della Libertà - oppure l'Italia rischia davvero una forma di guerra civile dagli esiti imprevedibili per tutti". Dal Pd (alleato di governo) si è levata la voce del vice ministro all'economia Stefano Fassina: "le dichiarazioni sono al limite dell'eversivo". Intanto il partito di Berlusconi ha scelto di scendere in piazza a Roma domenica 4 agosto alle 18 per sostenere il proprio leader. Non più Santi Apostoli, ma via del Plebiscito, dove si trova Palazzo Grazioli: serpeggia la paura del flop, sono poche le manifestazioni politiche indette in passato in una Roma semideserta per le vacanze. Non è escluso che lo stesso Cavaliere - che ha per ora lasciato la Capitale - possa prendervi parte. Per ora non sono previste tappe intermedie, per esempio il Quirinale.

Commento
Si può mai commentare una notizia del genere? Non credo.Sono completamente esterefatta...questa è la riforma della giustizia che vogliono fare? Vanificare le sentenze , criminalizzare i magistrati, assolvere i colpevoli. Non è un mondo che gira al contrario, è una forma di follia molto grave, necessita di cure rapide ed efficaci. E cosa faranno ad un rifiuto del Colle? Assolderanno gente senza scrupoli che inizi una pulizia contro gli onesti? Come ridono soddisfatti tutti gli evasori fiscali!!!! Anche se scoperti d'ora in avanti si rifaranno a questa vergogna e chi potrà dare loro torto. E finitela di chiamarlo Cavaliere, chi è condannato perde questa onorificenza che viene concessa a persone che si sono distinte per merito. Qui l'unico merito è quello di aver potuto gabbare tutti. Ahiahiahiahi...per favore tutti gli altri milioni di italiani che non l'hanno votato prendano posizione e facciano muro, qui è in gioco non solo la democrazia ,ma  la nostra esistenza.(Angela)

giovedì 1 agosto 2013

IL SOLE HA INVERTITO LA POLARITA'!



Salve a tutti amici!

Questa notizia, anche se vi giunge in ritardo di qualche giorno, è un bello schiaffo morale per tutti quelli che davano il Sole per spacciato e in stallo magnetico: dopo 13 anni e mezzo i poli magnetici del Sole si sono invertiti, segno che il ciclo ha raggiunto il suo massimo ed ora si avvia verso la sua seconda metà.

L'inversione dei poli è un evento normalissimo: a differenza del nostro pianeta, che è costituito da un enorme dipolo magnetico (due poli, nord e sud), il Sole è caratterizzato da molteplici poli appaiati disposti lungo tutta la superficie solare, ma con un orientamento costante. Questo orientamento si inverte in media ogni 11 anni, e di conseguenza in media ogni 22 anni il Sole completa un "ciclo magnetico", tornando alla polarità iniziale. Anche il nostro Pianeta inverte i suoi poli, ma la sua diversa composizione fa sì che questa inversione avvenga in media ogni 500mila anni (e meno male!).

L'inversione magnetica solare non corrisponde necessariamente con la massima attività della stella, intesa come numero di macchie e brillamenti: ad esempio l'ultima inversione si è avuta a febbraio del 2000, ma il picco del ciclo precedente fu duplice e si verificò il primo a maggio del 2000, il secondo addirittura nel 2002. Vi ricordo la famosa "Tempesta di Halloween" secondaria ad un flare X28 sul bordo (inizialmente catalogato X45) avvenuta a ottobre del 2003, durante la fase calante del ciclo.

Anche se questo Ciclo Solare 24 è stato avaro di "emozioni" finora, non è detto che non possa stupirci. Confrontate dalla tabella in basso il suo andamento (linea bianca) con altri cicli simili, relativamente tranquilli: il Ciclo Solare 12, ad esempio, durò dal 1878 al 1890 ed ebbe una recrudescenza dell'attività proprio dopo l'inversione, con l'evento del 17 novembre 1882 che spinse l'aurora borale fino in Normandia e negli Stati Uniti del Sud.

E voi, che ne pensate? Durante i prossimi due anni vedremo qualcosa di nuovo? Il Sole si riprenderà alla grande o continuerà questo ciclo un po' sotto tono? Oppure credete ai veggenti della CIA che nel 1999 hanno predetto un superflare per il mese prossimo?

Scrivetemelo nei commenti, io intanto vi auguro una splendida serata ed un buon inizio di agosto!

Un abbraccio,
Massimiliano

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Le 37 leggi ad personam di Berlusconi


Si è fatto per pararsi il culo dalla galera!

Mi chiedo: come può un popolo civile sopportare tutto questo?

1. Decreto Biondi (1994).
Approvato il 13 luglio 1994 dal governo Berlusconi I, vieta la custodia cautelare in carcere (trasformata al massimo in arresti domiciliari) per i reati contro la Pubblica amministrazione e quelli finanziari, comprese la corruzione e la concussione, proprio mentre alcuni ufficiali della Guardia di Finanza confessano di essere stati corrotti da quattro società del gruppo Fininvest (Mediolanum, Videotime, Mondadori e Tele+) e sono pronte le richieste di arresto per i manager che hanno pagato le tangenti. Il decreto impedisce cioè di arrestare i responsabili e provoca la scarcerazione immediata di 2764 detenuti, dei quali 350 sono colletti bianchi coinvolti in Tangentopoli (compresi la signora Pierr Poggiolini, l’ex ministro Francesco De Lorenzo e Antonino Cinà, il medico di Totò Riina). Il pool di Milano si autoscioglie. Le proteste di piazza contro il “Salvaladri” inducono la Lega e An a ritirare il consenso al decreto e a costringere Berlusconi a lasciarlo decadere in Parlamento per manifesta incostituzionalità. Subito dopo vengono arrestati Paolo Berlusconi, il capo dei servizi fiscali della Fininvest Salvatore Sciascia e il consulente del gruppo Massimo Maria Berruti, accusato di aver depistato le indagini subito dopo un colloquio con Berlusconi.

2. Legge Tremonti (1994).
Il decreto n.357 approvato dal Berlusconi I il 10 giugno 1994 detassa del 50% gli utili reinvestiti dalle imprese, purchè riguardino l’acquisto di “beni strumentali nuovi”.La neonata società Mediaset (che contiene le tv Fininvest scorporate dal resto del gruppo in vista della quotazione in Borsa) utilizza la legge per risparmiare 243 miliardi di lire di imposte sull’acquisto di diritti cinematografici per film d’annata: che non sono beni strumentali, ma immateriali, e non sono nuovi, ma vecchi. A sanare l’illegalità interviene il 27 ottobre 1994 una circolare “interpretativa” Tremonti che fa dire alla legge Tremonti il contrario di ciò che diceva, estendendo il concetto di beni strumentali a quelli immateriali e il concetto di beni nuovi a quelli vecchi già usati all’estero.

3. Legge Maccanico (1997).
In base alla sentenza della Consulta del 7 dicembre 1994, la legge Mammì che consente alla Fininvest di possedere tre reti tv sull’analogico terrestre è incostituzionale:3., presumibilmente Rete4, dev’essere spenta ed eventualmente passare sul satellite, entro il 28 agosto 1996. Ma il ministro delle Poste e telecomunicazioni del governo Prodi I, Antonio Maccanico, concede una proroga fino al 31 dicembre 1996 in attesa della legge “di sistema”. A fine anno, nulla di fatto per la riforma e nuova proroga di altri sei mesi. Il 24 luglio 1997, ecco finalmente la legge Maccanico: gli editori di tv, come stabilito dalla Consulta, non potranno detenere più del 20% delle frequenze nazionali disponibili, dunque una rete Mediaset è di troppo. Ma a far rispettare il tetto dovrà provvedere la nuova Authority per le comunicazioni (Agcom), che potrà entrare in azione solo quando esisterà in Italia “un congruo sviluppo dell’utenza dei programmi televisivi via satellite o via cavo”. Che significhi “congruo sviluppo” nessuno lo sa, così Rete4 potrà seguitare a trasmettere sine die in barba alla Consulta.


4. D’Alema salva-Rete4 (1999).
La neonata Agcom si mette all’opera solo nel 1998, presenta il nuovo piano per le frequenze tv e bandisce la gara per rilasciare le 8 concessioni televisive nazionali. Rete4, essendo “eccedente” rispetto alla Maccanico, perde la concessione; al suo posto la vince Europa7 di Francesco Di Stefano. Ma il governo D’Alema, nel 1999, concede a Rete4 una “abilitazione provvisoria” a seguitare a trasmettere senza concessione, così per dieci anni Europa7 si vedrà negare le frequenze a cui ha diritto per legge.


5. Gip-Gup (1999).
Berlusconi e Previti, imputati per corruzione di giudici romani (processi Mondadori, Sme-Ariosto e Imi-Sir), vogliono liberarsi del gip milanese Alessandro Rossa-to, che ha firmato gli arresti dei magistrati corrotti e degli avvocati Fininvest Pacifico e Acampora, ma ha pure disposto l’arresto di Previti (arresto bloccato dalla Camera, a maggioranza Ulivo). Ora spetta a Rossato, in veste di Gup, condurre le udienze preliminari dei tre processi e decidere sulle richieste di rinvio a giudizio avanzate dalla procura di Milano. Udienze che iniziano nel 1999. Su proposta dell’on. avv. Guido Calvi, legale di Massimo D’Alema, il centrosinistra approva una legge che rende incompatibile la figura del gip con quella del gup: il giudice che ha seguito le indagini preliminari non potrà più seguire l’udienza preliminare e dovrà passarla a un collega, che ovviamente non conosce la carte e perderà un sacco di tempo. Così le udienze preliminari Imi-Sir e Sme, già iniziate dinanzi a Rossato, proseguono sotto la sua gestione e si chiuderanno a fine anno con i rinvii a giudizio degli imputati. Invece quella per Mondadori, non ancora iniziata, passa subito a un altro giudice, Rosario Lupo, che proscioglie tutti gli imputati per insufficienza di prove (poi, su ricorso della Procura, la Corte d’appello li rinvierà a giudizio tutti, tranne uno: Silvio Berlusconi, dichiarato prescritto grazie alle attenuanti generiche).



6. Rogatorie (2001).
Nel 2001 Berlusconi torna a Palazzo Chigi e fa subito approvare una legge che cancella le prove giunte dall’estero per rogatoria ai magistrati italiani, comprese ovviamente quelle che dimostrano le corruzioni dei giudici romani da parte di Previti & C. Da mesi i legali suoi e di Previti chiedono al tribunale di Milano di cestinare quei bonifici bancari svizzeri perché mancano i numeri di pagina, o perché si tratta di fotocopie senza timbro di conformità,o perchè sono stati inoltrati direttamente dai giudici elvetici a quelli italiani senza passare per il ministero della Giustizia. Il Tribunale ha sempre respinto quelle istanze. Che ora diventano legge dello Stato. Con la scusa di ratificare la convenzione italo-svizzera del 1998 per la reciproca assistenza giudiziaria (dimenticata dal centrosinistra per tre anni), il 3 ottobre 2001 la Cdl vara la legge 367 che stabilisce l’inutilizzabilità di tutti gli atti trasmessi da giudici stranieri che non siano “in originale” o “autenticati” con apposito timbro, che siano giunti via fax, o via mail o brevi manu o in fotocopia o con qualche vizio di forma. Anche se l’imputato non ha mai eccepito sulla loro autenticità, vanno cestinati. Poi, per fortuna, i tribunali scoprono che la legge contraddice tutte le convenzioni internazionali ratificate dall’Italia e tutte le prassi seguite da decenni in tutta Europa. E, siccome quelle prevalgono sulle leggi nazionali, disapplicano la legge sulle rogatorie, che resterà lettera morta.


7. Falso in bilancio (2002).
Siccome Berlusconi ha cinque processi in corso per falso in bilancio, il 28 settembre 2001 la sua maggioranza approva la legge-delega numero 61 che incarica il governo di riformare i reati societari. Il che avverrà all’inizio del 2002 con i decreti delegati che: abbassano le pene da 5 a 4 anni per le società quotate e addirittura a 3 per le non quotate (prescrizione più breve, massimo 7 anni e mezzo per le quotate e 4 e mezzo per le non quotate; e niente più custodia cautelare né intercettazioni); rendono il falso per le non quotate perseguibile solo a querela del socio o del creditore; depenalizzano alcune fattispecie di reato (come il falso nel bilancio presentato alle banche); fissano amplissime soglie di non punibilità (per essere reato, il falso in bilancio dovrà superare il 5% del risultato d’esercizio, l’1% del patrimonio netto, il 10% delle valutazioni. Così tutti i processi al Cavaliere per falso in bilancio vengono cancellati: o perché manca la querela dell’azionista (B. non ha denunciato B.), o perché i falsi non superano le soglie (“il fatto non è più previsto dalla legge come reato), o perché il reato è ormai estinto grazie alla nuova prescrizione-lampo.


8. Mandato di cattura europeo (2001).
Unico fra quelli dell’Unione europea, il governo Berlusconi II rifiuta di ratificare il “mandato di cattura europeo”, ma solo relativamente ai reati finanziari e contro la Pubblica amministrazione . Secondo “Newsweek”, Berlusconi “teme di essere arrestato dai giudici spagnoli” per l’inchiesta su Telecinco. L’Italia otterrà di poter recepire la norma comunitaria soltanto dal 2004.

9. Il governo sposta il giudice (2001).
Il 31 dicembre, mentre gli italiani festeggiano il Capodanno, il ministro della Giustizia Roberto Castelli, su richiesta dei difensori di Previti, nega contro ogni prassi la proroga in Tribunale al giudice Guido Brambilla, membro del collegio che conduce il processo Sme-Ariosto, e dispone la sua “immediata presa di possesso” presso il Tribunale di sorveglianza dov’è stato trasferito da qualche mese, senza poter completare i dibattimenti già avviati. Così il processo Sme dovrebbe ripartire da zero dinanzi a un nuovo collegio. Ma poi interviene il presidente della Corte d’appello con una nuova “applicazione” di Brambilla in Tribunale fino a fine anno.

10. Cirami (2002).
I difensori di Previti e Berlusconi chiedono alla Cassazione di spostare i loro processi a Brescia perché, sostengono, a Milano l’intero Tribunale è viziato da inguaribile prevenzione contro di loro. E, per oliare meglio il meccanismo, reintroducono il vecchio concetto di “legittima suspicione” per motivi di ordine pubblico , vigente un tempo, quando i processi scomodi traslocavano nei “porti delle nebbie” per riposarvi in pace. E’ la legge Ci-rami n. 248, approvata definitivamente il 5 novembre 2002. Ma nemmeno questa funziona: la Cassazione, nel gennaio 2003, respinge la richiesta di trasloco: il Tribunale di Milano è sereno e imparziale.



11. Lodo Maccanico-Schifani (2003).
Le sentenze Sme e Mondadori si avvicinano. Su proposta del senatore della Margherita Antonio Maccanico, il 18 giugno 2003 la Cdl approva la legge 140, primo firmatario Renato Schifani, che sospende sine die i processi ai presidenti della Repubblica, della Camera, del senato, del Consiglio e della Corte costituzionale. I processi a Berlusconi si bloccano in attesa che la Consulta esamini le eccezioni di incostituzionalità sollevate dal Tribunale di Milano. E ripartono nel gennaio 2004, quando la Corte boccia il “lodo”.


12. Ex Cirielli (2005).
Il 29 novembre 2005 la Cdl vara la legge ex Cirielli (misconosciuta dal suo stesso proponente), che riduce la prescrizione per gli in-censurati e trasforma in arresti domiciliari la detenzione per gli ultrasettantenni (Previti ha appena compiuto 70 anni, Berlusconi sta per compierli). La legge porta i reati prescritti da 100 a 150 mila all’anno, decima i capi di imputazione del processo Mediaset (la frode fiscale passa da 15 a 7 anni e mezzo) e annienta il processo Mills (la corruzione anche giudiziaria si prescrive non più in 15, ma in 10 anni).


13. Condono fiscale (2002).
La legge finanziaria 2003 varata nel dicembre 2002 contiene il condono tombale. Berlusconi giura che non ne faranno uso né lui né le sue aziende. Invece Mediaset ne approfitta subito per sanare le evasioni di 197 milioni di euro contestate dall’Agenzia delle entrate pagandone appena 35. Anche Berlusconi usa il condono per cancellare con appena 1800 euro un’evasione di 301 miliardi di lire contestata dai pm di Milano.


14. Condono per i coimputati (2003).
Col decreto 143 del 24 giugno 2003, presunta “interpretazione autentica” del condono, il governo ci infila anche coloro che hanno “concorso a commettere i reati”, anche se non hanno firmato la dichiarazione fraudolenta. Cioè il governo Berlusconi salva anche i 9 coimputati del premier, accusati nel processo Mediaset di averlo aiutato a evadere con fatture false o gonfiate.


15. Pecorella (2006).
Salvato dalla prescrizione nel processo Sme, grazie alle attenuanti generiche, Berlusconi teme che in appello gli vengano revocate, con conseguente condanna. Così il suo avvocato Gaetano Pecorella, presidente della commissione Giustizia della Camera, fa approvare nel dicembre 2005 la legge che abolisce l’appello, ma solo quando lo interpone il pm contro assoluzioni o prescrizioni. In caso di condanna in primo grado, invece, l’imputato potrà ancora appellare. Il presidente Ciampi respinge la Pecorella in quanto incostituzionale. Berlusconi allunga di un mese la scadenza della legislatura per ripresentarla uguale e la fa riapprovare (legge n.46) nel gennaio 2006. Ciampi stavolta è costretto a firmarla. Ma poi la Consulta la boccia in quanto incostituzionale.


16. Frattini (2002).
Il 28 febbraio 2002 la Cdl approva la legge Frattini sul conflitto d’interessi: chi possiede aziende e va al governo, ma di quelle aziende è soltanto il “mero proprietario”, non è in conflitto d’interessi e non è costretto a cederle. Unica conseguenza per il premier:deve lasciare la presidenza del Milan


17.Gasparri-1(2003).
In base alla nuova sentenza della Consulta del 2002, entro il 31 dicembre 2003 Rete4 deve essere spenta e passare sul satellite. Il 5 dicembre la Cdl approva la legge Gasparri sulle tv: Rete4 può seguitare a trasmettere “ancorchè priva di titolo abilitativo”, cioè anche se non ha più la concessione dal 1999; il tetto antitrust del 20% sul totale delle reti non va più calcolato sulle 10 emittenti nazionali, ma su 15 (compresa Telemarket). Dunque Mediaset può tenersi le sue tre tv. Quanto al tetto pubblicitario del 20%, viene addirittura alzato grazie al trucco del “Sic”, che include un panel talmente ampio di situazioni da sfiorare l’infinito. Confalonieri calcola che Mediaset potrà espandere i ricavi di 1-2 miliardi di euro l’anno. Ma il 16 dicembre Ciampi rispedisce la legge al mittente: è incostituzionale.


18. Berlusconi salva-Rete4 (2003).
Mancano due settimane allo spegnimento di Rete4. Alla vigilia di Natale, Berlusconi firma un decreto salva-Rete4 (n.352) che concede alla sua tv l’ennesima proroga semestrale, in attesa della nuova Gasparri.


19. Gasparri-2 (2004).
La nuova legge approvata il 29 aprile 2004, molto simile a quella bocciata dal Quirinale, assicura che Rete4 non sfora il tetto antitrust perché entro il 30 aprile il 50% degli italiani capteranno il segnale del digitale terrestre, che garantirà loro centinaia di nuovi canali. Poi però si scopre che, a quella data, solo il 18% della popolazione riceve il segnale digitale. Ma poi l’Agcom dà un’interpretazione estensiva della norma: basta che in un certo luogo arrivi il segnale digitale di una sola emittente, per considerare quel luogo totalmente digitalizzato. Rete4 è salva, Europa 7 è ancora senza frequenze.



20. Decoder di Stato (2004).
Per gonfiare l’area del digitale, la finnaziaria per il 2005 varata nel dicembre 2004 prevede un contributo pubblico di 150 euro nel 2004 e di 70 nel 2005 per chi acquista il decoder per la nuova tecnologia televisiva. Fra i principali distributori di decoder c’è Paolo Berlusconi, fratello di Silvio,titolare di Solaris (che commercializza decoder Amstrad).


21. Salva-decoder (2003).
Il digitale terrestre è un affarone per Mediaset, che vi trasmette partite di calcio a pagamento, ma teme il mercato nero delle tassere taroccate: prontamente, il 15 gennaio 2003, il governo che ha depenalizzato il falso in bilancio porta fino a 3 anni con 30 milioni di multa la pena massima per smart card fasulle per le pay tv.


22. Salva-Milan (2002).
Col decreto 282/2002, convertito in legge il 18 febbraio, il governo Berlusconi consente alle società di calcio, quasi tutte indebitatissime, diammortizzare sui bilanci 2002 e spalmare nei dieci anni successivi la svalutazione dei cartellini dei giocatori. Il Milan risparmia 242 milioni di euro.

23. Salva-diritti tv (2006).
Forza Italia blocca il ddl, appoggiato da tutti gli altri partiti di destra e di sinistra, per modificare il sistema di vendita dei diritti tv del calcio in senso “collettivo” per non penalizzare le società minori privilegiando le maggiori. Il sistema resta dunque “soggettivo” , a tutto vantaggio dei maggiori club: Juventus, Inter e naturalmente Milan.

24. Tassa di successione (2001).
Il 28 giugno 2001 il governo Berlusconi abolisce la tassa di successione per i patrimoni superiori ai 350 milioni di lire (fino a quella cifra l’imposta era già stata abrogata dall’Ulivo). Per combinazione, il premier ha cinque figli e beni stimati in 25mila miliardi di lire.


25. Autoriduzione fiscale (2004).
Nel 2003, secondo “Forbes”, Berlusconi è il 45° uomo più ricco del mondo con un patrimonio personale di 5,9 miliardi di dollari. Nel 2005 balza al 25° posto con 12 miliardi. Così, quando a fine 2004 il suo governo abbassa le aliquote fiscali per i redditi dei più abbienti, “L’espresso” calcola che Berlusconi risparmierà 764.154 euro all’anno.


26. Plusvalenze esentasse (2003).
Nel 2003 Tremonti vara una riforma fiscale che detassa le plusvalenze da partecipazione. La riforma viene subito utilizzata dal premier nell’aprile 2005 quando cede il 16,88% di Mediaset detenuto da Fininvest per 2,2 miliardi di euro, risparmiando 340 milioni di tasse.


27. Villa abusiva con condono (2004).
Il 6 maggio 2004, mentre «La Nuova Sardegna» svela gli abusi edilizi a Villa Certosa, Berlusconi fa approvare due decreti. Il primo stabilisce l’approvazione del piano nazionale anti-terrorismo e contiene anche un piano (segretato) per la sicurezza di Villa La Certosa. Il secondo individua la residenza di Berlusconi in Sardegna come «sede alternativa di massima sicurezza per l’incolumità del presidente del Consiglio e per la continuità dell’azione di governo». Ed estende il beneficio anche a tutte le altre residenze del premier e famiglia sparse per l’Italia. Così si bloccano le indagini sugli abusi edilizi nella sua villa in Costa Smeralda. Poi nel 2005 il ministro dell’Interno Pisanu toglie il segreto. Ma ormai è tardi. La legge n. 208 del 2004, varata in tutta fretta dal governo Berlusconi, estende il condono edilizio del 2003 anche alle zone pro-tette: come quella in cui sorge la sua villa. Prontamente la Idra Immobiliare, proprietaria delle residenze private del Cavaliere, presenta dieci diverse richieste di condono edilizio. E riesce a sanare tutto per la modica cifra di 300mila euro. Nel 2008 il Tribunale di Tempio Pausania chiude il procedimento per gli abusi edilizi perchè in gran parte condonati grazie a un decreto voluto dal mero proprietario della villa.


28. Ad Mediolanum (2005).
Nonostante le resistenze del ministro del Welfare, Roberto Maroni, Forza Italia impone una serie di norme favorevoli alle compagnie assicurative nella riforma della previdenza integrativa e complementare (dl 252/2005), fra cui lo spostamento di 14 miliardi di euro verso le assicurazioni, alcune norme che forniscono fiscalmente la previdenza integrativa individuale (a beneficio anche di Mediolanum, di proprietà di Berlusconi e Doris) e soprattutto lo slittamento della normativa al 2008 per assecondare gli interessi della potente lobby degli assicuratori (di cui Mediolanum è una delle capofila). Intanto, nel gennaio del 2004, le Poste Italiane con un appalto senza gara hanno concesso a Mediolanum l’utilizzo dei 16mila sportelli postali sparsi in tutta Italia.


29. Ad Mondadori-1 (2005).
Il 9 giugno 2005 il ministro dell’Istruzione Letizia Moratti stipula un accordo con le Poste Spa per il servizio «Postescuola»: consegna e ordinazione – per telefono e on line – dei libri di testo destinati agli alunni della scuola secondaria. Le case editrici non consegneranno i loro volumi direttamente, ma tramite la Mondolibri Bol, una società posseduta al 50 per cento da Arnoldo Mondadori Editore Spa, di cui è mero proprietario Berlusconi. L’Antitrust esamina il caso, ma pur accertando l’indubbio vantaggio per le casse Mondadori, non può censurare l’iniziativa perché a firmare l’accordo non è stato il premier, ma la Moratti.


30. Ad Mondadori-2 (2005).
L’8 febbraio 2005 scatta l’operazione “E-book”, per il cui avvio il governo stanzia 3 milioni. E a chi affidano la sperimentazione i ministri Moratti (Istruzione) e Stanca (Innovazione)? A Monda-dori e Ibm: la prima è di Berlusconi, la seconda ha avuto come vicepresidente Stanca fino al 2001.


31. Indulto (2006).
Nel luglio 2006 centrosinistra e centrodestra approvano l’indulto Mastella (contrari Idv, An, Lega, astenuto il Pdci): 3 anni di sconto di pena a chi ha commesso reati prima del 2 maggio di quell’anno. Lo sconto vale anche per i reati contro la Pubblica amministrazione (che sul sovraffollamento della carceri non incidono per nulla), compresa la corruzione giudiziaria, altrimenti Previti resterebbe agli arresti domiciliari. Una nuova legge ad personam che regala anche al Cavaliere un “bonus” di tre anni da spendere nel caso in cui fosse condannato in via definitiva.


32. Lodo Alfano (2008).
Nel luglio 2008, alla vigilia della sentenza nel processo Berlusconi-Mills, il Pdl tornato al governo approva il lodo Alfano che sospende sine die i processi ai presidenti della Repubblica, della Camera, del Senato e del Consiglio. Soprattutto del Consiglio. Nell’ottobre 2009 la Consulta boccerà anche quello in quanto incostituzionale.


33. Più Iva per Sky (2008).
Il 28 novembre 2008 il governo raddoppia l’Iva a Sky, la pay-tv di Rupert Murdoch, principale concorrente di Mediaset, portandola dal 10 al 20%
 

34. Meno spot per Sky (2009).
Il 17 dicembre 2009 il governo Berlusconi vara il decreto Romani che obbliga Sky a scendere entro il 2013 dal 18 al 12% di affollamento orario di spot.

35. Più azioni proprie (2009).
La maggioranza aumento dal 10 al 20% la quota di azioni proprie che ogni società può acquistare e detenere in portafoglio. La norma viene subito utilizzata dalla Fininvest per aumentare il controllo su Mediaset.


36. Ad listam (2010).
Visto che le liste del Pdl sono state presentate fuori tempo massimo nel Lazio e senza timbri di autenticazione a Milano, il governo vara un decreto “interpretativo” che stravolge la legge elettorale, sanando ex post le illegalità commesse per costringere il Tar a riammetterle. Ma non si accorge che, nel Lazio, la legge elettorale è regionale e non può essere modificata da un decreto del governo centrale. Così il Tar ribadisce che la lista è fuorilegge, dunque esclusa.

37. Illegittimo impedimento (2010).
Non sapendo più come bloccare i processi Mediaset e Mills, Berlusconi fa approvare il 10 marzo 2010 una legge che rende automatico il “legittimo impedimento” a comparire nelle udienze per sé stesso e per i suoi ministri, il tutto per una durata di 6 mesi, prorogabili fino a 18. Basterà una certificazione della Presidenza del Consiglio e i giudici dovranno fermarsi, senza poter controllare se l’impedimento sia effettivo e legittimo. Il tutto in attesa della soluzione finale, cioè delle nuove leggi ad personam che porteranno il totale a quota 40: “processo breve”, anti-intercettazioni e lodo Alfano-bis costituzionale. Cioè incostituzionale.


Fonte: Marco Travaglio da Il fatto quotidiano del 12 marzo 2010 - titolo: "37 porcate ad personam"